Ricominciare a vivere, le foto e le speranze
Otto grandi fotografi, inviati in nove paesi, hanno potuto documentare la vita di oltre 30 persone affette da HIV
Kassi Keita ha 3 anni, dopo 18 mesi di malattia gli è stato diagnosticato l'Hiv. Sua madre, Mariam Dembele, ha 31 anni, anche lei è stata sottoposta al trattamento contro l'Aids . Mali 2007/08 (foto Paolo Pellegrin / Magnum). Ricominciare a Vivere è la mostra che si è inaugurata venerdì 18 al Museo dell'Ara Pacis. Un foto racconto, realizzato di Magnum Photos e Contrasto, per imprimere «lo sguardo di chi ce l'ha fatta».
LA MOSTRA - Otto grandi fotografi, inviati in nove paesi, hanno potuto documentare la vita di oltre 30 persone affette da HIV, e l'efficacia dell'utilizzo dei farmaci retrovirali distribuiti gratuitamente da
The Global Fund to Fight AIDS, Tubercolosis and Malaria. Dopo il successo di Washington, Madrid, Oslo, arriva a Roma Access to Life. La galleria fotografica resterà aperta fino al 18 ottobre, negli spazi espositivi dell'Ara Pacis per assicurare la giusta risonanza all'iniziativa.
L'IMPEGNO - Attraverso l'occhio della squadra di fotografi diretti da Bill Horrigan, la storia di Marie Sonie di Haiti, di Thoba in Mali, di Juan Carlos in Perù e tante altre persone, diventeranno un messaggio positivo e simbolo di una vera rivoluzione contro questa malattia. Grazie al Global Fund che raccoglie e investe fondi in aiuti verso persone malate di HIV, soprattutto nei Paesi più poveri del pianeta, Ricominciare a Vivere disegna un mosaico di speranza e rinascita. Oltre 3.5 milioni di persone in 140 Paesi nel mondo sono vivi grazie a questi contributi. Inoltre il Global Fund offre il proprio supporto a 62 milioni di persone per consulenze e diagnosi, tra cui 445.000 donne incinte sieropositive. Una tangibile testimonianza, dunque, del recupero di buone condizioni di vita. Di un risultato positivo possibile. I proventi della mostra e del libro Ricominciare a Vivere saranno devoluti al Global Fund per infondere speranza, consapevolezza, e soprattutto per proseguire con la somministrazione di cure gratuite contro l'AIDS.
Otto dei più famosi fotografi della Magnum, in collaborazione con il
Fondo globale per la lotta contro aids, tubercolosi e malaria, hanno dato vita a un monumentale lavoro sulla rivoluzione degli antiretrovirali, seguendo decine di malati prima e dopo l’arrivo dei farmaci nella loro vita: Alex Majoli in Russia, Paolo Pellegrin in Mali, Jim Goldberg in India, Eli Reed in Perù, Steve McCurry in Vietnam, Larry Towell in Swaziland e Sudafrica, Jonas Bendiksen ad Haiti e Gilles Peress in Ruanda.
Paolo Pellegrin
Nel Mali l’HIV si trasmette fondamentalmente attraverso il contatto sessuale e circa l’1,7% della popolazione del Mali, che conta oltre 12 milioni, è sieropositiva.
Lo stigma che circonda l’AIDS è ancora forte e la tradizione dei matrimoni poligami aumenta le difficoltà nella prevenzione della trasmissione.
Gli sforzi per la prevenzione e la cura dell’AIDS si sono rapidamente moltiplicati ed ora in tutto il paese sono disponibili centri sanitari che forniscono gratuitamente il test e la terapia.
Alex Majoli
Dopo la caduta dell’Unione Sovietica un’ondata di droghe ha colpito la Russia, rendendo tossicodipendenti centinaia di migliaia di giovani.
Con le iniezioni di eroina è poi arrivato l’HIV, che ha rapidamente contagiato oltre 1 milione di russi. La Russia ha una delle epidemie di AIDS in più rapida espansione e spesso coloro che vengono contagiati ricevono la diagnosi troppo tardi per poter essere salvati.
Larry Towell
Lo Swaziland ha il tasso di infezione da HIV più alto di tutto il mondo, con oltre un quarto della propria popolazione che è sieropositiva.
Circa 130.000 bambini sono diventati orfani o sono stati resi vulnerabili dalla morte di uno o entrambi i genitori.
Con tanti sieropositivi l’AIDS ha delle ripercussioni su tutti gli aspetti della vita in Swaziland.
Jim Goldberg
In India l’epidemia di AIDS è stata alimentata soprattutto dalla mancanza di protezioni durante i rapporti sessuali.
Si stima che oltre 2,5 milioni di indiani siano sieropositivi. Le donne sono particolarmente a rischio di essere contagiate dai mariti o dai loro partner abituali che hanno a loro volta contratto il virus durante rapporti sessuali a pagamento. In alcune parti dell’India anche le iniezioni di droghe pesanti giocano un ruolo rilevante nella diffusione dell’HIV.
Gilles Peress
Nonostante la sua tormentata storia recente, il Ruanda ha compiuto rapidi sforzi per contrastare l’AIDS ed ha reso disponibile la terapia gratuitamente per tutta la durata della vita di ogni paziente. Ora sono in terapia 44.000 persone, in crescita dalle sole 4.000 persone che avevano cominciato la terapia appena cinque anni fa. Il Ruanda si distingue come una delle storie di successo in Africa ed è un modello di come le cure mediche possono raggiungere anche le comunità periferiche. In ogni caso l’AIDS resta un problema sanitario serio in un paese che si sta ricostruendo dopo la guerra ed il genocidio.
Jonas Bendiksen
Haiti e la Repubblica Dominicana insieme contano un numero di sieropositivi pari ai tre quarti di tutti i casi dei Caraibi. Sebbene si tratti di uno dei paese più poveri del mondo, Haiti sta facendo molti progressi nel mettere a disposizione dei malati di AIDS la terapia antiretrovirale.
La trasmissione dell’HIV avviene soprattutto con i rapporti sessuali non protetti e, mentre l’uso dei profilattici sta diventando via via più accettato nelle zone urbane, le donne povere delle zone rurali restano ad alto rischio di contagio.
Steve McCurry
La percentuale della popolazione sieropositiva in Vietnam è ancora bassa, meno dell’1%.
Molti dei vietnamiti sieropositivi sono stati contagiati da aghi contaminati mentre facevano uso di droghe per via endovenosa e nell’ambito di questo gruppo il tasso di infezione è enormemente più alto.
Poiché l’eroina ed altre droghe non sono costose ed il loro uso occasionale è comune, l’infezione da HIV attraverso l’uso di droghe tocca una parte della popolazione più vasta in Vietnam rispetto a molti altri paesi.
Larry Towell
Con oltre 5,5 milioni di persone sieropositive, il Sud Africa resta il paese con il numero più alto di sieropositivi al mondo.
Come in molta dell’Africa sub-sahariana, il volto dell’AIDS è sempre più spesso quello di una donna e in alcune zone del Sud Africa le donne hanno una probabilità di contagio tre volte superiore a quella maschile.
Eli Reed
L’AIDS nel Perù ha colpito maggiormente uomini che fanno sesso con altri uomini, tossicodipendenti e coloro che fanno sesso a pagamento.
I programmi che rendono disponibili gratuitamente le terapie contro l’AIDS richiedono che il paziente superi un test di “adesione” e dimostri di avere un sostegno da parte della famiglia o di amici che lo aiuti a seguire fedelmente la terapia.
«Ricominciare a vivere» - Access to life
Museo dell'Ara Pacislungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli)
Tel.: 060608
dal 18 settembre al 18 ottobre
Doriana Torriero