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sabato 9 ottobre 2010

LA DONNA NELL'ARTE CERAMICA GRECA A NAPOLI

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La storia della cultura greca passa attraverso la decorazione della ceramica, ma spesso i vasi vengono accatastati (mi si passi il termine iperbolico) nei musei, senza una vera e propria attenzione nell’allestimento ed una cura nei confronti dei visitatori, della fruizione. Mi piace quindi segnalarvi una mostra che potrebbe andare in controtendenza.

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Le ore della donna. Storie e immagini nella collezione di ceramiche attiche e magnogreche, ha aperto i battenti il 29 settembre 2010 e proseguirà fino al 3 aprile 2011, a Palazzo Zevallos Stigliano, nel centro di Napoli. Un percorso attraverso la figurazione attica della donna, madre, moglie, etéra, cortigiana, semidea, realizzata dalle mani di ceramisti esclusivamente uomini.

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Trenta pezzi provenienti dalla collezione Intesa Sanpaolo, che conta ben 522 reperti raccolti a Ruvo di Puglia e che dialogheranno con un altra opera d’arte qui conservata, la Sant’Orsola del Caravaggio.

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La mostra, ricca di eventi collaterali come incontri e concerti, si inserisce in un ciclo espositivo di più ampio respiro cominciato a Venezia, chiamato Il Tempo dell’Antico. Pagine di archeologia e cultura.

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lunedì 12 aprile 2010

TORNA VISIBILE AL PUBBLICO IL "SARCOFAGO DELLE AMAZZONI"

Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze torna ad esporre al pubblico uno dei suoi "gioielli": il Sarcofago delle Amazzoni. Sottoposto ad un intervento di ripulitura e restauro, il celebre Sarcofago, uno dei monumenti piu' significativi della storia della pittura antica, manifesto di arte magno-greca in terra etrusca, sara' esposto, nella sala a lui dedicata, al secondo piano del Museo. Martedi' 15 aprile il notissimo monumento sara' presentato al pubblico. L'ingresso e' libero. Nell'occasione sara' anche presentato il volume con lo studio scientifico, edito da Electa.

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Il Sarcofago di alabastro detto "delle Amazzoni" per il fregio pittorico che adorna la cassa e che rappresenta scene di lotta tra i Greci e le Amazzoni, tornera' cosi' ad ammaliare i visitatori del Museo. Rinvenuto a Tarquinia nel settembre del 1869, insieme ad un sarcofago simile andato poi perduto, il Sarcofago delle Amazzoni arrivo' al Museo Archeologico di Firenze nel 1872. La sua prima esposizione al pubblico fu nella sala delle urne nella originaria sede del Museo Etrusco nel Cenacolo di Fuligno in via Faenza. Affascinante per la storia narrata nei suoi dipinti, di rara bellezza e fattura, il Sarcofago rientra nella serie di sarcofagi "architettonici", molto diffusi in ambito etrusco, ed appartiene alla classe dei sarcofagi di marmo greco insulare diffusi nel IV secolo. a.C. in molti centri del bacino del Mediterraneo, da Sidone a Cartagine, dalla Sicilia all'Etruria (Cerveteri, Tarquinia, S.Giuliano e Vulci). L'elevata qualita' pittorica della decorazione della cassa, che non trova riscontri in ambito etrusco e la pietra da cui e' stato ottenuto, l'alabastro calcareo bianco, fa pensare che il Sarcofago sia arrivato in Italia semilavorato dalla Grecia, per essere poi decorato da maestranze magno greche. Il Sarcofago e' stato restaurato dal Laboratorio di Restauro della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana. Presentava tracce evidenti di un vecchio restauro, che aveva anche ricomposto, con l'inserzione di elementi spuri, alcuni frammenti che si erano distaccati dal bordo della cassa e dagli angoli del coperchio e aveva previsto la stesura di un prodotto a protezione delle zone dipinte del coperchio che aveva fortemente alterato il colore della superficie. (AGI)

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mercoledì 24 marzo 2010

MOSTRA SULL`ARTE GRECA NELL'ANTICA ROMA

L’arte greca arriva a Roma con una grande mostra allestita ai Musei Capitolini su `L’Età della conquista`, il primo appuntamento della rassegna quinquennale che intende raccontare `I giorni di Roma`.

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Dal 13 marzo al 5 settembre capolavori dell’arte antica provenienti dai maggiori Musei europei «Per raccontare il percorso di Roma, che si affaccia nel Mediterraneo da vincitrice ma ne rimane vinta, conquistata dall’arte, dalla filosofia, dalla letteratura», spiega Umberto Broccoli sovrintendente di Roma.

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Cicerone I sec. a.C

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testa fittile di Pagliaroli II sec. a.C

«Una mostra pensata per il grande pubblico – aggiunge Broccoli– per avvicinarlo alla nostra storia».

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Giunone Cesi. II secolo a.C

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frontone di Luni II sec. a.C

Un`operazione che ha tenuto conto della chiarezza e della semplicità delle didascalie che raccontano e accompagnano tutto il percorso della mostra che, secondo l’assessore alla Cultura del Comune di Roma Umberto Croppi, «Conferma e consolida una idea che abbiamo più volte espresso e che è una delle idee portanti che vogliamo realizzare: restituire alla storia di Roma un valore e una dignità che la emendano da quella idea stereotipata di una Roma guerresca, arrogante a volte ridicola.

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testa colossale di divinità II sec. a.C

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fontana di età augustea

Roma – continua l’assessore – è stata anche una potenza ma è stata soprattutto una civiltà che ha costruito spesso dal nulla un intero sistema culturale, sociale e giuridico».

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Giovane che si toglie una spina dal piede (età augustea)

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busto di Dionysios

Costata circa un milione di euro, la mostra espone imponenti statue in marmo, raffinate opere in bronzo e terracotta, interi cicli scultorei, fregi ed elementi di arredo domestico in bronzo e argento, del più alto valore stilistico, per narrare un’epoca di profondi cambiamenti nei canoni stilistici e sul gusto estetico della Roma antica

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testa di Apollo I sec. a.C

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testa colossale di divinità maschile II sec a.C.

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martedì 23 febbraio 2010

EROS NELL'ARTE DEI GRECI

La mostra "Eros: dalla Teogonia di Esiodo alla Tarda Antichità" presso il Museo dell'Arte Cicladica di Atene è un tributo sopraffino ai costumi sessuali del mondo greco-romano.

Afrodite allatta Eros

Mille anni di storia dell'eros, raccontata come storia di Eros - detto, anche, Cupido. «Non solo un grande Iddio, ma pure il più antico» come scrive Platone nel Simposio.

Amore pedagogico e pederastia

Già, perché senza di lui non ci sarebbe stato tutto il resto.
Eros, però, è sovente descritto come divinità crudele - «dolce-amaro», lo definisce Saffo.

Eros arciere

Il piacere che egli dispensava non era tanto la lieta e assoluta gioia dei sensi (questione di competenza della bella Afrodite), quanto l'erotomania vera e propria.

Educazione di Eros

Ossia: la follia d'amore, ciò che il mondo greco giudicava evento assai periglioso per le umane sorti. In un senso squisitamente eterosessuale, però.

Scene con prostitute

Perché era tollerato, anzi, pare quasi che fosse obbligatorio, per il "popolo GLBT" di allora, l'avere storie tormentate e annichilenti.

Vita da prostitute

Così, mettendo al bando le noie dell'amore, ci si poteva concentrare meglio sul sesso.

Culto di Dioniso

Ecco, questa mostra qui mette in scena – e senza mezzi termini, come in un sublime film scollacciato anni '70 – vite votate al puro piacere dei sensi.

Eros con Afrodite e Adone

Esaltazione morbosa dell'istinto sessuale raccontata da manufatti erotici capaci, ancora, di ispirare passioni, nonostante siano vecchi di millenni.

Divinità fallica

Falli giganti di marmo. Un bordello antico – detto lupanarium – ricostruito nel museo, con tanto di lettino e cuscino.

Ricostruzione dell'interno di un lupanare tipico di età romana

Scene di lotta di classe sull'Olimpo Hills. Accoppiamenti selvaggi che decorano piatti da portata. Dei e mortali, nudi, in boschetti di alloro, copulano festosi.

Eros Dio della fertilità

Questi erano i coiti più gossippati dell'epoca, e si capisce bene il perché.
Ecco, questi dei devono essere stati così. Delle divinità, per l'appunto. E ognuno con le sue precise funzioni. Assetati di sesso come delle star del genere teenpop qualsiasi.

Eros durante uno sposalizio tra un dio e una mortale

A questo punto c'è da dire che la Teogonia di Esiodo – a cui fa riferimento il titolo dell'esposizione - è una sorta di Bibbia del Paganesimo, che racconta la discendenza degli dei greci: «prima ci fu il Caos, poi la Terra e infine Eros».

Giochi Bucolici

Un Dio dell'amare dalle infinite raffigurazioni: lancia frecce, fa gare d'atletica, sovrintende ai matrimoni. In una, addirittura, Afrodite lo sgrida e fa per colpirlo con una ciabatta infradito. Poi, tenera, lo allatta.

Eros e Psyche

Di ben altro tenore le icone più sconce. Sesso ovunque. Sesso adesso.

Sesso con prostituta

Si pensi, poi, che queste scenette XXX d'artista decoravano muri di abitazioni private, spazi pubblici e quanto altro. Tutti potevano vederle, sempre. Pure i bambini, ovviamente.

Eros impegnato in canti e danze

Un totale di 272 oggetti - dal 700 a.C al IV secolo - provenienti da una cinquantina di musei di tutto il mondo (la maggior parte sono italiani) per mostrare la straordinaria vitalità della cultura sessuale dei nostri lontanissimi antenati.

Eros impegnato in competizioni atletiche (Moneta di Siracusa)

Storie d'amore bucolico, ovvero zoofilia bella e buona. Con il direttore del Museo lì a ribadire che per vedere questa mostra occorre avere «la mente aperta».

Eros in scena d'amore con mortali

E, ancora, omoerotismo di massa, posizioni impensabili, lunghi e annodatissimi trenini.
Altri stadi di civiltà. Altri evi. ("Forse non molto lontani dai nostri")

Omoerotismo

Eros: dalla Teogonia di Esiodo alla Tarda Antichità
Museo dell'Arte Cicladica
Atene, Grecia
Fino al 5 aprile 2010

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