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venerdì 12 ottobre 2012

BOLDINI, PREVIATI E DE PISIS | DUE SECOLI DI GRANDE ARTE A FERRARA

Due secoli di grande arte a Ferrara
13 ottobre 2012 - 13 gennaio 2013

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I capolavori del Museo Boldini e delle altre raccolte d'arte moderna e contemporanea di Palazzo Massari saranno in mostra a Palazzo dei Diamanti dal 13 ottobre 2012 al 13 gennaio 2013.
Un'ampia selezione di opere di Boldini, Previati, Mentessi, Minerbi, Melli, Funi e De Pisis, ovvero dei più importanti artisti ferraresi dell'Ottocento e del Novecento, verrà presentata assieme ad un nucleo di opere di altri grandi maestri italiani come Gemito, Boccioni, Carrà e Sironi, patrimonio delle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.

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Giovanni Pagliarini - MADONNA COL BAMBINO, 1854
Olio su tela, cm 126,5 x 92,5 - Ferrara, Museo dell'Ottocento

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Gaetano Turchi - TORQUATO TASSO IN SANT'ANNA, 1838
Olio su tela, cm 179 x 130,5 - Ferrara, Museo dell'Ottocento

clip_image004ACHILLE FUNI - Ritratto della sorella, 1921
Olio su tela, cm 50 x 40
Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

L'idea della mostra è stata sollecitata dalla chiusura del complesso di Palazzo Massari, che ospita le collezioni delle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea, in seguito al sisma che nel maggio scorso ha colpito l'Emilia-Romagna. Fino a quando non verranno eseguiti importanti lavori di consolidamento dell'edificio, i tesori d'arte che esso custodiva non saranno fruibili. Di qui la decisione di dare loro visibilità, sia pure temporanea, in una mostra a Palazzo dei Diamanti, per sottolineare l’importanza e la qualità del patrimonio di Palazzo Massari ma anche per sensibilizzare alla salvaguardia di questo e di altri beni artistici danneggiati dal terremoto.

clip_image005 MASSIMILIANO LODI - SAVONAROLA AL COSPETTO DI CARLO VIII, 1866-68
Olio su tela, cm 260 x 380 - Ferrara, Museo dell'Ottocento

clip_image006 GAETANO PREVIATI - L’Assunzione, c. 1903
Olio su tela, cm 105 x 87 - Ferrara, Museo dell'Ottocento

Nelle intenzioni del Comune di Ferrara e di Ferrara Arte, i capolavori in mostra diventeranno l'emblema della città: si sta infatti studiando una loro presentazione, dopo questa "prima" ferrarese, in altre sedi espositive italiane.
Per dar spazio a questa rassegna, la mostra su Michelangelo Antonioni, già programmata per il prossimo autunno, è stata posticipata alla primavera 2013.

clip_image007Giovanni Boldini - RITRATTO DI LILIA MONTI NATA CONTESSA MAGNONI, 1864-65 - Olio su tela, cm 67 x 53 - Ferrara, Museo Giovanni Boldini

clip_image008 GIOVANNI BOLDINI - Donna in nero che guarda il “Pastello della signora Emiliana Concha de Ossa”, c. 1888 - Olio su tavola, cm 80,5 x 64,5 - Ferrara, Museo Giovanni Boldini

clip_image009 GIOVANNI BOLDINI - Ritratto del piccolo Subercaseaux, 1891
Olio su tela, cm 170 x 98,5 - Ferrara, Museo Giovani Boldini

clip_image010 GIOVANNI BOLDINI - Angolo della mensa del pittore, c. 1897
Olio su tavola, cm 120 x 38,5 - Ferrara, Museo Giovanni Boldini

Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara riunisce un'ottantina tra dipinti, sculture e opere su carta che raccontano oltre centocinquant'anni di produzione artistica locale, ma anche nazionale e internazionale. Il percorso si apre con le testimonianze della civiltà figurativa ferrarese della prima metà dell'Ottocento che costituirono la sezione moderna della Pinacoteca Municipale: dalle prove d'ispirazione purista di Giovanni Antonio Baruffaldi e Giovanni Pagliarini, centrate su temi letterari o religiosi, alle opere di interpreti del fervore romantico, quali Girolamo Domenichini, Massimiliano Lodi e Gaetano Turchi, che rievocano la grandezza del passato estense o danno forma alle tensioni e alle speranze del periodo risorgimentale.

clip_image011 ARRIGO MINERBI - Nudo di fanciulla, 1918-25
Gesso, cm 167 x 67,5 x 17 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

clip_image012 ROBERTO MELLI - Signora col cappello nero (Ritratto di Zoe Lampronti), c. 1913
Gesso, cm 37,5 x 41 x 28,5 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

Dopo la metà del secolo, la fortuna di generi come il ritratto, la veduta e il paesaggio è spesso legata a personalità attive anche fuori Ferrara, tra tutti Giovanni Boldini, che sarà figura di spicco del rinnovamento della pittura italiana e internazionale della seconda metà del secolo, prima nella Firenze macchiaiola e poi nella Parigi degli impressionisti. Un ampio nucleo di capolavori di Boldini testimonierà il suo ruolo di indiscusso protagonista della Belle Époque e, al tempo stesso, la nascita del museo a lui dedicato che fu istituito nel 1935: icone della sua ritrattistica come ilRitratto del piccolo Subercaseaux, Fuoco d'artificio, la Passeggiata al Bois de Boulogne o La signora in rosa, ma anche interni d'atelier, nature morte e vedute.

clip_image013ROBERTO MELLI - Autoritratto, 1933
Olio su tela, cm 62 x 50 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

clip_image014ROBERTO MELLI - Composizione di oggetti, 1934
Olio su tavola, cm 73 x 53 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

Nel corso del Novecento le collezioni si arricchirono di opere di altri maestri locali che raggiunsero la fama fuori Ferrara: dalPonte di Charing Cross di Alberto Pisa, alla Pace di Giuseppe Mentessi, fino al Trafugamento del corpo di Cristo di Gaetano Previati. Un capolavoro simbolista di Previati come Paolo e Francesca ed altri suoi dipinti divisionisti saranno presentati assieme ad opere di ispirazione secessionista e futurista di Arrigo Minerbi, Aroldo Bonzagni, Umberto Boccioni, Roberto Melli e Annibale Zucchini, a sottolineare il ruolo anticipatore del pittore e l'importanza della sua lezione per la generazione successiva. L'animato clima artistico italiano tra le due guerre sarà poi evocato da un lato dalla pittura tonale di Roberto Melli, legata alla vena espressionista della "Scuola Romana", dall'altro dal moderno classicismo di uno dei massimi esponenti di "Novecento", Achille Funi, che verrà accostato a pionieri del "ritorno all'ordine" e delle poetiche arcaiste, quali Carlo Carrà e Mario Sironi.

clip_image015MARIO SIRONI - La Giustizia, 1935-36
Tecnica mista su carta intelata, cm 155 x 246 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

clip_image016GIUSEPPE VIRGILI - Testa di donna, 1938
Terracotta patinata, cm 24 x 17 x 20 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

clip_image017FILIPPO DE PISIS - I pesci marci, 1928
Olio su cartone, cm 53,5 x 63,5 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

In un ambito internazionale s'iscrive invece la vicenda artistica di Filippo de Pisis, cui sono intitolate le raccolte del Novecento. Grazie soprattutto all'attività della Fondazione Pianori e al generoso lascito di Manlio e Franca Malabotta è possibile ripercorrere l'intera parabola creativa del ferrarese, dalle nature morte marine di ispirazione metafisica (Le cipolle di Socrate) agli esiti della sua "stenografia pittorica" che caratterizzano, ad esempio, le vedute parigine, dalle penetranti effigi maschili come il Ritratto di Allegro ai lirici, commoventi capolavori della maturità quali La rosa nella bottiglia e Natura morta con calamaio.

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FILIPPO DE PISIS - Il gladiolo fulminato, 1930
Olio su cartone incollato su tavola, cm 71,5 x 51 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

clip_image019FILIPPO DE PISIS - Strada di Parigi, 1938
Olio su tela, cm 73,5 x 54,5 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

clip_image020FILIPPO DE PISIS - La rosa nella bottiglia, 1950
Olio su tela, cm 60 x 50 - Ferrara, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea "Filippo de Pisis"

Come già accaduto per altre importanti rassegne, la mostra "Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte nei musei ferraresi" sarà accompagnata da un progetto didattico rivolto al mondo delle scuole e alle famiglie, che prevede anche la pubblicazione di un libro per bambini, realizzato da Ferrara Arte grazie al sostegno di ENI. Il progetto, ideato al fine di avvicinare i ragazzi al patrimonio artistico della propria città e all’arte dell’Otto e del Novecento, è particolarmente significativo per Ferrara che in questo momento di grande difficoltà intende dare un forte segnale, sottolineando come la “ricostruzione” debba partire proprio dall’educazione dei più giovani.

Boldini, Previati e De Pisis. Due secoli di grande arte a Ferrara
Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 13 ottobre 2012 – 13 gennaio 2013
Mostra a cura di Maria Luisa Pacelli, Barbara Guidi e Chiara Vorrasi, organizzata da Ferrara Arte e dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara
Informazioni
Call Center Ferrara Mostre e Musei
tel. 0532.244949 fax 0532.203064 e-mail diamanti@comune.fe.it
Ufficio stampa
Studio ESSECI di Sergio Campagnolo
tel. 049.663499 fax 049.655098
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lunedì 6 febbraio 2012

IL DIVISIONISMO. LA LUCE DEL MODERNO

Rovigo, Palazzo Roverella
Dal 25 febbraio al 24 giugno 2012

E’ stata una delle più emozionanti stagioni dell’arte italiana negli ultimi secoli e ora, finalmente, una grande mostra la ripropone, con un taglio nuovo e con una scelta perfetta di opere.
“Il Divisionismo. La luce del moderno”, che si svolgerà a Rovigo, a Palazzo Roverella dal 25 febbraio al 23 giugno 2012, sarà sicuramente tra i più importanti eventi espositivi italiani del prossimo anno. A promuoverla sono la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo con il Comune di Rovigo e L’Accademia dei Concordi.
Il periodo che questa mostra illumina è quello tra il 1890 e l’indomani della Grande Guerra. 
Negli anni in cui in Francia Signac e Seraut “punteggiano” il Neo Impressionismo, anche in Italia diversi artisti si confrontano con l’uso "diviso" dei colori complementari. E lo fanno con assoluta originalità. E’, come afferma il sottotitolo della mostra, la luce del moderno che essi così magistralmente creano e interpretano. 
Sono sperimentazioni che consentono agli artisti che si affacciano alle soglie del Novecento di affrontare con tecnica spesso audace e coraggiosa le tematiche del nuovo secolo, dal mutato rapporto con la realtà agreste all’evoluzione della città moderna, dalle scoperte scientifiche agli incombenti conflitti sociali. 
E’ la prima effettiva cesura rispetto agli stili del passato, prima delle avanguardie.
Nel Divisionismo italiano i puntini e le barrette colorate dei francesi diventano filamenti frastagliati che invece di accostarsi spesso si sovrappongono. Ma ciò che è veramente diverso è lo spirito: qui la nuova tecnica pittorica aiuta a rappresentare, meglio di altre, l’intimità, l’allegria, lo spiritualismo, il simbolismo, l’ideologia anche politica. Ovvero i sentimenti, le passioni, le istanze che univano quella generazione di artisti. Pittura di luce, colore ma anche e soprattutto pittura di emozioni, quindi.
L’indagine che Francesca Cagianelli e Dario Matteoni proporranno a Palazzo Roverella rilegge la storia di questo momento magico dell’arte italiana. Valorizzando figure come quella di Vittore Grubicy de Dragon e il suo Divisionismo fatto di musica e di ricerca scientifica. Poi Plinio Novellini, icona del Divisionismo tra Toscana e Liguria, prototipo di quelle diverse dimensioni territoriali che sono forse la maggiore ricchezza del movimento e che questa mostra mette, per la prima volta, in giusta evidenza.
Poi i grandissimi: Previati, Segantini, Morbelli, Pellizza da Volpedo. 
E ancora il ricordo della storica Sala Divisionista della Biennale del 1914. Per giungere alla straordinaria stagione divisionista di artisti come Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Gino Severini, Carlo Carrà e alla Secessione Romana. Ultimi, emozionanti bagliori di una vicenda artistica che va a concludersi, per sfociare nel rivoluzionario “nuovo” del Futurismo. Ed è l’avvio di un’altra grande storia tutta italiana.
Informazioni:
Palazzo Roverella tel. 0425.460093 (il servizio è attivo a partire dal 5 settembre 2011)
info@palazzoroverella.com oppure mostre@fondazionecariparo.it 
Coordinamento Generale: Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo - Area Comunicazione e Relazioni Esterne
Ufficio Stampa: STUDIO ESSECI – Sergio Campagnolo
Tel. 049 663499; www.studioesseci.net; info@studioesseci.net

clip_image002 Angelo Morbelli: Le parche, 1904. Collezione privata

clip_image004 Plinio Nomellini: Il fienaiolo, 1888. Livorno, Museo Civico G. Fattori

clip_image006 Carlo Carrà: Uscita dal teatro, olio su tela, 1909, Estorick Collection of Modern Italian Art, Londra

clip_image008 Benvenuto Benvenuti: La nascita di Venere, 1907, olio su tela

clip_image010 Leonardo Dudreville: Trilogia campestre. La Terra. La Madre Grande, olio su tela, 1912, Museo d’Arte di Lugano

clip_image012 Enrico Lionne: Fuori Porta San Giovanni, olio su tela, 1911, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma

clip_image014 Gaetano Previati: Nel prato , olio su tela, 1890, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze

clip_image016 Giacomo Balla: Ritratto all'aperto, olio su tela, 1902, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma

clip_image018 Giuseppe Pellizza da Volpedo: L'amore nella vita, olio su tela, 1900, Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea , Torino

studioesseci.net
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sabato 30 gennaio 2010

LE FUMATRICI DI HASHISH

“Quando finirà questa infame noncuranza, questa vergognosa incoscienza artistica e nazionale verso il piú grande artista che l’ Italia ha avuto da Tiepolo ad oggi?… L’opera di Gaetano Previati è di una vastità e di un valore che sconcertano… Previati è il solo grande artista italiano, di questi tempi, che abbia concepita l’arte come una rappresentazione in cui la realtà visiva serve soltanto come punto di partenza….” è ciò che sostenne Boccioni in un articolo del 26 marzo 1916.

Paolo e Francesca (1901)

Nato a Ferrara il 31 agosto 1852, Gaetano Previati iniziò gli studi presso il locale istituto tecnico, nel 1870, a diciotto anni preferì iscriversi alla scuola di Belle Arti di Ferrara, avendo per maestri il Paglierini e il Domenichini, considerati a quel tempo i maggiori pittori ferraresi.

Il giorno risveglia la notte


Successivamente frequentò l’Accademia d’arte di Firenze, per trasferirsi quindi a Brera sotto la guida di Bertini: è nel capoluogo lombardo che Previati inizia la sua vera attività artistica, spiccando subito per modernità e innovazione.

Ireos (1912)


Esordì con una pittura romantica di contenuto soprattutto storico. Quindi si avvicinò agli scapigliati e ai divisionisti, in particolare a Vittore Grubicy, affrontando nuove tematiche e cominciando gradatamente a scomporre le immagini delle sue tele in filamenti di colore luminoso.

La crocifissione


Il pittore ferrarese è infatti universalmente considerato come l’iniziatore delle istanze divisioniste in Italia.

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L’Ottocento, che in Europa è caratterizzato dalla nascita della nuova pittura impressionista, e poi post impressionista, in Italia si chiude ancora in un clima culturale legato alla pittura regionalista. Gaetano Previati è tra i pochi autori che superano la tradizione della pittura di storia ottocentesca aprendo il secolo nuovo alle modernità propria del Divisionismo e del Simbolismo.

La danza delle ore

Fu con l’opera “Mattino” che il pittore stesso considerò come la prima opera eseguita nella nuova maniera della “spezzatura del colore che dà l’impressione di una maggiore intensità di luce”.

Fumatrici di hascish (1887)

“Le Fumatrici di hashish” del 1887; ambientando la scena in un interno fumoso e ovattato da tappeti policromi morbidamente ammucchiati sul pavimento, dove l’atmosfera orientaleggiante si lega all’idea della trasgressione e del peccato, questo quadro di Previati rappresenta l’interpretazione più tipica di ciò che l’occidente di allora intende per Orientalismo.

Madonna con bambino (1910)

Le illustrazioni per i racconti di E. A. Poe, degli anni 1887-1890, gli incontri col simbolismo europeo, in particolare con F. Rops ed O. Redon, diedero alla sua opera una vena simbolica e sentimentale, allegorica e mistica, come nel lavoro “Maternità” degli anni 1890-91 esposto a Brera alla Triennale di Milano del 1891, data dell’inizio ufficiale del movimento divisionista italiano.

Previati terminò il suo percorso terreno in Liguria, a Lavagna, il 21 giugno 1920.

Fonte

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