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martedì 11 maggio 2010

HAITI THROUGH THE EYE OF STEFANO GUINDANI

STEFANO GUINDANI RACCONTA I BAMBINI DI HAITI

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Le fotografie e il libro "Haiti through the eye of Stefano Guindani" (edito da Electa), verranno messi a disposizione per raccogliere fondi a sostegno dei progetti della Fondazione Francesca Rava - N.P.H. Italia Onlus
Fonte
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domenica 28 febbraio 2010

IL LIBRO FOTOGRAFICO. I BAMBINI DI HAITI NELL’OBIETTIVO DI STEFANO GUINDANI

L’emozione del bianco e nero per raccontare volti che dovranno tornare a sperare.

-Haiti-

Sono quelli dei bambini di Haiti ripresi dal fotografo Stefano Guindani nel corso di molteplici viaggi compiuti nell’isola caraibica prima del devastante terremoto di gennaio. Ne emergono con tutta la loro evidenza le drammatiche vicende di un Paese sconvolto da sempre dalla povertà e dalle lotte civili. Quel terremoto è andato a infierire dove già si moriva per la mancanza di tutto.

Da quei viaggi nasce un volume edito da ElectaHatiti trought the eye of Stefano Guindani“. Inizialmente pensato per finanziare “Francisville – la città dei Mestieri” progetto della Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus, alla luce della terribile tragedia del 12 di gennaio, il il libro diventa ancora più duramente attuale. E così parte dei proventi di questo progetto editoriale sarà ora devoluto anche alla Onlus per la ricostruzione di Haiti. I volti e gli sguardi sono i soggetti più rappresentati, con la volontà di dare voce ai piccoli gesti quotidiani. Come afferma Francesca Adamo in uno dei testi che accompagnano le immagini, “nel compiere questo viaggio all’interno di una cultura Guindani si lascia condurre più che dalla conoscenza, dall’emozione e dall’interpretazione” con inquadrature spesso strettissime e dai tagli imprevisti che trasferiscono perfettamente l’universo emotivo da cui traggono origine e che le differenzia da altri esiti di fotografia puramente documentaria. Claudio Marra nel testo scritto per il volume insiste particolarmente sul concetto di backstage: Stefano, da affermato fotografo di moda attivo per i più noti stilisti internazionali, ha saputo “entrare in punta di piedi in misere baracche e dolorose corsie d’ospedale, combinando senza retorica sorrisi e pianti, riuscendo perfettamente a trasmettere il profondo senso di contraddittorietà che contraddistingue quel paese che mescola bellezza e tragedia”. Così possiamo riflettere “sul lato buio del nostro vivere privilegiato con il quale troppo spesso ci rifiutiamo di fare i conti.”

Per vedere alcune immagini, visitate il sito

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