
All images © James Nachtwey /TIME

Si è aperta il 30 gennaio 2010 la settima edizione di Seravezza Fotografia (Lucca) con la mostra INFERNO – l’Occhio Testimone di James Nachtwey, tra i più importanti fotoreporter di guerra contemporanei.
La manifestazione che si svolge nel cuore della Versilia Storica, è organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Seravezza nella splendida e rinnovata cornice del Palazzo Mediceo in collaborazione con la FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e il Circolo Fotografico L’Altissimo con il Patrocinio della Provincia di Lucca e di Manta Stampe d’Arte. Curata da Libero Musetti, Seravezza Fotografia oltrepassa l’ambito strettamente fotografico e con la mostra di Nachtwey fissa una tappa nel percorso che segna un divisorio con le mostre precedenti.
![]()
James Nachtwey è nato a Syracuse, stato di New York, nel 1948 ed è cresciuto nel Massachusetts.
Ha frequentato il Dartmouth College dal 1966 al 1970, dove ha studiato Storia dell’Arte e Scienze Politiche.
![]()
![]()
Seravezza Fotografia propone anche concorsi, workshop con maestri consacrati e talenti nuovi, letture portfolio e mostre collaterali nelle adiacenti Scuderie Granducali.
![]()
Il programma prevede dal 30 gennaio al 14 febbraio la mostra di Giorgio Tani, dal 20 febbraio al 7 marzo quella di Marcello Carrozzo e dal 20 marzo al 5 aprile saranno esposti gli scatti di Antonio Manta.
Dal 13 al 14 marzo sempre alle Scuderie Granducali ci sarà un incontro tra le associazioni fotografiche dal titolo Micromosso – foto e convivialità.
![]()
L’orario di apertura della mostra è dalle 15.00 – 19.30 (chiuso il lunedì). Il prezzo del biglietto intero 5 euro ridotto 3, informazioni: Ufficio Cultura Comune di Seravezza: tel. e fax 0584.756100 – e-mail: palazzomediceo@comune.seravezza.lucca.it. Ufficio Stampa: press@ilogo.it.
E uturismo@comune.seravezza.lucca.it – sito: http://www.palazzomediceo.com/
Photos di James Nachtwey
· Repubblica democratica del Congo. Bambini si ritrovano in un luogo di riposo temporaneo prima di essere riuniti alla loro famiglia dal CICR. (Ron Haviv/VII)
· Repubblica democratica del Congo. Il consulente Sifa Muhima, 47 anni, parla con una vittima di abusi sessuali alla "Maison d'écoute". La "Casa d'ascolto" è un luogo in cui le vittime ricevono un'assistenza medica immediata e un sostegno psicologico. (Ron Haviv/VII)
· Repubblica democratica del Congo. Banga Roger Bimael, 17 anni, è stato ricongiunto a sua madre e alla sua famiglia dal CICR. (Ron Haviv/VII) 
· Colombia. All'interno delle mura della prigione femminile "Cárcel de Mujeres El Buen Pastor" di Bogota si trovano 75 donne condannate o perseguite per atti di ribellione e crimini commessi mentre facevano parte della guerriglia. (Franco Pagetti/VII) 
· Afghanistan. Alberto Cairo, responsabile del programma ortopedico del CICR in Afghanistan, assiste una vittima nel giorno in cui ha ricevuto le protesi per le due gambe. È indispensabile che i pazienti imparino a stare in piedi e a camminnare correttamente sin dall'inizio. (James Nachtwey/VII
· Liberia. La nazionale liberiana degli amputati, la "Lone Stars", si allena per la prossima Coppa d'Africa ad Abuja, in Nigeria. (Christopher Morris/VII)
· Liberia. Mary Parker, vittima di abusi sessuali, nel centro di riabilitazione per i bambini di Monrovia, il 18 febbraio 2009. (Christopher Morris/VII) 


· Haiti. Una madre ferita da un proiettile giace sul pavimento di casa sua assieme al figlio. (Ron Haviv/VII)
· Haiti. Vita quotidiana nel quartiere Cité Soleil della capitale Port-au-Prince, dove la gente è costretta ad acquistare e consumare "torte" fatte di fango e acqua salata. (Ron Haviv/VII)
· Filippine. Un uomo costretto a fuggire dagli scontri tra il governo e i ribelli del gruppo islamico "Moro Liberation Front", soffre in uno dei tre centri per persone sfollate di Libutan, Maguindanao. (James Nachtwey/VII)
· Filippine . Nella prigione di Manila. (James Nachtwey/VII)
· Georgia. Vasilii Zigibarts durante una visita al centro di Zugdidi per gli sfollati abkhaziani e georgiani della guerra in Abkhazia, tra il 1992 e il 1993. Molti centri sono in realtà degli edifici abbandonati, instabili e senz'acqua né riscaldamento, che gli sfollati hanno iniziato ad occupare 15 anni fa. (Antonin Kratochvil/VII)
· Georgia. Il centro per sfollati di Zugdidi (Antonin Kratochvil/VII)