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lunedì 23 gennaio 2012

ISPANTOS DI DARIO COLETTI

“Per me la Sardegna è un organismo. Un organismo cosciente, attraversato da un sistema di comunicazione invisibile, efficace. Una entità maschile e femminile contemporaneamente. A volte rassegnata come può esserlo chi ha milioni di anni di esperienza, a volte ribelle,
combattiva come un adolescente appena affacciato alla società alla ricerca di una soluzione immediata, di una rivoluzione. Di questo organismo il territorio è il primo valore che va difeso. Si può offendere una terra sfruttandola in modo intensivo, senza controllo, con spirito di saccheggio, cercare il massimo del beneficio personale e immediato nel minor tempo possibile. Se sposassimo una idea di progresso siffatta che cosa lasceremo ai nostri nipoti? Tutti gli elementi costitutivi di un territorio vanno salvaguardati, il mare, le coste, le pianure, le piante, gli animali, la montagna. Anche l’elemento uomo va salvaguardato, assieme alle suemanifestazioni; ogni gruppo che popola il mondo ha diritto alla propria libertà e dignità e a conservare, se crede, il suo patrimonio di codici e segni, di usanze e consuetudini. Durante il mio viaggio spesso mi è tornata alla memoria la vita di Chico Mendes, siringueiro brasiliano che difendeva il diritto degli Indios amazzonici a vivere nel proprio territorio con le proprie usanze, secondo le proprie regole e in armonia con il proprio ambiente naturale. Chico, che è stato assassinato dai latifondisti e dal profitto indiscriminato, sognava un mondo di differenze dove le diverse sfumature culturali avessero potuto dar vita ad un progresso infinito basato sul confronto tra i popoli, sognava un mondo dove ogni uomo non fosse privato della propria dignità e della propria autodeterminazione, del proprio orgoglio e della propria libertà. Il suo spirito ha guidato il mio lavoro.”

Dario Coletti

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All photos © Dario Coletti

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sabato 29 ottobre 2011

SRI LANKA DI DARIO COLETTI

Dario Coletti fotografo pubblicista è nato a Roma nel 1959.
È vicedirettore dell’Istituto Superiore di Fotografia di Roma dove coordina il master annuale di fotogiornalismo. Le sue foto sono conservate presso la biblioteche e musei nazionali. Pubblica alcuni libri su temi antropologici e sociali, tra i quali: Ispantos ed Soter Editrice (Villanova Monteleone SS) 2006, Cooperazione in Trentino Alto Adige ed. Brennero der Brenner Trento 2003, Gente di miniera ed poliedro 1999, Ammentos catalogo sulle feste popolari in Sardegna 1997, Gesti ed. Sinnos (Roma) 1996, 180 Basaglia ed. Sinnos (Roma) 1996, Terr’’e miniera (Iglesias 1994)Espone in gallerie e musei internazionali come: l’Opera House del Cairo, la galleria Mole di Tokyo, Palazzo delle Esposizioni di Roma, il centro Santa Chiara di Trento. Collabora con il teatro Eliseo di Roma sulla pubblicazione di una cartella di manifesti da collezione, con Tiscali sulla pubblicazione di schede telefoniche tematiche, con il musicista Enzo Favata per il quale cura la parte fotografica di copertine di alcuni suoi cd e per Medici Senza Frontiere realizzando un reportage ad Haiti. Collabora con testate giornalistiche nazionali ed internazionali. Partecipa a progetti collettivi come:
"Wonders of Italy" Bruxelles febbraio 2007; "Il fotogiornalismo in Italia 1945-2005" linee di tendenza e percorsi dicembre 2006 Milano; “Storie Brevi” tratta dal libro “Ispantos” alla stazione Termini Roma – tra giugno e settembre 2007 all’interno del Festival Internazionale della Fotografia di Roma.; collettiva Premio Vender. agostro/settembre 2007, (R.Ballen, D. Coletti, M.Poli, L.Velasco, N.R.De Arellano Conde.); “Ispantos” personale Palazzo Libera – Villa Lagarina. ottobre/novembre 2007; “l’isola meravigliosa”, Isf-ci /Palazzo Cerere 7 febbraio 2008 Roma (Dario Coletti – Tagashi Koguchi); 2008 14 febbraio – 14 marzo Roma “unescoitalia 41 siti patrimonio mondiale nell’opera di 14 fotografi.(opere di O.Barbieri, G.Basilico, G. Berengo Gardin, L.Campigotto, D.Coletti, W. Guerrieri, V. Fossati, M. Iodice, G. Leone, M. Lecimple, R. Mariniello, L. Romano, F. Scianna.)
Negli ultimi anni si stà dedicando all’approfondimento del linguaggio del film documentario.

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All photos © Dario Coletti
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