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martedì 16 ottobre 2012

LA PITTURA DELLA VITA

Roma, un centinaio tra oli, disegni e bozzetti omaggiano Guttuso nel centenario della nascita

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È un’orgia di colori quella raccolta al Vittoriano per Guttuso, 1912-2012. Oltre una sessantina di oli, molti di grande formato, provenienti da vari musei internazionali, oltre che dalla Gnam e dal museo di Bagheria, città natale del pittore, una ventina di disegni e altrettanti bozzetti di opere teatrali costituiscono il corpus dell’esposizione. Curata da Enrico Crispolti e Fabio Carapezza Guttuso, figlio adottivo dell’artista e presidente degli Archivi, la mostra intende rappresentare l’intero arco creativo del maestro siciliano nel centenario della nascita e a venticinque anni dalla scomparsa (1987), costituendo la prima grande antologica che Roma dedica all’artista che la elesse sua città di residenza dalla fine degli anni ’30, continuando a dividersi tra Palermo e Milano.

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Renato Guttuso, Caffè Greco - 1976. Oil and acrylic on cardboard, 186x243 cm. Collection Thyssen Bornemisza, Madrid

Pur nell’usuale affastellamento di opere negli spazi del Vittoriano, il percorso permette di cogliere non solo i diversi momenti artistici attraversati da Guttuso da protagonista nel corso di un cinquantennio di attività pittorica, regalando ai visitatori la visione di opere fuori dal loro usuale contesto espositivo – vedi la Vucciria all’ateneo di Palermo o i Funerali di Togliatti (con un Marcello Carapezza, padre di Fabio, in bell’evidenza), ora al Mambo di Bologna dopo un trentennio passato appeso alle Botteghe oscure, nella sede del Pci – in una carrellata di vita vissuta o, come è stato ricordato da Carapezza, di «vita in pittura».

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Renato Guttuso, Skull and ties - 1979. Oil on canvas, cm. 80x95. Private collection

Ché l’opera di Guttuso, pur nei suoi affacci dal figurativismo prima maniera al cubismo, dal realismo al neorealismo, non è scindibile dalla realtà delle cose, dagli uomini che attraversarono il suo tempo, facendosi esso «testimone del proprio tempo sociale, collettivo», per dirla come Alessandro Nicosia, coordinatore del progetto.

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Renato Guttuso, Self portrait - 1936. Oil on canvas, 48x60 cm. Civica galleria d’Arte Moderna “E. Restivo”, Palermo

È l’uomo Guttuso quello che travalica il gesto delle sue tele per farsi portatore di una testimonianza umanistica, di un impegno politico che lo indusse, in piena guerra mondiale, a iscriversi al Pci tramite Mario Alicata e Antonello Trombadori, tra i suoi amici e sodali accanto a una ridda di personaggi noti dell’intellighentsia romana e internazionale: fra tutti, Alberto Moravia e Pablo Picasso, entrambi effigiati in opere in mostra. Così, nelle tele di vario formato non è solo la pennellata del maestro che dalle nature morte dagli echi morandiani e dechirichiani dei primi anni ’30 affronta le cesure della guerra, si affaccia alle plasticità del dopoguerra e alle atmosfere oniriche, quasi rarefatte, degli ultimi anni, ma è il pulsare del mondo con le sue passioni cangianti a muoversi nella ridda di figure alle quali il maestro dà voce.

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Renato Guttuso, La Zolfara - 1953-55. Oil on canvas, 201,5x311 cm. Museo D’Arte Moderna Mario Rimoldi-Regole, Cortina d’Ampezzo

E poche altre tele come la Solfara e la Spiaggia, a poca distanza e a pochissimi anni una dall’altra, sono in grado di restituire il vorticoso giro di boa dell’Italia del tempo, dai figli d’una atavica miseria ai corpi stesi al sole di chi già pregusta il boom economico e le sue mirabolanti promesse. Né mancano rarità, al museo del Vittoriano, come Cani nella notte, forse il più cupo e meno guttusiano tra i suoi lavori, steso nel bel mezzo degli anni di Piombo, o La visita della sera dove una tigre passeggia incombente nel giardino di palazzo del Grillo, dimora degli ultimi giorni. E non è difficile, per chi legga tra le righe del cartiglio, cogliere nel richiamo alla “belva feroce” un’allusione a Marta Marzotto, amante e musa del maestro, a cui l’opera è ispirata, espunta dalla sua vita (e dal cospicuo patrimonio) dopo la morte dell’amata moglie Mimise e la tarda quanto controversa conversione. Ma l’ombra della tigre in carne e ossa torna in queste sale attraverso l’opera più magrittina di Guttuso, ne rimanda l’eco più di tanti nudi nelle sue opere, taluni esposti.

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Renato Guttuso, Portrait of Moravia with red pullover - 1982. Ol on canvas, 122x95 cm. Casa Museo Alberto Moravia, Roma

Insomma, Guttuso è ancora capace di stupire, le sue tele di affascinare, ribaluginando fiamme di vita vissuta dalle lingue di fuoco dei suoi rossi, tenui e cupi. Manca, forse, a tanta grazia – ma sarebbe stata troppa grazia, visto lo spazio – la celebre Battaglia del ponte dell’ammiraglio che campeggiava nella scuola quadri del Pci a Frattocchie, dove il nonno paterno del pittore guidò la colonna di La Masa alla presa di Palermo e, con essa, alla conquista garibaldina della Sicilia. Altri tempi e altri temi, echi di un’Italia in farsi che ora è più che a rischio di disfarsi. Anche per questo salire le scale del Vittoriano e ricordare chi era Guttuso è un esercizio della memoria, oltre che un’operazione capace di rendere di nuovo coèvo il gusto della pittura. E della vita in pittura.

clip_image012 Renato Guttuso , The Funeral of Togliatti - 1972. Mixed on paper mounted on four wood panel, 340x440 cm. Museo d’Arte Moderna di Bologna

Complesso del Vittoriano, via San Pietro in carcere, fino al 10 febbraio 2013. 
Info: 066780664;
Fonte
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venerdì 17 settembre 2010

PASSIONE E REALTÀ DI GUTTUSO

"La pittura è il mio mestiere. Cioè è il mio mestiere ed il mio modo di avere rapporto con il mondo. Vorrei essere appassionato e semplice, audace e non esagerato. Vorrei arrivare alla totale libertà in arte, libertà che, come nella vita, consiste nella verità."
Renato Guttuso, 1957.

 Fondazione Magnani Rocca - Parma, Mamiano di Traversetolo

OPERE IN MOSTRA


Ritratto
- Ritratto di signora con rose, 1945, olio su tela cm 50 x 40
- Il pittore Turcato con il gatto Molotov, 1946, olio su tela cm 96 x 70
- Ritratto di Einstein, databile 1959, olio su tela cm 34 x 26,
- Ritratto di Ennio Morlotti, 1959, olio su tela cm 87 x 66

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- Autoritratto con maglione, 1960, olio su tela cm 115 x 89
- A Marat, a David e a Géricault, 1962, olio su tela cm 62 x 62
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- Anna Maria, 1962, olio su tela cm 100 x 81
- Ritratto di Rocco Catalano, 1962, olio su tela cm 55 x 65
- Ritratto di Manzù, 1963, olio su tela cm 136 x 114
- Ritratto di Francesco Pellin, 1975, olio su tela cm 90 x 80 


Guerra Lavoro Politica Memoria


clip_image003- Gott mit Uns, 1944, china e inchiostri tipografici su carta, cm 35 x 49,5 (un foglio)
- Fosse ardeatine, 1950, olio su carta intelata, cm 108 x 178
- Lavandaia, 1947, olio su tela cm 75 x 50


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- Acciaieria (Terni), databile 1949, olio su carta intelata cm 150 x 240
- Ragazzi che cercano granchi (Ragazzi che pescano granchi fra gli scogli), 1949, olio su carta intelata cm 148 x 178


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- Pescatori in riposo, 1950, olio su tela cm 105 x 130
- Boscaiolo, 1950, olio su tela cm 93,2 x 73,8
- Boscaiolo, 1950, olio su tela cm circa 70 x 50
- Contadino di Riano Flaminio raccoglitore di patate, 1951, olio su tela cm 98 x 129
- Saro Mirabella a Riano Flaminio, databile 1951, olio su tela cm 97 x 79
- Mondina (Contadina), 1954, olio su tela cm 70 x 50


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- La dattilografa, 1958, olio su tela cm 70 x 80
- Martire algerina, 1960, carboncino china e tempera su cartone, mm 750 x 445
- Studio per Centomila Martiri, 1960, china e tempera su carta intelata mm 265 x 265
- Donna con bandiera rossa(Omaggio a G. di Vittorio), databile 1962, olio su tela cm 240 x 294
- Comizio (Ragazza che parla alla folla / Ragazza al comizio), 1968, olio su tela Ø cm 95
- Donna con bandiera rossa, 1968, china e tempera su carta intelata cm 50 x 72
- Partenza del vapore (La partenza del vapore per Napoli), 1966, olio su tela cm 186 x 179


Natura morta

- Vaso con frutta e candelabro, 1935-36, olio su compensato cm 50,5 x 32,5
- Fiasco, candela e bollitore (Oggetti sul tavolo), databile 1940-41, olio su tela cm 53,5 x 73
- Natura morta (Uovo fritto e bottiglia di opaline / Vaso e uova al tegamino), databile 1940-41, olio su tela cm 55 x 40

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- Natura morta con drappo rosso (Sedia, bucranio e drappo rosso), 1942, olio su tela cm 110 x 81
- Natura morta, databile 1947, olio su tela cm 41 x 55
- Natura morta (Natura morta con la scure / Grande natura morta con fiaschi e bricco), 1947, olio su tela cm 130 x 97
- Garofani, databile 1957, olio su cartone cm 60 x 41
- Natura morta con falcetto, databile 1958, olio su tela cm 73 x 51
- Tavolo con oggetti, 1963, olio su tela cm 100 x 130
- Ciotole, databile 1963, olio su carta intelata cm 59 x 28
- Da Morandi, iscritto ’66 databile 1965, olio su carta intelata cm 74 x 92
- Da Morandi, databile 1965, olio su tela cm 149 x 97 (esposto accanto ai Morandi della Fondazione Magnani Rocca, di cui riprende alcuni temi)
- Ciotola, uova, panno, 1973, olio su tela cm 48 x 59
- Limoni, tavolo bianco, drappo bianco, databile 1978, olio su tela cm 65 x 75
- Peperoni, databile 1970, olio su tela cm 70 x 90
- Verdure, databile 1973, olio su tela cm 80 x 100
- Foglie, tavolo e paesaggio (Foglie nere), databile 1978, olio su tela cm 55 x 70


Vita collettiva Solitudine


- Una strada, al mattino, 1951, china e tempera su carta intelata cm 73 x 51


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- La spiaggia, 1955-1956, olio su tela cm 301 x 452
- I pescatori (studio per La spiaggia), 1955-1956, china su carta, mm 330 x 490
- Fumatore giallo, 1958, olio su tela cm 195 x 62
Paesaggio


- Paesaggio di Velate, databile 1961, olio su tela cm 110 x 90


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- Tetti di Roma, 1964 olio su tela cm 80,5 x 71
- Il cielo di Roma, 1966,  olio su tela cm 186 x 127


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- Colosseo (Colosseo policromo), databile 1972, olio su tela cm 100 x 80
- Natura morta con eruzione dell'Etna, 1983, olio su tela cm 88 x 119

Eros

- Interno: 3 figure, databile 1960, carboncino tempera e china su carta intelata, cm 152 x 205


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- Nudo femminile di schiena, anni sessanta, penna e acquerello su carta mm 500 x 310
- Ragazza bionda nuda seduta su una poltrona, databile 1967, olio su tela cm 100 x 81


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- Van Gogh porta il suo orecchio tagliato al bordello di Arles, databile 1978, olio su tela cm 238 x 300
- Dal Bagno turco di Ingres, databile 1984, olio e acrilico su carta intelata, cm 152 x 152
- Serenata, databile 1984, olio su tela cm 67 x 108

Allegoria

- Carretto con cavoli (Carretto siciliano con i funerali di Togliatti), databile 1973, olio su tela cm 142 x 130


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- Stiratrice e ragazzo di Caravaggio (La stiratrice), 1974, olio su tela cm 125 x 205


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- L’atelier (Autoritratto nell’atelier), 1975, olio su tela cm 162 x 130


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- Caffè Greco, 1976, acrílico su cartone, 186 x 243 cm


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- Spes contra spem, 1982, olio su tela cm 300 x 350
- Passeggiata in giardino a Velate, 1983, olio su tela cm 121 x 149

Teatro

- Bozzetti per Macbeth di Giuseppe Verdi, 1963, china, acquarello e pastelli a cera su carta, cm 50 x 35


PERIODO DI APERTURA AL PUBBLICO: fino all’ 8 dicembre 2010

Orario: dal martedì al venerdì orario continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17)
sabato, domenica e festivi orario continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).
Lunedì chiuso.
Aperto anche 1° novembre e 8 dicembre.
INFORMAZIONI PRATICHE Ingresso € 8,00 (comprensivo delle Raccolte permanenti)
Ingresso ridotto per studenti in visita di istruzione € 4,00
Tel. 0521 848327 / 848148 - Fax 0521 848337
info@magnanirocca.it - http://www.magnanirocca.it/
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