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lunedì 26 settembre 2011

IL CONFINE TRA LA VITA E LA MORTE

L'arte onirica di Beksinski


Zdzislaw Beksinski nasce in Polonia, a Sanok il 24 febbraio 1929. Suo padre è un ispettore, suo nonno Mathieu un imprenditore edile, fondatore di una fabbrica di vagoni. Sotto l'occupazione tedesca Beksinski continua i suoi studi superiori in una scuola commerciale. Nel 1947, dopo la liberazione, sotto le pressioni del padre, entra a far parte della facoltà di Architettura all'Accademia di Cracovia.
Nel 1951 sposa Sophie Stankiewicz e nel 1952 si laurea in architettura. Comincia a lavorare in un'impresa di costruzione, come soprintendente di un cantiere: un lavoro che odia, pieno di pressioni e noiose scadenze.

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Verso il 1958, inizia ad occuparsi di arte come fotografo, rivelandosi un artista innovatore, cosa non facile nell'austera Polonia comunista. Dalle sue prime foto, già emergono quei tratti che saranno caratteristici delle sue tele successive.
Egli predilige soggetti singolari, come uomini e donne con il volto bendato, visi deturpati o cancellati con l'aiuto delle tecniche di fotomontaggio, paesaggi desolati, bambole mutilate.

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Nello stesso anno, si ha la sua prima mostra a Poznan. Inoltre, essendo membro dell'Unione degli Artisti-Fotografi Polacchi, partecipa a numerose mostre di fotografia in Polonia e all'estero.
Questo periodo, che proseguirà fino al 1965, verrà definito dallo stesso Beksinski come "periodo barocco".

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Nel 1960, abbandona la fotografia, per dedicarsi interamente al disegno, già entrato a far parte dei suoi interessi fin dall'anno precedente. Questa rottura lo porta ad avvicinarsi a quell'arte astratta ed onirica che sarebbe diventata il suo marchio di fabbrica.

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Le sue illustrazioni, particolarmente dettagliate, sono spesso piuttosto grandi e "simili" agli impianti di Ernst Fuchs, a causa della loro rappresentazione complicata ed ossessiva; sono intense sia per quanto riguarda i sentimenti che suscitano sia per le tematiche; sono misteriose nel proiettare immagini che rievocano incubi surrealistici, che ricordano Alfred Kubin.

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Nel 1971, comincia a  dipingere con olio su masonite dando il via a  quello che lui stesso definirà "periodo Gotico". Le pitture di Beksinski sono monumentali ed enigmatiche, caratterizzate da una bellezza "estetica" così potente e disperata da ricordare per certi versi l'artista svizzero H.R. Giger e da una gestione di ombre e luci che rimanda alla lezione di William Turner.
Si pongono di fronte allo spettatore in tutta la loro incredibile e spaventosa bellezza, senza interpretazioni o spiegazioni che possano illuminare la loro oscurità, perché come disse un tempo Magritte "Lo scopo dell'arte è il mistero".

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Viene da chiedersi la ragione di tanta angoscia visionaria e di tanto astrattismo ed è inevitabile non citare un episodio che segna la vita e le opere di Beksinski.

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Un giorno, mentre si stava recando all'università a bordo della sua auto, l'artista viene travolto da un treno in piena corsa. Stette in coma per molto tempo e, una volta svegliatosi, cominciò a narrare del suo viaggio all'inferno. Egli testimonia di aver più volte avuto l'impressione, durante il coma, di trovarsi in una landa deserta, il cui unico rumore percepibile era quello dei suoi passi e di essere inseguito perennemente da predatori mostruosi.

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Nel 1972, i Bogucki organizzano in onore di Beksinki una mostra alla Galleria d'Arte Contemporanea di Varsavia.
Nel 1975, una giuria di critici d'arte nazionali, lo definisce il miglior artista dei primi trent'anni della Repubblica Popolare Polacca.

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Trasferitosi a Varsavia, nel 1977, spera di mescolarsi alle folle anonime di una grande metropoli. Malgrado la curiosità destata, rifiuta di partecipare a tutte le manifestazioni, né accetta premi e medaglie. Riceve soltanto uno o due giornalisti all'anno, e assegna loro un'intervista che non sfiora gli eventi correnti.
La sua arte comincia a diffondersi e a guadagnare consensi grazie a una serie di mostre in Polonia e in Europa: mostre alle quali egli raramente è presente. L'arte di Beksinski entra nei musei nazionali di Varsavia, Sanok, Crakow, Poznan e nel museo d'arte di Goteborgs in Svezia.

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Negli anni '90 comincia a lavorare con l'ausilio del computer. Il risultato sono immagini meno cariche di emozioni e più astratte, diverse nei colori e nelle strutture, rispetto gli inizi. 
Gli ultimi anni della sua vita gli riservano purtroppo solo moltissime amarezze: muore l'amata moglie, nel 1998, e l'anno dopo, suo figlio si toglie la vita. Caduto in depressione, si chiude in casa rifiutando ogni contatto con l'esterno, mentre le sue opere sono sempre più apprezzate in tutto il mondo.
In Giappone, conquista il primato di essere l'unico artista contemporaneo polacco presente nelle prestigiose collezioni dell'Osaka Art Museum. La sua vita termina il 22 febbraio 2005, accoltellato dal figlio del maggiordomo.

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Zdzislaw Beksinski ha saputo indagare magnificamente ciò che sta al confine tra la vita e la morte, tra la veglia e l'onirico (in particolare l'incubo); carismatico e dotato di una profonda anima, egli non ha mai lasciato la sua amata Polonia, non ha mai parlato nessuna lingua straniera e non ha mai abbracciato un'ideologia. Più volte, infatti, egli stesso ha dichiarato che la sua arte non era stata pensata per cambiare il mondo, ma il suo intento era fotografare sogni. Un'arte onirica fatta, però, solo di incubi, ma così pieni di grazia che lo sguardo dello spettatore non può fare a meno di restare lì, immobile, nell'estremo tentativo di penetrare il segreto, di questo grandissimo "visionario".

Fonte


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martedì 6 settembre 2011

IL LABILE CONFINE TRA FOTOGRAFIA E POESIA

  Este fotógrafo me trasmite desgarro, mucho dolor y soledad. Sus obras de pintura, dibujo y escultura son muchas, pero he preferido poner sólo fotografía, más que nada porque su pintura me trasmite demasiada oscuridad interior.
- Nunca le ponía título a sus trabajos
- Las tablas sobre las que pintaba eran especialmente preparadas por él
- Aborrecía el silencio y siempre escuchaba música clásica mientras pintaba


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Zdzislaw Beksinski nace en Sanok, al sur de Polonia, en 1929. Tras realizar estudios de arquitectura y acabar aborreciéndola , comienza a interesarse por la fotografía, el fotomontaje, la escultura y la pintura.image

Su fotografía muestra rostos duros que con frecuencia huyen del objetivo; muñecas dislocadas, paredes orgánicas.


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Aunque sus comienzos pictóricos entran dentro del campo de la abstracción, poco a poco sus obras fueron concretandose, manifestando en su obra cientos de miedos y obsesiones particulares.


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Al terminar su educación, pasó varios años como supervisor de sitios de construcción, trabajo que odiaba. Fue en esa temporada en la que se interesó por la fotografía artística y fotomontajes, escultura y pintura.


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Su fotografía también mostraba imágenes perturbadoras


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Sus primeras pinturas fueron  de arte abstracto, pero durante los años 60 hizo sus inspiraciones surrealistas más visibles. En los 70, inició lo que él llamó su "Periódo fantástico", que duró hasta finales de los 80


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Nunca participó en la vida artística como miembro y partícipe de este grupo, ni tan siquiera en sus exposiciones era participativo, de ahí que a pesar de no tener una biografía destacable por su vida social resulte tan extraña su muerte. El arte del pintor era melancólico y severo, aunque los que le conocían decian de él que era una persona agradable y conversadora.
Casi nunca visitaba museos ni exposiciones, incluso rehuía acudir a las suyas.


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Es cuando genera su trabajo más conocido, ambientes post-apocalipticos surrealistas, con escenas detalladas de muerte, decaídas, llenas de esqueletos, figuras deformes y desiertos. Estas pinturas eran muy detalladas, pintadas con precisión.

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Sus dibujos altamente detallados eran de tamaño grande, y podrían recordar al trabajo de Ernst Fuchs en el casi obsesivo detalle que buscaban.


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A pesar de los macabros tonos de sus pinturas, él mencionaba que estas pinturas eran incomprendidas. En su opinión, eran muy optimistas, hasta humorosas
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Antes de  marchar a Varsovia en 1977, quemó en su jardin una selección de sus trabajos, sin dejar ninguna documentación sobre ellos. Explicó que eran "demasiado personales", y que no quería que otros los vieran.


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En los años 80 su nombre y su obra eran reconocidos en Francia, Europa occidental, Estados Unidos y Japónimage

Su arte en los 90's consistía principalmente de una serie de cuadros surrealistas de personas, y una serie de cruces. Las pinturas en estas series eran menos detalladas que su "periodo fantástico", pero igual de poderosas. A finales de los 90, descubrió , Internet, y la fotografía digital, un medio en el que se concentró hasta su muerte.


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Beksinski siempre concentró sus pinturas y dibujos en dos formas, que él llamaba respectivamente "Barroca" y "Gótica". La primera, dominada por representación, la segunda por la forma.


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Su esposa Zofia murió en 1998; un año después, en la navidad de 1999, su hijo Tomasz  se suicidio. Beksinski fue quien encontró su cuerpo.- Su hijo era fan de la banda The LEgendary Pink Dots. Después de la muerte de su hijo, los albums de la banda fueron adornados con arte digital de Beksinski, y dedicados a la memoria de Tomasz Beksinski. Incapaz de lidiar con la muerte de su hijo, mantenía una carta con la frase "Para Tomek, en caso de que yo muera", pegada a la pared
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El 21 de Febrero de 2005, fue encontrado muerto en su departamento en Warsaw, con 17 heridas con arma punzocortante en su cuerpo; 2 de las heridas fueron determinadas como fatales. Robert Kupiec (el hijo adolescente de la persona que cuidaba a Beksinski) fue arrestado junto con un amigo, y se declaró culpable. Kupiec fue condenado a 25 años de prisión. Antes de su muerte, Beksinski negó un préstamo a Kupiec, y se especula que fue la razón de su muerte.


http://pluvisca-gozandoconlamirada.blogspot.com/

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