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martedì 26 giugno 2012

GLI ZINGARI DI KOUDELKA A MILANO

TRA LEGGENDA E NOSTALGIA
Da venerdì 22 giugno al Forma di Milano, la mostra "Zingari" di Josef Koudelka. Più di cento opere del grande fotografo ceco per riscoprire l'universo sognante e senza tempo delle comunità gitane del Vecchio Continente
Dalla Boemia alla Romania, dall'Ungheria alla Slovacchia, fino alla Francia e alla Spagna: più di cento fotografie per evocare la nostalgia di un'Europa ormai scomparsa e di un universo che tende spesso a confondersi con la leggenda.
Al via, venerdì 22 giugno a Milano, presso la Fondazione Forma per la fotografia la mostra “Zingari” di Josef Koudelka. Viaggio all'interno delle comunità gitane del Vecchio Continente, l'esposizione segue fedelmente la sequenza del volume Cikáni (zingari in ceco), volume che lo stesso fotografo ceco progettò nel 1970, prima di abbandonare l'allora Cecoslovacchia e rimasto a lungo inedito.

CZECHOSLOVAKIA. Kadan. 1963. Gypsies. 







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Boemia 1963

Zingari è considerato uno dei lavori fotografici più celebri del Novecento, oltre ad essere una straordinaria testimonianza visiva della vita e della quotidianità delle comunità gitane del Vecchio Continente.
Fotogrammi preziosi, quelli di Koudelka, capaci di catturare attraverso un'attenta composizione formale le scene di vita familiare, i momenti di festa, di gioco e di ritualità collettiva.
Un affresco di grande importanza, velato sotterraneamente da una profonda nostalgia: quella della fine dell'epoca del nomadismo zingaro in Europa.

CZECHOSLOVAKIA. Straznice. 1966. Festival of gypsy music. 







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Moravia 1966



Nato a Boskovice, in Moravia, nel 1938, Koudelka cominciò a fotografare precocemente, ma si laureò e lavorò inizialmente come ingegnere aeronautico.
Alla vigilia della Primavera di Praga, nel 1967, decise di abbandonare la professione di ingegnere per dedicarsi completamente alla fotografia. Pur impegnato a testimoniare la vita delle comunità gitane d'oltrecortina, i suoi scatti sull'insurrezione cecoslovacca del 1968 fecero il giro del mondo, consacrandolo come fotografo di fama internazionale.
Dopo aver chiesto asilo politico al Regno Unito, entrò nel 1971 a far parte dell'agenzia Magnum. Negli anni '70 e '80 continuò il suo lavoro vagando nel cuore dell'Europa, ottenendo importanti riconoscimenti ed esponendo in alcuni dei più importanti musei mondiali come il Museum of Modern Art e all’International Center of Photography di New York, all’Hayward Gallery di Londra, allo Stedelijk Museum di Amsterdam.
 
ROMANIA. 1968.





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Romania 1968



La prima edizione del libro "Zingari" venne progettata da Koudelka nel 1970, prima di lasciare l'allora Cecoslovacchia. L'opera vedrà però la luce solo nel 1975, con il titolo di "Gypsies". Seguiranno poi altri volumi importanti firmati dal fotografo come: Exiles (1988), Chaos (1999), Koudelka (2006) e Invasione Praga 68 (2008).
Volume riproposto in Italia dall'agenzia fotografica Contrasto, "Zingari" mantiene nel tempo la sua forza e consacra Josef Koudelka tra i più grandi fotografi viventi.

CZECHOSLOVAKIA. Slovakia. Velka Lomnica. 1963. Gypsies.





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http://www.magnumphotos.com/Archive/C.aspx?VP3=ViewBox_VPage&IID=2S5RYDY8MA9R&CT=Image&IT=ZoomImage01_VFormSlovacchia 1963

La mostra è visitabile fino al 16 settembre 2012 presso la fondazione Forma per la fotografia di Milano: per maggiori informazioni clicca qui

CZECHOSLOVAKIA. Slovakia. Zehra. 1967. Gypsies.









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A cura di Daniele Tempera (fotografie per gentile concessione della Fondazione Forma)
All images © Josef Koudelka
> NationalGeographic

clip_image006Slovacchia 1966

clip_image007 Slovacchia, 1967

clip_image009 Slovacchia 1963

clip_image010Romania 1968

clip_image011Romania 1968

clip_image012Francia 1970
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martedì 7 dicembre 2010

JOSEF KOUDELKA

Nasce il 10 gennaio 1938 a Boskovice, un piccolo paesino della Moravia, ex Cecoslovacchia. Figlio di operai di una fabbrica di confezioni trascorre gran parte dell'adolescenza in campagna, pascolando le capre della famiglia. È qui che inizia ad assaporare il piacere della libertà e la tristezza della solitudine, elementi che caratterizzeranno i suoi scatti.

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Le sue passioni adolescenziali, musica e aeronautica, lo accompagneranno per tutta la vita.
Si laurea in ingegneria aeronautica e nel tempo libero suona la zampogna con diversi complessi folk. Ma queste attività non lo distolgono dalla passione per la fotografia.

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Josef Koudelka è il fotografo delle pianure dell'Est europeo, dei contadini affaccendati a lavorare la terra, dei gitani con l'inseparabile violino e con una moneta incastrata in un occhio per comprarsi il passaggio nell'aldilà una volta morti. Ma è anche il fotografo che meglio di tutti ha documentato la primavera di Praga nel 1968 (è grazie a lui che in Occidente sono arrivate le straordinarie immagini che ritraggono gli studenti armati di fiori di fronte ai carri armati sovietici nella città insorta) ed è il fotografo ufficiale del teatro praghese Za Branou e collaboratore della rivista teatrale Divalo.

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Nel 1970 gli viene assegnato il Robert Capa Memorial Award.
In seguito a diverse esposizioni internazionali, dal 1971 inizia la sua collaborazione con l'agenzia fotografica Magnum e si trasferisce prima in Gran Bretagna e poi in Francia.
Immagini di Koudelka sono conservate al Victoria and Albert Museum di Londra, al Museum of Modern art di New York, al Philadelphia Museum of Art. Koudelka è riuscito a imporsi sulla scena internazionale grazie al suo stile molto pulito e alla capacità di raccontare la vita di strada.

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