lunedì 22 settembre 2014

ALFREDO MUÑOZ DE OLIVEIRA | PHOTOGRAPHER

To photograph the world around me, stories of the day by day or just only places that wakes me up emotions and sensibilities as a reflection of myself and where I build my everyday selfportrait. During my life, photography always walked side by side having as first references the portuguese photographers Alexandre Delgado O'Neill, Paulo Nozolino and Gerard Castello Lopes. Founder member of the Photographic Agency Photolifereporters. www.photolifereporters.comhttp://photolifereportersmagazine.blogspot.com member of www.photojournale.com





















All images © Alfredo Muñoz de Oliveira


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domenica 21 settembre 2014

MARC CHAGALL A PALAZZO REALE

Milano ha aperto al pubblico una delle mostre più importanti della stagione: "Marc Chagall - Una retrospettiva 1908-1985". Circa 200 dipinti, provenienti dai maggiori musei di tutto il pianeta, da importanti collezioni private ma anche, e questa è una vera novità per Chagall, dalle collezioni private dei suoi eredi. 
“Questa mostra è un viaggio a tappe nella storia, che accompagna il visitatore a percepire la molteplice identità, poetica e artistica, della cultura europea: per questo la retrospettiva dedicata a Chagall è uno degli appuntamenti più importanti di ‘Milano Cuore d’Europa’, il palinsesto che animerà la vita culturale milanese durante l’autunno 2014, dedicato all’Europa e alla centralità del ruolo che la nostra città ha sempre avuto nella costruzione dello spirito unitario europeo – ha dichiarato l’assessore alla CulturaFilippo Del Corno – Con opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, tra le quali molti capolavori, questa mostra intende ripercorre una mappa non solo geografica, ma soprattutto artistica e spirituale complessa e caleidoscopica, che sta a fondamento dell’originale ‘profilo apolide’ dell’artista”.
La mostra partecipa a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all'identità europea della nostra città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruirne la cittadinanza europea e la dimensione culturale.
L’esposizione, che si aprirà il 17 settembre a Palazzo Reale, è la più grande retrospettiva degli ultimi 50 anni mai dedicata in Italia a Marc Chagall, con oltre 220 opere – prevalentemente dipinti, a partire dal 1908, data in cui Chagall realizzò le sue prime opere dal grande Nudo rosso del 1909, fino alle ultime, monumentali opere degli anni ‘80 – che guideranno i visitatori lungo tutto il percorso artistico di Marc Chagall, accostando, spesso per la prima volta, opere ancora nelle collezioni degli eredi, e talvolta inedite, a capolavori provenienti dai maggiori musei del mondo, quali il MoMa, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, il Museo Nazionale Russo di S. Pietroburgo, il Centre Pompidou, oltre a 50 collezioni pubbliche e private che hanno generosamente collaborato.
All’interno di un rigoroso e completo percorso cronologico, la mostra si articolerà in sezioni, partendo dalle opere degli esordi realizzate in Russia; durante il primo soggiorno francese, e il successivo rientro in Russia fino al 1921; con l’autobiografia scritta da Chagall al momento del suo definitivo abbandono della Russia, si aprirà il secondo periodo del suo esilio, prima in Francia e poi, negli anni ’40 a causa del nazismo, in America dove vivrà anche la tragedia della morte dell’amatissima moglie Bella; con il rientro in Francia e la scelta definitiva di stabilirsi in Costa Azzurra Chagall ritroverà il suo linguaggio poetico più disteso, rasserenato dai colori e dall’atmosfera del Midi.
Lungo il percorso espositivo i visitatori avranno modo di capire come fu possibile che Chagall, pur vivendo in un perenne esilio, non abbia mai perso quel filo rosso che gli tenne sempre nel cuore il bimbo che era stato; come seppe mantenere intatta, attraverso il tempo e le vicissitudini terribili che attraversarono la sua esistenza, la forma dello stupore, la gioia della meraviglia di fronte alla natura e all’umanità e, insieme ad esse, la fiducia di credere e di provare in tutti i modi a costruire un mondo migliore.
E ancora scopriranno la sua originalissima lingua poetica, nata dall’assimilazione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica (dalla cui tradizione visiva dei manoscritti ornati egli trae gli elementi espressivi, non prospettici a volte mistici della sua opera); la cultura russa (cui attinge sia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraverso quelle religiose delle icone); la cultura occidentale (in cui assimila grandi pittori della tradizione, da Rembrandt come gli artisti delle avanguardie che frequenta con assiduità).
La sua arte viene a costituire una sorta di metissage fra le culture e le tradizioni e nella volontà di fare della contaminazione un valore, dell’opera d’arte un linguaggio in grado di esprimere alcuni interrogativi a tutt’oggi irrisolti dall’umanità, sta la radice fondamentale della sua modernità.
Dopo Milano, dal 27 febbraio al 28 giugno 2015, in virtù di un consolidato rapporto di cooperazione culturale tra Palazzo Reale di Milano e il Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique iniziato nel 2009, la mostra di trasferirà in quest’ultima prestigiosa struttura a Bruxelles.
Informazioni e prenotazioni: www.mostrachagall.it
Telefono: 02 54911 - http://www.ticket.it/chagall
 
























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sabato 20 settembre 2014

THANDO HOPA | JUSTIN DINGWALL

This photographic project is an ongoing portrait project between photographer and  a South African model named Thando Hopa, a legal prosecutor who is using her visibility to address the negative perceptions surrounding albinism, a condition affecting melanin production that results in little or no pigmentation in the skin, hair and eyes.The photographic series explores the aesthetics of Albinism in contrast with the idealized perception of beauty. Albinism touches every ethnic group and is characterized by the insufficiency of melanin that determines skin and hair color.
courtesy of Justin Dingwall/Thando Hopa/Rooke&Vanwyk


















All images © Justin Dingwall

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