lunedì 24 aprile 2017

JASON LOWRY | PHOTOGRAPHER


I have a horrible habit of wasting so much of my present moment time constantly thinking about everything and everyone!  If you are like me, it can be so difficult to focus on what I’m doing right now at this exact moment (just caught myself thinking about something I need to do as I write this article).  I’m constantly distracted by thoughts and most of the time these distractions running through my head are about what has already happened or what may happen in the future.
So, what does this have to do with photography? Everything!
Clear those distracting thoughts 
Try to lose yourself in the present moment by focusing and concentrating  on what you  are doing at that moment as you engage your subject.  Being completely present will allow you to be fully engaged and to see your subject with a new and exciting perspective.  How do you do this?  It takes constant practice, but it can be done!  You must first be aware of all those distractions in your head.  Importantly, try not to stop those thoughts from flowing, just be aware of them and notice them and as you watch them, they will simply fade.  With practice, it does work!  The key is to be aware that you are distracted and that you are not focused.
Don’t over think or try not to think at all 
I admit this was difficult for me to understand at first.  We have a greater intelligence than all those thoughts racing through our head.  For example, have you ever encountered a situation where you just reacted in the moment, you knew what to do without obsessively thinking about your next move?  Well, imagine yourself in front of a subject (I know this requires thinking : ), your head is clear, no distracting thoughts, you are fully engaged and you know it’s the right opportunity to capture or you instinctively adapt to what you know will be a better opportunity.  We are more than our thoughts and those distracting ones get in our way and fog our ability to see clearly.
It’s not necessarily about the product 
I think it’s important to clarify my philosophy on photography.  For me, it is a life experience and it’s not necessarily about the final outcome although I certainly enjoy sharing and viewing the work of so many wonderful artists.  Our goal as artists should be to get lost in the process of creating, not worrying about making money or whether our art will fit a certain mold or get a certain number of comments.  These thoughts are distractions and keep us from our full potential.   I have not mastered what is written in this article, but I practice as much as possible and I do think it has made a difference in my personal style and I hope you will find this article of value.  
Jason Lowry is from Eastern North Carolina and is obsessed with moody and dramatic black and white art.  Jason Lowry   digital-photography-school






















All images © Jason Lowry photographer

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giovedì 23 marzo 2017

FULVIO PETTINATO | PHOTOGRAPHER



Fulvio non è un fotografo qualunque. Potremmo dire che fa parte di una specie in via d’estinzione, quella del fotografo di reportage d'emozione.
Per intenderci, è uno di quelli che non hanno paura di mettere in gioco la propria anima per raccontare storie “che valgono la pena di essere raccontate”, storie che parlano di solitudine, d'amore, di madri e figli, di uomini e donne che non cedono alle difficoltà. I suoi attori calcano un palcoscenico reale, recitano la verità senza quel velo scontato che incarta tante immagini dall'Africa.
Non è facile avere uno stile quando si fanno fotografie che ritraggono un popolo che vive di un'evidente ingiustizia, in assenza del rispetto per i diritti umani, vittima di un'esistenza che si può chiamare in molti modi.
Fulvio l'ha tradotta in poesia. I suoi bambini trovano tra il palmo della mano la foglia di tè che aprirà il sipario di domani, dipinti in un bianco e nero che sembra argento e brilla come quello sguardo che non esiste in natura se non in quella natura, in quel luogo dove il sole si specchia su sorrisi bianchi e tristi ma mai rassegnati.
Sotto un cielo che guarda senza mai staccargli gli occhi di dosso, Fulvio fotografa a fior di pelle, saltando da un brivido ad una rima baciata, tra mani che pregano e un dio che forse non vede. Il senso della vita è in ogni suo scatto. Una declinazione delle emozioni, in un linguaggio universale.
La fotografia diventa anima e si fa leggere come un libro.
Un grande libro di viaggio, non solo nel lontano continente nero ma anche nella profondità interiore, fino ad arrivare alla luce.
Dal buio, alla luce - con gli iso del cuore.                                  Barbara Marin


Fulvio Pettinato, nato nel 1982, di origini siciliane, si trasferisce al nord Italia dopo aver compiuto 18 anni. All'età di 27 anni, durante uno spettacolo di danza al teatro, scopre di essere attratto dalla fotografia, luogo dove ha scattato la sua prima istantanea.
Il giorno dopo ha acquistato la sua prima reflex, iniziando a fotografare spettacoli di danza, teatro, flamenco e tango; fin da subito è rimasto affascinato dal dinamismo, dal movimento, dal voler cogliere l'attimo.
Fulvio percepisce l'emozione di chi prova a tirarla fuori, e prova a congelarla in fotografia. Dopo un anno si appassiona di fotografia di ritratto ambientato, di matrimoni ed infine di reportage; dopo aver scoperto quest'ultimo genere,
Fulvio è cambiato interiormente, ha acquisito una sensibilità così intensa da non poterne più farne a meno. Cogliere l'animo delle persone è diventata una sfida con se stesso; Fulvio racconta storie che valgono la pena di essereraccontate.
Ha collaborato e collabora con diverse associazioni umanitarie: la “Pro-Senegal” e “Generazioni del cuore per la pace” (tutte e due con base in Svizzera); la compagnia “Mopsdancesyndrome” gestita dalla coreografa Ela Franscella, che è riuscita a creare un progetto di danza contemporanea con
dei danzatori affetti dalla sindrome di down.
Collabora inoltre con l'associazione “Flamencomielylimon” (con sede a Trento), che ogni anno organizza eventi legati al Flamenco.
Fulvio lavora sia in Italia che all'estero, ha svolto diverse mostre fotografiche dedicate alla vita dei popoli Africani ed Indiani, dopo essersi addentrato in villaggi senza nome, vivendo come chi lo ha ospitato, “godendo" appieno della vera essenza della miseria e della malattia, mostrando ciò che in
televisione non si vede, per sensibilizzare lo spettatore in modo diretto e
profondo.
Dal buio, alla luce - con gli iso nel cuore.


























All images ©  Fulvio Pettinato

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