Ad Expando

giovedì 7 gennaio 2010

LUCIANO CANDISANI

Fotógrafo de natureza

Luciano Candisani, fotógrafo de natureza há 12 anos, recebeu cinco Prêmios Abril de Jornalismo por trabalhos publicados pela National Geographic. É autor de cinco livros e centenas de matérias em vários países. Em 2007, foi nomeado membro permanente da prestigiosa ILCP - International League of Conservation Photographers.

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Fotos © Luciano Candisani
O dia-a-dia dos fotógrafos da National Geographic Brasil

http://www.candisani.com.br/

http://viajeaqui.abril.com.br/national-geographic/

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mercoledì 6 gennaio 2010

NON È MAI TROPPO TARDI

Diventare una Star dell’arte contemporanea a 94 anni, la storia di Carmen Herrera

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E dopo il precedente articolo sulla morte della pittura non potevamo non notare questa curiosa notizia che proviene dagli Stati Uniti. Certamente per Carmen Herrera la pittura non è morta ed è anzi viva e vegeta come la sua grinta.

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Verde y Negro

La pittrice ha infatti visto la sua carriera decollare alla veneranda età di 94 anni.

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Rojo y Negro

L’artista ha dipinto per tutta la sua vita creazioni astratte ma è riuscita a vendere un dipinto solamente nel 2004 quando aveva già 89 anni. Da quel momento i collezionisti americani non hanno mai smesso di acquistare avidamente le sue opere.

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Red with White Triangle (1961)

In men che non si dica la pittrice si è ritrovata all’interno dei più grandi musei statunitensi ed ha inoltre ricevuto un importante riconoscimento dal direttore del Walker Art Center di Minneapolis.

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Shocking Pink #20

Lo scorso hanno il MoMa ha incluso Carmen Herrera tra il pantheon degli artisti latinoamericani in mostra e la scorsa estate, durante una retrospettiva nel Regno Unito, il quotidiano londinese The Observer ha salutato l’artista come la più grande scoperta degli ultimi dieci anni, chiedendo e chiedendosi:” Come abbiamo fatto a non vedere queste bellissime composizioni?”.

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1974 acrylic on canvas at Latincollector, New York

In poche parole la favola della pittrice casalinga è divenuta realtà in un era dove si cercano sempre più giovani artisti da trasformare in personaggi dello spettacolo ed in macchine per far soldi.

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Rondo (Blue and Yellow), 1965

Eppure anche dopo il clamoroso successo Carmen Herrera (attualmente costretta sulla sedia a rotelle per ovvie ragioni d’età) non si è montata la testa, l’arzilla vecchietta ha infatti dichiarato: “Dipingo da sempre e continuerò a farlo semplicemente perchè devo farlo. E’ una sorta di bisogno, un gesto compulsivo che mi dona grande piacere.

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Black and White

Nella mia vita non ho mai pensato all’arte come una maniera per far soldi e trovo che la fama sia una cosa molto volgare.

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2008 Silkscreen print

Così ho semplicemente lavorato ed aspettato. Adesso alla fine della mia vita sto ricevendo molti riconoscimenti e grande attenzione con mio stupore e piacere.”

http://www.globartmag.com/carmen-herrera-pittura-moma-stati-uniti/3962/

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martedì 5 gennaio 2010

L’UOMO PLANETARIO


EL HOMBRE PLANETARIO

Yo soy el habitante de las piedras
Sin memoria con sed de sombra verde,
yo soy el ciudadano de cien pueblos
y de las prodigiosas Capitales,
el Hombre Planetario,
tripulante de todas las ventanas
de la tierra aturdita de motores
soy l’hombre de Tokio que se nutre
de bambu y pececillos
el minero de Europa
herman de la noche,
el labrador del Congo y de l’arena
el pescador de ostiones polinesios,
soy el indio de America, el mestizo,
el amarillo, el negro
yo soy los demas hombres del planeta.
Sobra de mi corazon firman los pueblos
un tratado de paz hasta la muerte.

§

Io sono l’abitante delle pietre
senza memoria, con sete di ombra verde,
io sono il cittadino di cento villaggi
e delle prodigiose Capitali,
l’Uomo Planetario
marinaio di tutte le finestre
della terra stordita di motori,
sono l’uomo di Tokio che si nutre
di bambù e pesciolini
il minatore d’Europa
fratello della notte,
il contadino del Congo e dell’arena,
il pescatore di grosse ostriche polinesie,
sono l’indio d’America, il meticcio
il giallo, il negro
e sono gli altri uomini del pianeta.
Sopra il mio cuore firmano i popoli
Un trattato di pace fino alla morte.

Fonte

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lunedì 4 gennaio 2010

THE GANGS OF RIO

Photograph: João Pina

Vale a pena descobrir o trabalho do fotógrafo português João Pina em seu site oficial , com destaque para as fotos de Roberto Saviano, o escritor italiano de 29 anos que vive escondido com proteção policial desde a publicação do livro “Gomorra”, onde expõe as mazelas da máfia napolitana. A edição online do jornal The Observer publicou recentemente uma reportagem fotográfica de João Pina, intitulada The gangs of Rio, são imagens que registram a realidade cruel do tráfico de droga e da corrupção nas favelas cariocas.

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"Vesguinho" (centre) and his gang control the drug trafficking in Parque Royal a slum in Ilha do Governador, Rio de Janeiro. The gang is part of Terceiro Comando, a major gang faction in the city

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The Dende slum, in northern Rio de Janeiro, where an estimated 45,000 people live in poverty with little state support

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A woman looks at the wall outside her house riddled with bullet holes during a police operation. About 400 officers invaded the Favela da Grota in Complexo do Alemao, confiscating assault riffles, machine guns, grenades, cocaine, cannabis and crack

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A BOPE unit, the elite special forces of the military police stands guard during the operation in Favela da Grota. BOPE is a small group of well-trained officers infamous for their brutality. They are renowned for not carrying handcuffs

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A military police armoured car takes position inside the Favela da Grota in Complexo do Alemao, during an operation involving around 400 officers

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A BOPE officer takes a defensive position to cover his unit as they pull out of the Grota slum

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Weapons confiscated during the operation

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An armed drug trafficker plays table football in the Dende slum

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An evangelical preaching session to cleanse a young woman of her sins in the Dende slum

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Pastor Sidney, a 35-year-old former paratrooper, tries to purge a drug trafficker of his demons

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A civilian police operation in the Mangueira slum to seize drugs and try to arrest the main traffickers. About 1.5 tonnes of marijuana were seized along with minor quantities of crack and cocaine

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A civilian police officer photographs João Pina Paulo da Costa, a suspected drug trafficker arrested during an operation in the Acari slum

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A woman and her six-year-old son are freed by police after being held hostage in their own home by suspected drug trafickers in Acari

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Mourners at the funeral of a murdered policeman

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Edson Vaz do Nascimento's widow stands over his coffin. Edson, 36, an innocent motorcycle courier, was killed by the military police with a single shot to the head

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Edson Vaz do Nascimento's coffin is carried to his grave

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An overview of the São João Baptista cemetery in Botafogo. About 90% of murder cases in Rio de Janeiro go unresolved

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The body of a man believed to have been shot by the "Comando Vermelho" gang in Santa Cruz on the outskirts of Rio de Janeiro

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Tourists photograph Rio de Janeiro from Sugarloaf mountain, one of the city's most popular tourist spots, famed for its views. Tourists and middle-class locals are the biggest drug consumers (mostly marijuana and cocaine) in the city

Fonte foto: http://www.guardian.co.uk/world/gallery/2009/nov/29/brazil-drugs-trade

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domenica 3 gennaio 2010

RINASCITE

“Il fatto di aver scelto un locale come location per la nostra mostra ha un preciso intento, quello cioè di avvicinare la gente all’arte, portandola in un contesto di quotidianità, dove altrimenti non potrebbe fruirne. Questo perché, da sempre, Famiglia Margini (la galleria di arte contemporanea che ha collaborato all’allestimento della mostra) è particolarmente sensibile alle tematiche sociali e all’avvicinamento degli artisti al grande pubblico.” Così Mario Margani, giovanissimo curatore, spiega i motivi per i quali le opere non sono state esposte in una galleria d’arte e continua focalizzando l’attenzione sulle caratteristiche di questa esposizione. “Rinascite accumuna l’intento di quattro artisti persiani - Soheil Doael, Yousef Sharif Kezemi, Amin Davei,

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Bahador Mohayer e di un italiano, Angelo Cruciani - di sensibilizzare ad una rinascita culturale e sociale, ad un cambiamento profondo.

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Angelo Cruciani Silenzio Orientale

Le opere invitano alla ricerca della libertà di espressione e alla creazione di un regime più illuminato nel proprio paese di origine, nel caso dei pittori mediorientali, mentre, nel caso di Cruciani, spingono a creare una vera e propria rinascita globale de- tecnologizzata. La chiave di lettura di tutta la mostra è l’opera d’arte intesa come espressione di un movimento spirituale, non religioso, rivolta soprattutto al cambiamento della realtà, per renderla più elevata ed umanizzata.”

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Originali e simbolici, i quadri di Soheil Doael , giovane pittore iraniano, sono ispirati dalla mistica dei Sufi Dervishi, disciplina di origine turca, famosa per i danzatori che ruotano su stessi e che cercano l' annullamento in Dio attraverso la ripetizione rituale del medesimo movimento.

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Si trovano infatti tracce dei messaggi in codice dei Sufi Dervisci nelle incisioni nel suo dipinto Rinascita, olio e sabbia su tela. Evocativa e molto suggestiva, una foto di Amin Davei, ritrae un uomo di spalle accanto ad un volo di uccelli, simbolo del desiderio di liberazione dal regime di Ahmadinejad. Il tema del volo, presente anche nelle opere di Yousef Sharif Kezemi e di Soheil Doael, è una costante della iconografia di questi artisti che lo considerano metafora della rinascita e di ricerca di libertà.

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Simbolicamente legata a quella degli artisti iraniani, ma molto diversa per provenienza e motivazioni, è la produzione di Angelo Cruciani, ex stilista di Piero Guidi e speaker radiofonico che, da tre anni, ha incominciato a dipingere da autodidatta. Noto anche come street artist - è famosa una serie di sue dipinti dal titolo di Gesùstreet,

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volti di Cristo rappresentati sui marciapiedi di tutto il mondo – Cruciani cerca una nuova dimensione spirituale personale attraverso le sue opere.

Rinascite fino al 28 gennaio al Gallery Cafè & Restaurant di via Anfossi 28 –Milano

Da lunedì a sabato dalle 10.00 alle 22.00

Laura Forno

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sabato 2 gennaio 2010

BOB DYLAN IN MOSTRA IN DANIMARCA NEL 2010

LOS ANGELES (Reuters) - Scrive, canta, qualche volta sale anche sul ring per un po' di boxe. Ma Bob Dylan è bravo anche in un altro tipo di arte, dal momento che è un pittore piuttosto affermato.

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Circa 100 lavori del famoso musicista saranno in mostra alla Galleria nazionale danese (Statens Museum for Kunst) il prossimo anno, come confermato oggi dallo stesso museo.

La mostra, che dovrebbe aprire i battenti nell'autunno del 2010 a Copenaghen, comprenderà anche 30 dipinti in acrilico mai visti prima, oltre a lavori mostrati precedentemente in altre città europee.

Alcune delle immagini di Dylan ricordano da vicino quelle dei maestri modernisti, come le opere di Henri Matisse degli anni 20, ha rivelato il curatore della mostra Kasper Monrad.

"La visione artistica di Bob Dylan è stata oggetto di discussione per gli storici d'arte solo fino a un certo punto", ha fatto sapere Monrad attraverso un comunicato rilasciato dall'etichetta discografica di Dylan, la Columbia Records.

I lavori di Dylan sono stati messi in mostra per la prima volta nel 2007 al museo Kunstsammlungen Chemnitz di Chemnitz, una piccola città della Germania. Lo scorso anno, invece, è stata una galleria di Londra a ospitare i suoi lavori.

In entrambi i casi le opere facevano parte della collezione "Drawn Blank". In questa circostanza, invece, i dipinti faranno parte della "Brazil Series" e saranno per la prima volta in mostra in Danimarca.

Dylan si è recentemente lamentato sulla rivista musicale Mojo perché i suoi lavori "non hanno suscitato un grande interesse, se non ultimamente", sebbene lui dipinga da sempre, ma ha anche detto di voler "far di tutto per innalzare il livello di attenzione".

© Thomson Reuters 2009 Tutti i diritti assegna a Reuters.

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venerdì 1 gennaio 2010

FOTOGRAFIA O PITTURA?

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Iman Malekiwas è nato nel 1976 a Tehran. È stato affascinato dall'arte della pittura da quando era bambino.

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All'età di 15, ha cominciato a imparare la pittura con l'insegnante - Morteza Katouzian - che è il più grande pittore del realista dell'Iran. Nel frattempo, ha cominciato a dipingere professionale. Nel 1999 si è laureato in disegno grafico d all'università di arte di Tehran. Dal 1998, ha partecipato a parecchie mostre. Durante l'anno 2000, ha ottenuto sposato e durante il seguente anno ha stabilito lo studio della pittura del ARA ed ha cominciato insegnare alla pittura, tenendo conto dei valori classici e tradizionali.

Le mostre più importanti a cui ha partecipato sono : La mostra dei pittori del realismo dell'Iran al Museo di Arte Contemporanea di Tehran (1999) e la mostra del gruppo dei pittori dello studio di KARA a SABZ Gallery (1998) ed al palazzo di SA'AD ABAD (2003).

Fonte

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giovedì 31 dicembre 2009

CALENDARIO 2010

NONNE IRONICAMENTE OSÈ

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Tra i tanti calendari scollacciati del 2010, per solidarietà si spogliano anche le nonne inglesi del Rylstone Women’s Institute di Yorkshire Dales .

La creatività di Terry Logan al servizio dei calendari alternatavi per una buona causa a favore della ricerca sulla leucemia, propone per il nuovo anno una bella gallery di signore oltre gli “anta”, meravigliosamente nude ed ironiche.

January- Beryl Bamforth

February- Angela Knowles

March- Tricia Stewart

April- Lynda Logan

May- Ros Fawcett

June- Christine Clancy

July- Lynda Logan

August- Angela Knowles

September- Christine Clancy

October- Tricia Stewart

November- Ros Fawcett

December shows a traditional Christmas scene, with all the women posing in Santa hats surrounding

Signore che potete sbirciare o appendere dove volete, per approcciare con un sorriso il nuovo anno, e magari donare un pizzico di salutare leggerezza alla quotidianità.

Fonte e Curiosità Humour

BUON ANNO!

新年快乐
שנה טובה!
سال نو مبارک!
عام جديد سعيد !
uut aastat!
Godt nytår!
نايا سال مبارک هو
La Mulţi Ani!
สุขสันต์วันปีใหม่
Gott Nytt År!
Godt nytt år!
Gott nýggjár!
Bloavez mad!
Bonne année!
Feliç Any Nou!
Boldog új évet!
З Новим Роком
Gëzuar vitin e ri!
Gleðilegt nýtt ár!
Happy new year!
Srečno novo leto
Štastný nový rok
¡Feliz año nuevo!
Šťastný nový rok!
Feliz Ano Novo!
Folle lok en seine!
Gelukkig nieuwjaar!
Gelukkige nuwe jaar
Sretna Nova godina!
Selamat Tahun Baru
Sretna Nova godina!
Laimīgu Jauno Gadu!
Srećna Nova Godina!
Ein gutes neues Jahr!
Среќна Нова Година!
Tezze iliniz yahsi olsun
Manigong bagong taon!
Onnellista uutta vuotta!
Щастлива Нова година!
新年でおめでとうございます
Счастливого Нового Года!
Szczęśliwego Nowego Roku!
Ευτυχισμένος ο καινούργιος χρόνος
İyi seneler / Yeni yılınız kutlu olsun
Bliain úr faoi shéan is faoi mhaise duit duit

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mercoledì 30 dicembre 2009

LE MIGLIORI OPERE DEL XXI SECOLO IN ARCHITETTURA

In Francia un’equipe formata da storici, giornalisti, architetti e designer giunti dal mondo intero ha lavorato per quasi tre anni con uno scopo ben preciso: selezionare i progetti architettonici che negli ultimi dieci anni si sono guadagnati un posto in prima fila nella storia dell’architettura contemporanea. Il risultato della loro ricerca è riassunto in un volume che ha tutta l’aria di essere la nuova bibbia dell’architettura. Edita da Phaidon Editions, l’opera in uscita il 5 novembre (per adesso solo in Francia) raccoglie 1037 esempi di eccellenza architettonica suddivisa in categorie che vanno da quella culturale a quella dei trasporti e da quella residenziale abitativa a quella istituzionale. Innovazione e sperimentazione, nuove conquiste formali e spaziali con un comune obiettivo: permettere alle forme di comunicare con lo spazio. Affaritaliani.it ha sfogliato il mastodontico volume (6.6 Kg, 31 cm x 45cm) e ha selezionato per voi i progetti più estremi ed emozionanti degli ultimi dieci anni.

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- Per la prima scelta non ci spostiamo e restiamo in Italia, più precisamente nel Veneto, per visitare l’auditorium e il centro di ricerca di Bassano del Grappa. Massimiliano Fuksas (Premio nazionale dell’architettura 1999 e direttore della Biennale di Venezia nel 2000) ha concepito degli immensi ‘funghi futuristi’ posti su dei tubi d’acciaio. Dietro al colore verde del vetro, delle scale luminose mettono in contatto gli spazi degli uffici e dei laboratori.

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- La seconda scelta ci porta in Francia, più precisamente a Parigi dove si trova la passerella Simone-de-Beauvoir. Un ponte appeso tra le due sponde della Senna (tra il ponte di Bercy e quello di Tolbiac) crea un gioco di onde che irrompe e da movimento a un fiume piatto, scosso ogni tanto solo dai battelli turistici. L’architetto che ha ideato questo ‘intreccio di ponte’ del valore di 21 milioni di euro è il francese Christiane de Portzamparc.

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- La tappa successiva è Bilbao per visitare uno degli alberghi più eccentrici e stravaganti del mondo. Nella piccola città di Elciego spicca l’opera realizzata nel 2007 da Frank O. Gerhy. Il committente Heredos del Marques de Riscal non ha mai voluto rendere noto il costo della realizzazione. L’albergo sembra una scultura dall’aria caotica e richiama la forma di un fiocco intrecciato. Sempre di Gerhy è la fondazione Louis Vuitton che vedrà la luce nel 2010 nel bosco di Boulogne a Parigi.

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- E adesso Pechino. Il centro della televisione cinese rispecchia la rapida e straordinaria crescita economica degli affari della capitale. I modernissimi grattacieli a forma di L si estendono su una superficie di 560.000 m2 e raggiungono i 234 metri d’altezza. La struttura in vetro richiama la forma di un diamante e permette ai visitatori di avere diversi punti di vista sulla città.

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- Dalla Cina al Giappone. A Nantan (Tokyo) la struttura della meditazione costruita nel 2000 da Takashi Yamaguchi rappresenta un vero e proprio tempio che unisce tradizione e innovazione. L’opera, del valore di 175.000 dollari, si trova immersa in un sito buddista tra gli alberi di pino. Nonostante sia estremamente moderno nelle forme, il cubo bianco è considerato un’eccellenza dell’architettura sacra nipponica.

di Iskra Naydenova Cannizzaro

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martedì 29 dicembre 2009

DA RUBENS A VAN DYCK

Cuneo - fino al 28 febbraio 2010
Pittura fiamminga ed olandese dal XV al XVIII secolo

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PALAZZO SAMONE
cultura@comune.cuneo.it



L'esposizione, curata da Didier Bodart e Vincenzo Sanfo, presenta una raffinata ed elegante raccolta di oltre 60 dipinti, provenienti da collezioni pubbliche e private, attraverso cui ripercorrere le strade seguite dalla pittura del nord Europa lungo quattro secoli di storia.

orario: mar-mer-gio-ven 10.00-13.00/17.00-19.30 sabato 10.00-13.00/16.00-19.30 domenica 10.30-19.30 25-26 dicembre, 1° e 6 gennaio 2010: 16.00-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: intero € 8,00
ridotto € 6,00 (over 65 e under 16; portatori di handicap)
riduzione € 1,00 euro non cumulabile a presentazione di voucheur rilasciato da negozianti di Cuneo
Ingresso gratuito per: bambini sotto i 6 anni, insegnanti accompagnanti scolaresca e nei casi contemplati per legge, accompagnatori di gruppi minimo 10 persone.
ingresso di gruppo scuola: € 3,00 per persona

curatori: Didier Bodart, Vincenzo Sanfo

autori: Jan Brueghel II il giovane, Jan Haviscksz Steen, Joahnn Liss, Pietro Paolo Rubens, Antoon van Dyck, Adriaen Van Ostade

email: info@centroita.com

web: http://www.centroita.com/

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LE FOTO SIMBOLO DELLA PROTESTA

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lunedì 28 dicembre 2009

LA FOTO PIÙ GRANDE DEL MONDO

Dresda


Ci sono volute quasi 3 ore per poter fare gli scatti fotografici della fotografia che vedete in alto che è, al momento la più grande foto al mondo. Composta da 1655 scatti di 21.6 megapixel da sovrapporre per formare una sola foto, la fotografia più grande del mondo ha richiesto altre 96 ore di montaggio. Il risultato però è strabiliante: una splendida foto da 26 gigapixel di Dresda in Germania e la conquista del record di foto più grande del mondo. Seguite il link se volete fare gli ingrandimenti che la foto merita. Il risultato è spettacolare ma, con le connessioni lente bisogna attendere qualche secondo per gli zoom.

Fonte

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SALSA PICCANTE DELL'UNITÀ MONDIALE: RICETTA

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Per Ray Gonzáles, George Kalamaras & Thomas W. Ellis

Pesta la polpa
Pesta la polpa
Pesta la polpa
Aggiungi un pomodoro sbruciacchiato & una testa d'aglio
Aggiungi un pomodoro sbruciacchiato & una testa d'aglio
Pesta a la polpa
Nel mortaio di pietra nera
Pesta la polpa
Nel mortaio di pietra nera
Mettici dentro la mano
Mettici dentro il polso
Mettici dentro le spalle
Pesta a la polpa nel mortaio nero
Pesta la polpa nel mortaio nero
Poi sbruciacchia un altro peperone
Sbruciacchia un altro peperone
Pesta la polpa nel molcajete Maya di pietra
Pesta la polpa nel molcajete Maya di pietra
E poi aggiungi solo un pizzico di sale
Solo un pizzico di sale
Versa il liquido del cuore del pomodoro
Versa il liquido del cuore del pomodoro
E ora butta la testa all'indietro due volte
E ora butta la testa all'indietro due volte
Pesta la polpa nel molcajete
Pesta la polpa nel molcajete
Pesta la polpa nel molcajete
Peperoncino giallo
Peperoncino rosso
Peperoncino nero
Peperoncino marrone tutto raggrinzito
Aglio bianco
Peperoncino nero
Peperoncino verde
Peperoncino rosso
Peperoncino marrone tutto raggrinzito
Peperoncino giallo
Ora getta la testa all'indietro due volte
Ora getta la testa all'indietro due volte
Respira baby
Respira baby
Respira baby
Respira baby
Con le dita sul sasso
Il palmo sulla pietra
Con gli occhi dentro
E le ossa sull'anima.



In lingua originale:
HOW TO MAKE WORLD UNITY SALSA
Juan Felipe Herrera

For Ray Gonzáles, George Kalamaras & Thomas W. Ellis

Mash the pulp
Mash the pulp
Mash the pulp
Add a burned tomato & a rock of garlic
Add a burned tomato & a rock of garlic
Mash the pulp
In the black stone bowl
Mash the pulp
In the black stone bowl
Put your hand into it
Mash the pulp in the black stone bowl
Mash the pulp in the black stone bowl
Put your hips into it
Put your hips into it
Char another chile
Char another chile
Mash the pulp
In the molcajete
Mash the pulp
In the molcajete
ust a pinch of salt
Just a pinch of salt
Pour the soup from the tomato heart
Pour the soup from the tomato heart
Now throw your head back twice
Now throw your head back twice
Mash the pulp in the molcajete
Mash the pulp in the molcajete
Mash the pulp in the molcajete
Yellow chile
Red chile
Green chile
Black chile
Brown chile wrinkled
White garlic
Black chile
Green chile
Red chile
Brown chile wrinkled
Yellow chile
Now throw your head back twice
Now throw your head back twice
Breathe baby
Breathe baby
Breathe baby
Breathe baby
Your fingers on the rock
Your palm on the stone
Your eyes on the inside
Your bones on the soul.


(Tratto da Notebook of a chile verde smuggler , 2004 e pubblicato in 187 REASONS WHY MEXICANOS CAN'T CROSS THE BORDER: Undocuments 1971-2007 , City Lights, San Francisco , 2007. Traduzione a cura di Pina Piccolo.)



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Juan Felipe Herrera è nato nel 1948 a Fowler in California. Figlio di immigrati messicani che lavoravano come stagionali, trascorse i primi decenni della sua vita spostandosi da un punto all'altro della California e vivendo negli accampamenti provvisori dei braccianti. Appartenente alla prima generazione di poeti Chicano,Herrera frequentò la scuola dell'obbligo in diverse centri, tra cui San Francisco e San Diego. Iniziò molto giovane a suonare la chitarra e a scrivere canzoni folk sulla scia di Bob Dylan, Joan Baez, Woody Guthrie e dei cantautori e di maestri del blues come Josh White, Sonny Terry e Brownie MacGee. Attivo in vari movimenti degli anni 60 e 70, si immerse nel Movimiento Chicano come poeta e performer nel teatro sperimentale influenzato da Artaud, Ginsberg e Lusi Valdez. L'antologia 187 Reasons Mexicanos Cannot Cross the Border, pubblicata nel 2007 da City Lights, raccoglie i suoi testi scritti nell'arco di 35 anni di attività.
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domenica 27 dicembre 2009

MARCELO BUAINAIN - INDIA – UNVEIL

Foto pubblicate su Facebook

Questo grande fotografo brasiliano ci mostra su Facebook fotografie inedite, non inserite sul suo libro dedicato all’India.

“O tema é a Índia, fotografias inéditas que não foram publicadas no livro INDIA QUANTOS OLHOS TEM UMA ALMA. Para mim, uma experiência fantástica, pois tem sido um exercício de descoberta do meu próprio arquivo.“

Info http://www.buainain.com/

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Le immagini valgono più delle parole per comprendere l’anima della cultura di altri popoli.
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sabato 26 dicembre 2009

MADAGASCAR: GLI SPACCATORI DI PIETRA

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All'estremo di una lunghissima spiaggia contornata da palme, nell'isola di Nosy Be, un paradiso di foreste e mari turchesi al nord del Madagascar, dove i resort e gli hotel per turisti crescono come funghi, c'è una montagna spaccata. All'interno, come tante formiche, vi lavorano uomini, donne e bambini.

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Staccano pietre dalla roccia, con delle semplici aste di ferro, le trasportano sulla testa fino alle capanne del villaggio, dove le spaccano a colpi di martello fino a ridurle in ghiaia. C'e' un ticchettio continuo nelle stradine polverose, ci sono sacchi di pietre accatastati, bambini sporchi e malati, occhi di donne senza speranza.

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Sono stato nel villaggio degli spaccatori di pietra con i rappresentanti di due associazioni italiane, Kairos e Birimbao, che vogliono aiutare questi sventurati. Poche ore prima del mio arrivo il loro intervento ha salvato la vita ad un bimbo che stava per cedere alla denutrizione e alla dissenteria. Ce ne sono diversi di bimbi in questa specie di girone dantesco tropicale: scalzi, con i vestiti laceri, sporchi di polvere e fango. Quasi tutti sono affetti da infezioni cutanee e malattie respiratorie. Non solo l'acqua del villaggio non è potabile e viene da due pozzi inquinati, ma i bimbi aiutano spesso i grandi nel lavoro: trasportano i pezzi di roccia, spaccano quelli più piccoli, portano avanti e indietro l'acqua. E naturalmente l'assistenza sanitaria è a pagamento.

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Anche per le donne la giornata trascorre scandita dai colpi di martello: anziane e giovani dall'alba al tramonto battono con il martello le pietre, altre in una processione continua, portano nuove rocce dalla cava. E' questa l'unica fonte di reddito per il villaggio: le pietre una volta ridotte a pezzetti vengono vendute alla fiorente industria edilizia come ghiaia per 50 centesimi a sacco. I più abili riescono a fare 5 sacchi al giorno, portando a casa (una capanna) circa due euro e mezzo per sfamare la famiglia.

· Un bimbo nel villaggio dei cavatori nell'isola di Nosy Be

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· Il lavoro nella cava

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· A mani nude

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· Anche donne e bambini impegnati nel massacrante lavoro

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· Ore interminabili

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· Il formicaio nella cava

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· Donne e bambine portano le pietre al villaggio

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· Desolazione

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venerdì 25 dicembre 2009

OCEANO DI SILENZIO


Buon Natale.
Idah Saidan Wa Sanah Jadidah.
Tchestita Koleda.
Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok.
Gun Tso Sun Tan'Gung Haw Sun.
Glædelig Jul.
Mo'adim Lesimkha. Chena tova.
Hyvaa joulua.
Joyeux Noel.
Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto.
Kala Christouyenna.
Gledileg Jol.
Merry Christmas.
Nollaig Shona Dhuit, o Nodlaig mhaith chugnat.
God Jul, o Gledelig Jul.
Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar!.
Wesolych Swiat Bozego Narodzenia o Boze Narodzenie.
Feliz Natal.
Sarbatori vesele.
Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom.
Hristos se rodi.
Sretan Bozic o Vesele vianoce.
Feliz Navidad.
God Jul.
Froehliche Weihnachten.
Srozhdestvom Kristovym.
Kellemes Karacsonyi unnepeket
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giovedì 24 dicembre 2009

GRITO DE LOS EXCLUIDOS

Nei giorni scorsi sono stato a visitare il Museo delle Culture del Mondo al Castello D’Albertis, dove la Fondazione Terre des hommes Italia e la Fondazione Rigoberta Menchú Tum hanno inaugurato, l’11 maggio 2004, nel parco del Castello, il mural a mosaico in ceramica “Grito de los excluidos” sul tema della solidarietà con i popoli esclusi del mondo.

Il mural, eseguito dal maestro ecuadoriano Pavel Egüez con la collaborazione del ceramista Guido Garbarino, misura circa 40 metri quadrati, è suddiviso in due pannelli contrapposti e ha caratteristiche di arredo urbano di grande attrattiva.

Grito por la Vida, 2004, cerámica, Museo delle Culture del Mondo, Castello D'Albertis, Genova

Grito por la Paz, 2004, cerámica, Museo delle Culture del Mondo, Castello D'Albertis, Genova

Il “Grido degli esclusi” è l’espressione artistica di una campagna di protesta contro tutte le forme di esclusione sociale, economica, razziale e a favore della difesa dei diritti umani fondamentali. Una campagna che si estende dall’America Latina fino a comprendere tutti i paesi esclusi, ossia i paesi più poveri e sfavoriti nel sistema economico globalizzato.

Il mural di Genova, primo in Europa, ha come tema particolare i diritti dei bambini che sono sempre le prime vittime di ogni forma di esclusione ed è un anello di una ideale catena di opere d’arte pubbliche già realizzate in città del Sud America.

Sono andato quindi alla ricerca delle opere di questo artista equadoriano e ho trovato varie sue opere, tra cui quelle che seguono.

Grito por la Interculturalidad, 2001, cerámica policromada,72 metros cuadrados, Universidad Salesiana – Ecuador

Mural Grito de los Excluidos Cotacachi. 80 m cuadrados. Cerámica policromada. 2001.

Somos maiz, 2003, cerámica policromada, 130 metros cuadrados, Edificio Manuela Saenz de la Universidad Simón Bolívar, Quito – Ecuador.

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mercoledì 23 dicembre 2009

OLTRE LA GRAVITÀ

Li Wei è un fotografo a metà strada fra l’ acrobata e il mago illusionista, giura di non fare uso di Photoshop, ma mette in campo tutta la sua abilità e creatività nel costruire i “trucchi” per foto improbabili.


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Li fa uso di specchi, funi, fili, impalcature trasparenti e grande resistenza fisica per realizzare performance stravaganti che poi diventano foto incredibili.

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Immagini che vengono definite una miscela di performance art e fotografia. Il suo motto è “Oltre la gravità”.

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Allora abbiamo foto che raffigurano l'artista con la testa e il torace incorporati al suolo, altre che creano illusioni di pericolo e di super-forza umana, altre di situazioni impossibili.

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Nel fantastico mondo fotografico di Li Wei, l’ altezza è il gioco preferito. L’ alzarsi in posizioni assurde e incredibili, per poi trasformale nella fantastica spettacolarità del non possibile.
Sulla scena da alcuni anni Li Wei, tiene costantemente aggiorna il suo book di immagini rendendo credibile l’impossibile.


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martedì 22 dicembre 2009

MARCELO BUAINAIN

"Na essência considero-me documentarista. Na área do vídeo produzi documentários para TV, com destaque ao "Hermógenes - Deus me Livre de Ser Normal".

Così si presenta un grande della fotografia: Marcelo Buainain

RITRATTI

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887FT15LT

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2007FT13

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lunedì 21 dicembre 2009

HERMÓGENES: DEUS ME LIVRE DE SER NORMAL








Direção: Marcelo Buainain Co-produção: Marcelo Buainain, Ginga FilmesTV Universitária do Rio Grande do NorteFundação Padre Anchieta - TV CulturaO documentário de 50 minutos tenta sintetizar os 84 anos de experiência do mestre yogui José Hermógenes de Andrade Filho, potiguar há décadas radicado no Rio de Janeiro, pioneiro da medicina holística e introdutor do Yoga no Brasil. Cientista, filósofo e escritor com mais de 30 livros já lançados ao longo de 50 anos de estudos e ensinamentos, o professor Hermógenes ficou conhecido por ser criador de técnicas que visam administrar o estresse e treinar o corpo, a mente e o espírito para a superação das mazelas que atormentam a sociedade moderna como o caos urbano, as doenças, a alienação, a prisão material e o medo da morte. O documentário tem quatro momentos: um biográfico, outro científico, poético e outro com depoimentos de pessoas como Leonardo Boff, o líder espírita Divaldo Pereira Franco, a cantora Elba Ramalho, o escritor Pierre Weill, o padre Zezinho e o músico Alberto Marsicano. Também há uma breve reconstituição sobre sua infância, narrada por Carlos Vereza, e poemas declamados pelo ator e discípulo Jackson Antunes."Minha preocupação não é biográfica, o que quero é apresentar a grandiosidade da obra dele. Sua obra poética está impregnada de elementos nordestinos e isso vai contextualizar e costurar toda sua relação com Natal e com o RN, disse Buanain, fotógrafo profissional com experiência, inclusive, no exterior.O diretor baseou sua pesquisa em conceitos holísticos e em temas como yogaterapia, egoesclerose (doença do ego), humildação (exercício da humildade), esteticoterapia (terapia através do belo), risoterapia, Hatha Yoga (postura física), meditação e relaxamento.
http://tribunadonorte.com.br/noticia....
Disponibilizado por:http://inspetra.wordpress.com/
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