venerdì 20 gennaio 2017

BEAUTIFUL EYES | GANSFOREVER OSMAN



“I'm an amateur photography; I'd like to share my works to the world through the story in every picture I make.”


























All images © Gansforever Osman
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lunedì 16 gennaio 2017

ALEXANDER GLYADYELOV | PHOTOGRAPHER



Aleksander Glyadyelov was born in Legnitz, Poland, in 1956, into the family of a Soviet Army officer. Since 1974, he has lived in Kiev. 
He studied optics at the Kiev Polytechnic Institute, graduated in 1980. Having studied photography independently since the mid 1980's, he began working as a professional freelance photojournalist in 1989. Glyadyelov has traveled frequently throughout the former Soviet Union working on projects in Ukraine, Russia, Moldova, Kyrgyztan, Uzbekistan, Tadjikistan, Turkmenistan, Georgia, Azerbaijan, Latvia, Poland, the Czech Republic, France, and the United States. He covered the armed conflicts in Moldova (where he was wounded), Nagornij Karabakh, and Chechnya.
 Since 1996-1997, Glyadyelov has concentrated on long-term documentary photography projects: socially deprived children and the HIV / AIDS epidemic.

Since 1996 until now works in cooperation with the humanitarian organization Medecins Sans Frontieres. 
His photography has been used by international organizations such as MSF, WHO, Norwegian Refugee Council, UNAIDS, and UNICEF.
website

























 All images © Aleksander Glyadyelov
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venerdì 13 gennaio 2017

DMITRI BALTERMANTS | PHOTOGRAPHER



Dmitri Baltermants è stato un grande maestro della fotografia russa. Soprannominato "l'occhio della nazione", nacque il 13 maggio 1912 a Varsavia, al tempo parte dell'Impero Russo. Iniziò ad avvicinarsi alla fotografia all’età di 14 anni lavorando come assistente di grandi fotografi del tempo. Dopo essersi laureato in matematica, insegnò per un periodo in una scuola militare. Produsse il suo primo reportage in Ucraina occidentale, sul tema delle truppe sovietiche. Attivo come fotoreporter per l'Armata rossa, fu corrispondente di Izvestija e di Na Razgrom Varaga dal 1940 al 1945. Testimone del dramma della guerra, fotografò in prima linea i momenti cruciali del conflitto (l'assedio di Mosca e di Sebastopoli, la battaglia di Stalingrado e la caduta di Berlino), ma le immagini da lui scattate poterono essere rese pubbliche solo nel 1960, quando divenne capo reporter di Ogenek, perché mostravano verità che il regime voleva tenere nascoste. Il Partito Comunista, tuttavia, capì ben presto l'utilità di un fotografo per scopi propagandistici e chiese a Baltermants di mostrare l’imponenza e la produttività dell’impero. Il fotografo viaggiò attraverso tutte le Repubbliche dell'ex impero russo, producendo immagini che ritrattavano la gloria dell'URSS. Nel 1949,nominato fotografo ufficiale del Cremlino, si avvicinò a Stalin. Quando Krusciov giunse al potere dopo la morte di Stalin, estese la sua attività oltre i confini sovietici, visitando Cina, India e Vietnam. Nell’ottobre dell’ 1964, dopo la caduta di Krusciov, Baltermants documentò i cambiamenti che stavano avvenendo in tutto il paese. Di questo periodo i suoi reportage sul boom economico sovietico e sui successi degli atleti sovietici ai Giochi olimpici. Nel 1969, ebbe l'opportunità di presentare il suo lavoro all'estero per la prima volta, a Londra. Per l’occasione ristampò molte suo foto in bianco e nero per evitare l’esagerato realismo. A partire dagli anni Sessanta iniziò il successo mondiale caratterizzato da riconoscimenti ufficiali, consenso della critica, numerose esposizioni sui reportage della guerra di Russia, servizi su riviste prestigiose (Life, Stern, Paris-Match). Al di là dell’indubbio valore storico delle sue foto, le opere di Baltermants sono diventate simboli universali della tragedia e dell'incomprensibilità della guerra, grazie al personale tocco artistico che sottende ogni scatto. Come nella Guernica di Picasso, si innalzano al livello di grande arte raffigurando attraverso bianchi e neri granulosi il realismo sociale di un evento inesplicabile. L’alto livello culturale combinato con una visione ampia, che tendeva al perfezionismo, aiutarono Baltermants a discernere numerosi dettagli che lasciavano molti suoi colleghi indifferenti e offrirci una visione caratterizzata dall’indubbia abilità nella scelta della luce ottimale e nella ricerca di angoli di campo che assicurassero l’armonia della composizione. Ogni immagine catturata dall'obiettivo della fotocamera si presta ad una successiva riflessione. L’aspetto glorioso della guerra raccontato dal regime cade svelato attraverso retroscena segnati dal sangue. Mediante la raffigurazione del "lato oscuro", di una vittoria macchiata, un intero popolo prende coscienza della sua storia; le immagini diventano allora strumento di fusione tra i sentimenti dell’artista e quelli di un popolo sconvolto, dando origine ad opere cariche di trepidazione ed emozioni.
























 
All images © Dmitri Baltermants/The Dmitri Baltermants Collection/Corbis
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