Visualizzazione post con etichetta henri matisse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta henri matisse. Mostra tutti i post

mercoledì 19 ottobre 2011

GLI ANNI FOLLI. LA PARIGI DI MODIGLIANI, PICASSO E DALÌ 1918/1933

IN MOSTRA A PALAZZO DEI DIAMANTI (Ferrara)
fino all’ 8/01/2012

«La modernità - questo gran mistero - abita ovunque a Parigi: la si ritrova ad ogni angolo di strada, accoppiata a ciò che era un tempo, pregna di ciò che sarà. Come Atene ai tempi di Pericle, oggi Parigi è la città dell’arte e dell’intelletto per eccellenza». Sono parole di De Chirico, del 1925, che evocano lo splendore della capitale francese in quel periodo irripetibile ricordato come "gli anni folli".
All'indomani della Grande Guerra e fino primi anni Trenta, Parigi è in pieno fermento: la sua atmosfera cosmopolita, mondana e liberale, l'esplosione del jazz, i teatri, i caffè e le gallerie attraggono da ogni angolo d'Europa e d'America le più grandi personalità dell'arte, della cultura, della musica e dello spettacolo, in un clima di rinascita che fa della città il laboratorio internazionale della creatività. Maestri della modernità, come Monet, Matisse, Mondrian, Picasso, Braque, Modigliani, Chagall, Duchamp, De Chirico, Miró, Magritte e Dalí, sono i protagonisti di una grande mostra di Ferrara Arte che, attraverso una significativa selezione di opere provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private di ogni parte del mondo, racconta per la prima volta in Italia quel periodo aureo della ville lumière.
Nel dopoguerra sono ancora all'opera e fanno scuola due maestri impressionisti come Renoir e Monet: il primo guardando all'antico dipinge monumentali bagnanti, ammirate tra gli altri da Picasso, mentre il secondo si spinge alle soglie dell’astrazione nelle tele iridescenti ispirate al giardino di Giverny. Al contempo, sotto la sigla della "Scuola di Parigi", si afferma una nuova generazione di artisti stranieri, giovani talenti dallo spirito libero e irrequieto come Modigliani, Chagall, Van Dongen, Foujita o Soutine, nei cui nudi e ritratti rivive l’atmosfera bohémien e internazionale del quartiere di Montparnasse. Accanto a loro, i protagonisti della rivoluzione cubista sono ormai delle celebrità: Picasso, Braque, Legér e Gris firmano raffinati capolavori che evocano, nella vivace impaginazione di calici, bottiglie, quotidiani e strumenti musicali, il clima brillante e mondano dei caffè e dei salotti parigini.
Il teatro, il music hall e il circo – luoghi emblematici di quella "festa mobile" evocata da Hemingway nelle memorie di quegli anni – ispirano geniali interpretazioni in artisti e fotografi sedotti da quegli sfavillanti universi animati. Inoltre, personalità come Matisse, Larionov, Léger o De Chirico collaborano con maestri di altri ambiti creativi alle produzioni d'avanguardia dei Balletti russi e dei Balletti svedesi, dando vita a spettacolari "opere d'arte totale" di musica, danza e arti visive.
Allo stesso tempo emerge, anche come reazione ai traumi della guerra, un'aspirazione all'armonia, alla quiete e all'equilibrio. Le maestose maternità di Picasso, autentico genio multiforme, così come i possenti nudi di De Chirico o gli eleganti Pulcinella di Severini interpretano quel moderno classicismo che si impose negli anni Venti all'insegna di una ritrovata pienezza e armonia delle forme. A loro volta Matisse e Bonnard recuperano una vena naturalistica nei nudi sensuali bagnati di luce e negli interni e giardini saturi di colore, che sono una vera e propria festa per gli occhi. E sempre a Parigi, dove si trasferì nel 1919, l'olandese Mondrian crea le sue rivoluzionarie composizioni neoplastiche a griglie di colori puri, ispirate ad un principio di ordine universale.
La Parigi degli anni Venti fu anche il palcoscenico di alcune tra le più imprevedibili e radicali provocazioni artistiche del Novecento. Le convenzioni morali e culturali della società borghese sono il bersaglio delle creazioni dadaiste di Picabia, Duchamp, Arp e Man Ray, con il loro spirito ironico, ribelle e iconoclasta. Il sogno di un mondo migliore e, ad un tempo, la premonizione di nuovi scenari di guerra s'incarnano invece nelle tele e nelle sculture surrealiste di Ernst, Miró, Masson, Magritte, Tanguy, Giacometti e Dalí, dense di immagini oniriche e perturbanti come finestre affacciate sul meraviglioso, che invitano a vincere ogni inibizione e a risvegliare il desiderio e l'immaginazione.

clip_image001PIERRE-AUGUSTE RENOIR, La fonte, 1906
Olio su tela, cm 92 x 73
Zurigo, Fondazione Collezione E.G. Bührle

clip_image002AMEDEO MODIGLIANI, Ragazzo con i pantaloni corti, c. 1918
Olio su tela, cm 99,7 x 64,8
Dallas Museum of Art.
Dono della Leland Fikes Foundation Inc.

clip_image003MARC CHAGALL ®, Il gallo, 1928
Olio su tela, cm 81 x 65,5
Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
© by SIAE 2011

clip_image004HENRI MATISSE, Nudo disteso II, 1927
Bronzo, cm 28,6 x 50,2 x 15,2
Minneapolis Institute of Arts. Dono della Dayton Hudson Corporation
© Succession H. Matisse, by SIAE 2011

clip_image005PIERRE BONNARD, Nudo su sfondo giallo, c. 1924
Olio su tela, cm 57,2 x 49,2
Dallas Museum of Art. Dono della Meadows Foundation Incorporated
© by SIAE 2011

clip_image006JUAN GRIS, Arlecchino seduto, 1920
Olio su tela, cm 100,3 x 71,1
Los Angeles County Museum of Art, David E. bright Bequest

clip_image007FERNAND LÉGER, Natura morta, 1924
Olio su tela, cm 92 x 60
Riehen/Basilea, Fondation Beyeler
© by SIAE 2011

clip_image008GEORGES BRAQUE, Il tavolino rotondo, 1928
Olio su tela, cm 180 x 73
Copenaghen,
Statens Museum for Kunst © by SIAE 2011

clip_image009MIKHAIL LARIONOV, Costume per un soldato del balletto
Chout, 1921
Stoccolma, Dansmuseet, Musée Rolf de Maré
© by SIAE 2011

clip_image010ROBERT DELAUNAY, La Tour Eiffel, 1924-26
Olio su tela, cm 160,6 x 120
Washington, Hirshhorn Museum and Sculpture Garde,
Smithsonian Institution.
Dono della Joseph H. Hirshhorn Foundation 1972
© L & M Services B.V. The Hague 20110704 – SIAE

clip_image011ILSE BING, Champ de Mars, veduta dalle scale della Tour Eiffel, 1931
Stampa su gelatina al bromuro d'argento, 40 x 50
Parigi, Musée Carnavalet, Histoire de Paris
© The Estate of Ilse Bing

clip_image012PABLO PICASSO, Maternità, 1921
Olio su tela, cm 65,5 x 46,5
Collezione privata
© Succession Picasso, by SIAE 2011

clip_image013ANDRÉ DERAIN, Arlecchino, 1923
Olio su tela, cm 92 x 73
Copenaghen, Statens Museum for Kunst © by SIAE 2011

clip_image014MARCEL DUCHAMP, Fresh widow, 1920-64
Semi ready made, cm 27,5 x 45
Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea.
Su concessione del Ministero per i Beni e
le Attività Culturali
© Succession Duchamp, by SIAE 2011

clip_image015JEAN ARP, The Eggboard, 1922
Legno dipinto, cm 76,2 x 96, 5
Collezione privata © by SIAE 2011

clip_image016MAX ERNST, Il bacio, 1927
Olio su tela, cm 129 x 161,2
Venezia, Collezione Peggy Guggenheim,
Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York © by SIAE 2011

clip_image017RENÉ MAGRITTE, Le sens propre IV, 1929
Olio su tela, cm 73 x 54
Robert Rauschenberg Foundation Collection © by SIAE 2011

clip_image018SALVADOR DALÍ, L'eco del vuoto, c. 1935
Olio su tela, cm 73 x 92
Collezione privata
© Gala-Salvador Dalí Foundation, by SIAE 2011

>>>

sabato 6 giugno 2009

GRAND TOUR RAVENNATE

Sta per chiudersi una mostra da vedere.
Il Grand Tour era tappa obbligata per artisti, studiosi e letterati del Settecento e dell’Ottocento.

Jules Pierre Van Biesbroeck, Danse sous la tente au désert, 1900 ca., Musée d'Art moderne et d'Art contemporain de Liege

Si trattava di un viaggio, fatto in genere dopo aver accumulato un po’ di fortuna o perché sostenuto da un mecenate, che aveva guardato al giovane artista con occhio “affaristico” scorgendovi barlumi di possibile successo. E così divenne gran moda toccare diversi Paesi in Europa: gli anglosassoni muovevano soprattutto alla volta dello Stivale, mentre italiani e francesi se ne andavano al nord. Nel corso dell’Ottocento nasce il viaggio inteso dagli artisti come scoperta di nuovi orizzonti, paesi, popolazioni e culture sconosciute. Nasce, insomma, il viaggio “romantico”, tanto intriso di sapor d’avventura e filantropia. L’esempio di Delacroix in Marocco è lungimirante, ma è con Gauguin, sul finire del XIX secolo, che lo sguardo dell’artista europeo si affina fino a diventare creativo ed estetico: la vita e l’arte di popoli lontani, i paesaggi, i corpi, i colori di paesi esotici e primitivi lasciano un segno profondo nell’arte europea. Percezioni di nuovi mondi prendono forma in lapis e pennelli e diventano tela.

Stefano Ussi - Ricevimento dell'ambasciata d'Italia nel Marocco, 1879

Ippolito Caffi - Egitto - Karnak a Tebe, 1844

Alberto Pasini - Carovana in Persia, 1887

Roberto Guastalla, Donna negra seduta che fuma, 1887

Oskar Kokoschka - Exodus, 1928

Emilie Boivin - Vue de Biskra (II), 1890 ca.



Emilie Boivin - Vue de Biskra (I), 1890 ca.

Il progetto di mostra, dedicato all’artista viaggiatore e promosso dal Comune di Ravenna, vuole presentare i percorsi di alcuni dei più significativi pittori che hanno viaggiato e vissuto fuori dall’Europa, ma anche come i quattro continenti extraeuropei (Asia, Africa, Americhe e Oceania) furono visti dagli artisti occidentali, tra l’orientalismo ottocentesco di Alberto Pasini e le avanguardie che hanno rielaborato in nuovi termini stilistici le suggestioni esotiche. La mostra vuole ripercorrere le singole esperienze biografiche e creative, come il viaggio a Tunisi compiuto nel 1905 da Kandinsky e Gabriele Münter e nel 1914 da Klee, Macke e Moilliet.

Paul Gauguin - Donna tahitiana, 1898



Paul Gauguin - Donna tahitiana con cane, 1894-99

Galileo Chini - Danzatrice davanti allo specchio, 1914



Jean Dubuffet - Arabe au palmier, 1948

Mark Tobey - Central, 1949



Henri Matisse - Il lanciatore di coltelli

Emil Nolde - Kopf eines Südseeinsulaners (Testa di un abitante dei mari del Sud), 1914



Alighiero Boetti - Segno e disegno

I luoghi diventano i veri protagonisti del progetto: la Tahiti di Gauguin e Matisse, il Siam di Chini, la Nuova Guinea di Nolde e Pechstein.La mostra, curata da Pietro Bellasi, Claudio Spadoni e Tulliola Sparagni, è corredata da fotografie e documenti etnografici dei luoghi rappresentati, nonché da reportage storici. Il percorso artistico sviluppa invece i risultati del realismo ottocentesco fino al post-impressionismo, per poi passare alla prima metà del XX secolo con l’espressionismo, il surrealismo, l’astrazione degli anni Cinquanta, fino ai contemporanei Boetti, Mondino e Ontani.
Info: Museo d’Arte della Città di Ravenna
"L'artista viaggiatore. Da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani"
Via di Roma, 13 Ravenna
Tel. 39 0544 482477
>>>

ShareThis

post<li>
Related Posts with Thumbnails