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giovedì 17 settembre 2009

COLLEZIONE RICCARDO MOLO

Da Fattori a Previati: una Raccolta Ritrovata emerge, dopo essere rimasta celata per ben 75 anni, la spettacolare collezione d’arte di Riccardo Molo, uomo d’affari di origine ticinese, attivo a cavallo tra Ottocento e Novecento tra Ticino, Berlino, Rio de la Plata, in Argentina, e soprattutto in Italia. E assolutamente italiana è la grande raccolta d’arte che Riccardo Molo riuscì a mettere insieme: Previati, Mosè Bianchi, Segantini, Delleani, Cabianca, Pasini, Fattori, Delbono… in un progetto, tipico dei quegli anni, di raccolta dei vertici di ogni singola “scuola regionale”.


Alberto Pasini, Cairo – Porta di un bazar, Olio su tela

Il fior fiore di questa collezione, sino ad oggi occultata, viene esposto alla Pinacoteca cantonale Giovanni Züst di Rancate nella mostra “Da Fattori a Previati: una raccolta ritrovata”.In ricordo della permanenza di Riccardo Molo in terra ligure, dove avevano sede alcune delle sue attività, l’esposizione sarà poi riproposta (dal 6 marzo al 6 giugno 2010) alla Galleria d’arte Moderna di Genova dove le opere raccolte dal Molo saranno messe a confronto con quelle della Collezione Wolfson, patrimonio del museo ligure.

Mosè Bianchi , Donna con calice – Cleopatra (?), olio su tela

La passione di Molo per la pittura dell’Ottocento italiano era espressione della generale riscoperta che negli anni Venti si avviò sui Macchiaioli e, in generale, sulla pittura del secolo precedente. Pittura che era disponibile sul mercato a causa della dispersione post bellica di molte collezioni private. Riccardo Molo effettuò numerosi tra i suoi acquisti d’arte a Milano, innanzitutto presso la Galleria Pesaro tra il 1926 e il 1928 in occasione delle due vendite all’asta della importante raccolta formata dall’industriale Giuseppe Chierichetti, contraddistinta dalla presenza al suo interno di artisti di spicco del secondo Ottocento italiano, con un approfondimento non scontato e proiettato “in avanti” nei confronti del Liberty e del Secessionismo e addirittura del Novecento italiano. Anche le frequenti e incalzanti vendite indette dalla Galleria Geri videro la presenza di Riccardo Molo tra i compratori.

Niccolò Cannicci , Bimbi al mare, olio su cartone

In ottemperanza al già citato influsso culturale del suo tempo, l’imprenditore ticinese scelse di conferire alla propria raccolta una fisionomia “nazionale”, ripartita attraverso lo schema storiografico e critico delle scuole regionalistiche. Con attento equilibrio cercò pertanto di assicurarsi dipinti di artisti lombardi (Mosè Bianchi, Pietro Bouvier, Gaetano Previati, Giovanni Segantini), piemontesi (Lorenzo Delleani), veneti (Vincenzo Cabianca, Antonio Fragiacomo, Marius Pictor), emiliani (Giovanni Muzioli, Alberto Pasini), toscani (Tito Conti, Giovanni Fattori, Ruggero Panerai), napoletani (Edoardo Dalbono) estendendosi anche alla Francia, sia pur limitatamente al settore della grafica.

Tito Conti , Nello studio del pittore 1867, Olio su tavola

Approfittando dell’immissione sul mercato di un ingente numero di opere di Gaetano Previati seguito alla morte di Alberto Grubicy e alla liquidazione della sua celebre galleria d’arte, Molo acquistò anche alcuni importanti dipinti del maestro divisionista, tra cui una versione preliminare di Maternità (1891), opera cardine nel percorso dell’artista.Il collezionista stabilì inoltre una sorta di rapporto mecenatistico con Guido Gonzato, giovane pittore originario di Verona trasferitosi nel Canton Ticino: ne acquistò infatti un nucleo scelto di tele e, forse su sua indicazione, aggiunse alla raccolta una grande tela d’impronta casoratiana di Vincenzo De Stefani, noto caposcuola veronese.

Vincenzo Cabianca , La lezione di recitazione, 1867 Olio su tavola

Dopo la scomparsa di Riccardo Molo, avvenuta nel 1934, i dipinti appartenenti alla collezione non sono più stati oggetto di studio e conoscenza pubblica fino ad oggi. Oltre alle quattro opere di Previati, tra le più importanti spiccano Donna con calice di Bianchi, La lezione di recitazione di Cabianca, la coppia di Teste di Delleani, La diligenza a Sesto di Fattori, L’abbeveratoio di Fragiacomo, La casa di Satana di Marius Pictor, Cairo – Porta di un bazar di Pasini. Si tratta di opere fin qui considerate disperse, quando non sconosciute del tutto, che contribuiscono a completare il catalogo dei rispettivi artisti e ad approfondire la conoscenza della pittura dell’Ottocento e le vicende del suo collezionismo tra il Ticino e l’Italia.
La rassegna, curata da Sergio Rebora con la collaborazione di Paolo Plebani, presenta una selezione di circa cinquanta dipinti e sculture appartenenti alla collezione, identificati con l’intento di offrire una campionatura esemplare della fisionomia della raccolta e del gusto di Riccardo Molo sullo sfondo del fenomeno generale del collezionismo del tempo. Sono state privilegiate pertanto le opere maggiormente significative, attuando nel contempo due approfondimenti che rispecchiano altrettanti aspetti rilevanti nella raccolta.La presenza di un piccolo nucleo di dipinti di Previati è stata infatti rafforzata accostandone altri, di provenienza diversa, in grado di ampliare lo spettro della conoscenza dell’artista, come nel caso di Maternità, di cui si intende, come in un dossier, ricostruire l’iter esecutivo attraverso la versione della Galleria d’Arte Moderna di Milano e la tela finale della Banca Popolare di Novara. A Gonzato è stato invece riservato maggiore spazio, giustificato dall’affondo monografico già attuato da Riccardo Molo nella costituzione della raccolta.Il catalogo illustrato, che accompagna la rassegna e che comprende testi dei curatori e ampie schede delle opere esposte, è edito da Silvana Editoriale.
Da Fattori a Previati: una Raccolta Ritrovata

Inaugurazione: sabato 19 settembre, ore 17.00

Periodo: 20 settembre 2009 - 10 gennaio 2010

Pinacoteca cantonale Giovanni Züst

CH-6862 Rancate (Mendrisio)

Canton Ticino, Svizzeratel 0041( 0) 91 646 45 65

fax 0041 (0) 91 646 30 20

Orari: 9-12 / 14-17, domeniche durante la mostra 10-12 / 14-18; chiuso: lunedì (tranne i festivi); 24-25-31/12; 1/01
Ingresso:Intero: Fr. 8.-/ € 6; Ridotto (pensionati, studenti, gruppi): Fr.6.-/ € 4,50.
Attività didattica e ingresso gratuiti per le scuole del Canton Ticino
Catalogo Silvana Editoriale
Ufficio Stampa:Studio ESSECI – Sergio Campagnolo tel. 049.663499 info@studioesseci.net
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sabato 6 giugno 2009

GRAND TOUR RAVENNATE

Sta per chiudersi una mostra da vedere.
Il Grand Tour era tappa obbligata per artisti, studiosi e letterati del Settecento e dell’Ottocento.

Jules Pierre Van Biesbroeck, Danse sous la tente au désert, 1900 ca., Musée d'Art moderne et d'Art contemporain de Liege

Si trattava di un viaggio, fatto in genere dopo aver accumulato un po’ di fortuna o perché sostenuto da un mecenate, che aveva guardato al giovane artista con occhio “affaristico” scorgendovi barlumi di possibile successo. E così divenne gran moda toccare diversi Paesi in Europa: gli anglosassoni muovevano soprattutto alla volta dello Stivale, mentre italiani e francesi se ne andavano al nord. Nel corso dell’Ottocento nasce il viaggio inteso dagli artisti come scoperta di nuovi orizzonti, paesi, popolazioni e culture sconosciute. Nasce, insomma, il viaggio “romantico”, tanto intriso di sapor d’avventura e filantropia. L’esempio di Delacroix in Marocco è lungimirante, ma è con Gauguin, sul finire del XIX secolo, che lo sguardo dell’artista europeo si affina fino a diventare creativo ed estetico: la vita e l’arte di popoli lontani, i paesaggi, i corpi, i colori di paesi esotici e primitivi lasciano un segno profondo nell’arte europea. Percezioni di nuovi mondi prendono forma in lapis e pennelli e diventano tela.

Stefano Ussi - Ricevimento dell'ambasciata d'Italia nel Marocco, 1879

Ippolito Caffi - Egitto - Karnak a Tebe, 1844

Alberto Pasini - Carovana in Persia, 1887

Roberto Guastalla, Donna negra seduta che fuma, 1887

Oskar Kokoschka - Exodus, 1928

Emilie Boivin - Vue de Biskra (II), 1890 ca.



Emilie Boivin - Vue de Biskra (I), 1890 ca.

Il progetto di mostra, dedicato all’artista viaggiatore e promosso dal Comune di Ravenna, vuole presentare i percorsi di alcuni dei più significativi pittori che hanno viaggiato e vissuto fuori dall’Europa, ma anche come i quattro continenti extraeuropei (Asia, Africa, Americhe e Oceania) furono visti dagli artisti occidentali, tra l’orientalismo ottocentesco di Alberto Pasini e le avanguardie che hanno rielaborato in nuovi termini stilistici le suggestioni esotiche. La mostra vuole ripercorrere le singole esperienze biografiche e creative, come il viaggio a Tunisi compiuto nel 1905 da Kandinsky e Gabriele Münter e nel 1914 da Klee, Macke e Moilliet.

Paul Gauguin - Donna tahitiana, 1898



Paul Gauguin - Donna tahitiana con cane, 1894-99

Galileo Chini - Danzatrice davanti allo specchio, 1914



Jean Dubuffet - Arabe au palmier, 1948

Mark Tobey - Central, 1949



Henri Matisse - Il lanciatore di coltelli

Emil Nolde - Kopf eines Südseeinsulaners (Testa di un abitante dei mari del Sud), 1914



Alighiero Boetti - Segno e disegno

I luoghi diventano i veri protagonisti del progetto: la Tahiti di Gauguin e Matisse, il Siam di Chini, la Nuova Guinea di Nolde e Pechstein.La mostra, curata da Pietro Bellasi, Claudio Spadoni e Tulliola Sparagni, è corredata da fotografie e documenti etnografici dei luoghi rappresentati, nonché da reportage storici. Il percorso artistico sviluppa invece i risultati del realismo ottocentesco fino al post-impressionismo, per poi passare alla prima metà del XX secolo con l’espressionismo, il surrealismo, l’astrazione degli anni Cinquanta, fino ai contemporanei Boetti, Mondino e Ontani.
Info: Museo d’Arte della Città di Ravenna
"L'artista viaggiatore. Da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani"
Via di Roma, 13 Ravenna
Tel. 39 0544 482477
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