Visualizzazione post con etichetta oscar niemeyer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta oscar niemeyer. Mostra tutti i post

sabato 25 febbraio 2012

LA CONSTRUCTION DE BRASILIA PAR MARCEL GAUTHEROT

clip_image002
Il fotografo francese Marcel Gautherot realizzato queste immagini in bianco e nero della costruzione della nuova città di Brasilia, progettata dall’architetto Oscar Niemeyer, in sostituzione di Rio de Janeiro come capitale del Brasile negli anni cinquanta.
clip_image004
clip_image006
clip_image008
clip_image010
clip_image012
clip_image014
clip_image016
clip_image018
clip_image020
clip_image022
clip_image024
clip_image026
clip_image028

Fonte
tumblr.com
>>>

mercoledì 21 aprile 2010

BRASILIA COMPIE CINQUANT’ANNI

Due milioni e mezzo di abitanti, quindici miliardi di euro di costo, disegnata come un aeroplano, fu pensata in pieno boom della cultura dei motori ed è la prima metropoli costruita intorno alle automobili. E oggi le sue strade diventeranno un carnevale

clip_image001

Compie mezzo secolo, ma, come recita lo slogan ufficiale delle celebrazioni, «è la cinquantenne più affascinante del Brasile». È Brasilia, la capitale inaugurata ufficialmente il 21 aprile 1961, un miracolo compiuto, in soli 41 mesi, negli ampi spazi del Planalto Central.

clip_image002

Una scommessa politica e urbanistica che oggi si può dire vinta e che mercoledì 21 verrà celebrata con una festa spettacolare che durerà l'intera giornata. Il rischio era quello di creare una spettrale cittadella di ministeri lontano dai centri della vita sociale e culturale del Brasile: invece, oggi Brasilia è una metropoli popolosa (2,5 milioni di abitanti, la quarta città del Brasile) ma perfettamente vivibile, con un proprio carattere, diverso da tutte le altre capitali del continente.
 clip_image004 
L'idea di una nuova capitale nel cuore del Brasile - per sostituire Rio de Janeiro, che dal 1763 ricopriva questo ruolo - si ritrova già nell'articolo 3 della Costituzione del 1891 ma è solo nel 1956 che la decisione definitiva fu adottata, all'interno del «Piano di Sviluppo Nazionale» che aveva come slogan «Cinquant'anni di progresso in cinque». Da allora, fu tutta una corsa contro il tempo, per dare forma ai progetti dell'urbanista Lucio Costa e dell'architetto Oscar Niemeyer.
clip_image005

Il primo aveva pensato la nuova capitale come una struttura a forma di aeroplano, vincendo la gara internazionale indetta per la nuova capitale: il secondo a tamburo battente disegnò i modernissimi edifici che fanno di Brasilia un museo a cielo aperto dell'architettura contemporanea, riconoscimento sancito dall'Unesco che nel 1987 lo ha definito un Patrimonio dell'Umanita».

clip_image006
 
Costata l'equivalente di 15 miliardi di euro, la realizzazione di Brasilia vide giungere migliaia di lavoratori provenienti da ogni angolo del paese (i cosiddetti «Candangos»). Nel giro di pochi anni vide sorgere uno dopo l'altro nella Esplanada dos Ministèrios edifici monumentali e particolarissimi come il Palàcio da Alvorada, residenza del presidente, i ministeri, i palazzi governativi, il Senato e la Camera dei Deputati e la futuristica Catedral de Nossa Senhora Aparecida, completata in realtà solo nel 1970.

clip_image007
 
Ma il terzo protagonista della storia, breve e intensa, di Brasìlia è Juscelino Kubitschek de Oliveira, presidente dal 1956 al 1961 e promotore del piano di sviluppo quinquennale. JK - come tutti ancora lo ricordano - fece appello al patriottismo dei brasiliani, trasformando un sogno antico in realtà ed entrando nel pantheon degli eroi nazionali con il «Memoriale JK», che ne ospita le spoglie e ne ricorda l'attività.

clip_image008
 
Il progetto urbanistico, cosiddetto Plano Piloto, vede la dislocazione ben organizzata delle diverse realtà cittadine: sono infatti ben distinte le aree amministrative, quelle residenziali, quelle commerciali, quelle banchiere e quelle ospedaliere. La fusoliera dell'aeroplano contiene i palazzi dell'amministrazione pubblica mentre le altre strutture sono dislocate lungo le alì - chiamate appunto Ala Nord e Ala Sud.
Ma la ripartizione aeronautica va oltre: la più grande struttura di Brasilia, la Torre della Televisione, è posta in «business class», mentre la «cabina di pilotaggio» e la prima classe ospitano i 19 palazzi governativi che conducono alle torri gemelle del parlamento. Da qui si dispiega la Praça dos Très Poderes, la piazza dei Tre poteri, quello legislativo, giudiziario ed esecutivo.
 clip_image009

Pensata in pieno boom della cultura dei motori, Brasilia è la prima metropoli costruita intorno alle automobili: gli enormi viali e i grandi spazi vuoti fra un edificio e l'altro, infatti, scoraggiano la circolazione pedonale (e anche molti turisti). Non a caso fino a pochi anni fa Brasilia si distingueva per l'assenza di semafori (le immense rotonde bastavano a gestire il traffico) e di una metropolitana: oggi la capitale ha entrambi, ma il suo carattere modernista non ne è stato intaccato.
Per i suoi primi 50 annì (un lasso minimo nella storia di altre metropoli), Brasilia si è comunque concessa un vasto progetti di ristrutturazione, dalla Cattedrale Metropolitana alla Torre della Televisione, fino alla riqualificazione del Lago Paranoà. Ma l'attenzione è alla grande festa che il 21 aprile si dispiegherà lungo le grandi arterie di un sogno che poteva diventare un incubo urbanistico e invece ha preso la forma di una città.
Fonte
>>>

sabato 11 luglio 2009

IL NONNO DELL'ARCHITETTURA

L'ultimo dei moderni quest'anno farà centodue anni, ma ogni mattina alle nove si tuffa nel suo mondo fatto di matite e ci resta fino alle nove di sera, tracciando segni, coordinate, fantasie. Ha qualche problema solo con la vista, ma i medici non gli piacciono, non li vuole intorno, gli tolgono la concentrazione. Vive a Rio, affacciato sulla spiaggia di Copacabana. Fuma sigari, cubani, piccoli. La volontà però non è mai invecchiata. Progetta ancora il futuro lui che aveva vent'anni, quando Lindbergh attraversò l'Atlantico in solitaria, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti salivano sul patibolo, e a Marktl am Inn nasceva Joseph Alois Ratzinger, futuro papa Benedetto XVI.

att_jpg

Oscar Niemeyer ha progettato più di cinquecento edifici sparsi in tutto il mondo, compresi, tanto per dirne qualcuno, la sede della Nazioni Unite di New York, il palazzo Mondadori di Segrate, la torre della Défence a Parigi, lo stadio Maracanà di Rio de Janeiro. Ma è diventato famoso per aver progettato una capitale intera, Brasilia, che doveva diventare la città più bella del mondo e che oggi più che altro è il centro di centinaia di sette religiose. Una città messa al mondo su un altopiano desertico nello Stato di Goias: misero insieme un cantiere gigantesco, migliaia e migliaia di operai, in meno di tre anni presentarono al mondo la realizzazione di un sogno: «Ho sempre cercato di fare un'architettura diversa. Brasilia può piacere o no, ma non somiglia a nulla di già visto».
Un'operazione costata più di due miliardi di dollari, per dirigere la quale l'«engenheiro arquiteto», così giurano, percepì lo stipendio di un normale impiegato. Oggi i conti li fa solo col presente, non ha tempo e voglia di rassegnarsi: «I bilanci non sono importanti. L'importante è uscirne come una persona che sa che la vita è un minuto, niente di importante». Dice di pensarla come Schopenauer: «Tutta la vita è espressiva: vedere, ridere piangere... ».

auditorium_aprile1

311_1

b_311_2

b_311_3

Uno dei suoi ultimi contributi è stato per un'opera italiana rimasta ferma per quasi nove anni bloccata dalla burocrazia e dalle polemiche: l'auditorium di Ravello, sulla costiera amalfitana, un gioiellino disegnato su trentasette tavole, che dovrebbe essere inaugurato il prossimo 25 settembre, alla fine del festival di Ravello, forse con un concerto di Riccardo Muti. Vicenza poi gli ha appena dedicato una mostra, Gucci si è ispirato a lui per la sua ultima collezione fatta di uomini candidi, Philippe Daverio è andato a intervistarlo per la Rai nel suo studio di Rio de Janeiro con la troupe di Passepartout «e l'ho trovato più lucido di me...». Qualche caduta di stile ce l'ha anche lui che ha fatto dello stile la sua vita: è uno dei cinquecento intellettuali brasiliani che ha firmato l'appello contro l'estradizione dell'ex terrorista Cesare Battisti. E anche le ultime sue opere sono finite all'indice. Come il progetto di un obelisco per Brasilia, bocciato dal sindaco perché definito senza mezzi termini «inutile», o la Biblioteca Nazionale progettata così piena di luce da disintegrare i libri che qui possono essere conservati solo in forma elettronica.
Ma lui ha già altro per la testa, altre idee, altri progetti. Disegnare non gli basta. A più un secolo di età vuole ancora lasciare un segno nel futuro. Purché non sia solo una firma sotto un appello.
>>>

martedì 24 marzo 2009

LA PRIMA OPERA DI NIEMEYER IN UNA ‘FAVELA’


Dall’alto del Morro do Palácio, una ‘favela’ della zona sud di Niteroi (Stato di Rio de Janeiro), una costruzione dalle linee sinuose con un’ampia facciata a vetri si staglia tra le centinaia di baracche in cui sopravvivono 4000 persone. E’ il ‘Módulo de Ação Comunitária’, già ribattezzato ‘Maquinho’, la prima opera dell’architetto ultracentenario Oscar Niemeyer realizzata in una ‘favela’, tra le più violente della regione. Progettato gratuitamente per il comune da Niemeyer, 101 anni compiuti lo scorso dicembre, il ‘Maquinho’ ospiterà laboratori artistici, una sala informatica e una biblioteca: per attrarre i giovani della comunità si organizzeranno corsi di pittura, danza e graffiti. Il nuovo edificio sorge di fronte al Museo di arte contemporanea (Mac), situato su una roccia che si affaccia sulla baia di Guanabara, altra opera di Niemeyer, inaugurata nel 1996, divenuta il simbolo di Niteroi
>>>

ShareThis

post<li>
Related Posts with Thumbnails