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venerdì 27 gennaio 2012

LA SATIRA POLITICA E SOCIALE DI JAMES GILLRAY

James Gillray (o anche Gilray) (Chelsea, 13 agosto 1757 – Londra, 1º giugno 1815) è stato un disegnatore inglese.
Egli fu caricaturista, stampatore ed incisore famoso per le sue acqueforti con soggetti di satira politica e sociale, pubblicate soprattutto tra il 1792 e il 1810… seguito

clip_image002Great Stream from a Petty Fountain, 1797

clip_image002[6]The
French Invasion, James Gillray 1793

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Louis XVI taking leave of his Wife and Family, 1793

clip_image002[8]Titianus Redivivius, 1806 Mary Provis's Venetian Secret

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A Family of Sans-Culottes refreshing after the Fatigues of the Day 1792


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Tiddy-Doll, il grande panettiere francese, tira fuori un'altra infornata di re, mentre il suo aiutante Talley fa l'impasto (1806)



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Very Slippy Weather (Tempi molto scivolosi), 1808

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Charles James Fox in revolutionary dress flogs William Pitt as the streets run with blood 
and figures (Canning and Jenkinson) hang from the street lamps. 

(Published 20th October 1796)


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MONSTROUS CRAWS, at a New Coalition Feast (Il Re, la Regina ed il Principe di Galles siedono attorno ad una scodella piena di ghinee e se le versano in bocca con il mestolo. - Incisione all'acquatinta di James Gillray del 29 maggio 1787)



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A Voluptuary under the Horrors of Digestion (Un epicureo negli orrori della digestione)



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Temperance Enjoying a Frugal Meal (La temperanza si gode un pasto frugale)



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The Cow-Pock—or—the Wonderful Effects of the New Inoculation! (La pustola della mucca - ovvero - I meravigliosi effetti della nuova vaccinazione). Stampa del 1802



clip_image007La gotta

clip_image008[4]DOUBLÛRES of Characters; – or – striking Resemblances in Phisiognomy. – "If you would know Mens Hearts, look in their Faces" (Controfigure; - ovvero - Impressionanti rassomiglianze fisionomiche - "Se volete leggere nel cuore degli uomini, guardateli in faccia"), 1º novembre 1798

clip_image009LIGHT expelling DARKNESS, – Evaporation of Stygian Exhalations, – or – The SUN of the CONSTITUTION, rising superior to the Clouds of OPPOSITION. (La luce caccia le tenebre - Evaporazione delle esalazioni dello Stige- ovvero - Il Sole della Costituzione si eleva sopra le nuvole dell'Opposizione)

clip_image010[4]clip_image011clip_image012[4]clip_image013[4]clip_image014
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"BEGGING no ROBBERY; i.e. Voluntary Contribution; or John Bull escaping a Forced Loan" (1796)


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"'The FRIEND of the PEOPLE', and his Petty-New-Tax-Gatherer, paying John Bull a visit" (May 28, 1806)


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"More PIGS than TEATS, or the new Litter of hungry Grunters sucking John Bull's old Sow to death" (March 5, 1806)



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"A Great Stream from a Petty-Fountain; or John Bull swamped in the Flood of new-Taxes; Cormorants Fishing the Stream" (May 9, 1806)


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"Broad-Bottom Drones storming the Hive, Wasps, Hornets & Bumble Bees joining the Attack" (May 2, 1808)



clip_image002[10]The Hopes of the Party, prior to July 14th by James Gillray

clip_image004[4]James Gillray, Integrity Retiring From Office! (1801)

clip_image005[4]clip_image006[4]The Republican Attack by James Gillray (1795).

clip_image008[6]"The Plum Pudding in Danger" oil on Canvas.
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venerdì 9 settembre 2011

UOMO BIANCO-DONNA NERA DURANTE IL COLONIALISMO ITALIANO

ENRICO DE SETA

Nasce a Catania (Italia) il 17 febbraio 1908. Dalla città siciliana, dove il padre si trovava per motivi professionali, la famiglia si trasferisce presto a Roma. A 15 anni pubblica il suo primo disegno sul Serenissimo, una testata umoristica ispirata alla tedesca Simplicissimus.
Collabora poi con diverse altre testate (una quarantina in tutta la sua carriera), tra le quali l'antifascista Sancio Pancia, Gente nostra, Il tifone.
Nel 1930 è al Travaso.
Nel 1937 inventa e dirige il giornale a fumetti Argentovivo! e dal 1938 collabora con il Marc'Aurelio, dove crea il leggendario Mago Bacù.
Collabora con il Guerin Meschino.
Per Il Balilla dà vita ad alcuni dei suoi personaggi migliori, come Re Giorgetto d'Inghilterra e Ciurcillone, che per il giornale dovrebbero essere di propaganda contro gli Alleati ma che sono talmente simpatici da sortire l'effetto contrario (al punto che la loro pubblicazione sarà interrotta).
Nel 1944 collabora con il settimanale satirico Pettirosso, supplemento dell'Avanti!, e nel 1947 crea l'effimero Belzebù! con Vittorio Metz.
Sono particolarmente conosciuti e apprezzati i suoi cartelloni cinematografici, e nel dopoguerra si dedica soprattutto a questa attività.
Vi propongo alcune sue “cartoline” della Guerra d’Africa intrapresa col miraggio della costituzione dell”IMPERO”(!?!?!?)

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"La donna nera diventa il simbolo dell’Africa…e il rapporto uomo bianco-donna nera è simbolico del rapporto nazione imperialista-colonia: l’uomo è colui che dà la sua virilità fecondatrice e vivificante, la donna è colei che riceve da ciò un arricchimento nella realizzazione di sé come completamento dell’espandersi dell’io maschile."
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domenica 24 aprile 2011

BUONA PASQUA?

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giovedì 2 settembre 2010

LA FINE DEL MONDO

Forte dei Marmi - Forte di Leopoldo I
fino al 26 Settembre 2010
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Mostra cura di
Cinzia Bibolotti e Franco A. Calotti

NON CE LA VOGLIAMO PERDERE!

Quello che il bruco chiama fine del mondo,
il resto del mondo chiama farfalla.
Lao Tzu, Tao Te Ching, V sec. a.e.c.

Anche noi come Ligabue non ce la vorremmo proprio perdere questa fine del mondo. Al punto che per evitare sorprese — e in questo campo chissà quante ce ne potranno essere! — abbiamo anticipato di un anno e mezzo l’Evento, giusto per avere la libertà di riderci sopra con i nostri amici disegnatori.

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ACHILLE SUPERBI

Approssimandosi il 21/12/2012 non è detto che ci resterà ancora voglia di farlo.
In fondo ridere per esorcizzare la paura è un vecchio espediente: sarà per questo che ridiamo ormai un po’ di tutto: della politica e dei politicanti per esorcizzarne gli effetti, della nostra società per attenuarne l’insopportabilità, di noi stessi per stemperare le spigolosità.
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CHIOSTRI

“Potrei suicidarmi, ma mi perderei la fine del mondo.”, proclama in senso esistenziale il grande Altan, ma c’è anche chi con grande pragmatismo e senso imprenditoriale figlio dei nostri tempi, non si scoraggia: “Dopo la fine del mondo ci sarà da ricostruire.” – fa dire al suo veggente Lido Contenori – “Vedo tante grandi opere e miliardi di tangenti.”. Soddisfazioni non da poco. Come quelle più minute e familiari del personaggio di Lubrano che facendo il classico gesto dell’ombrello dice soddisfatto: “…almeno vent’anni di mutuo in meno da pagare! …tiè!”. O come il precario di Mauro Biani che facendo di necessità virtù esulta: “Yuppi. Finalmente stabile fino alla fine.”
Jean de La Bruyère, critico francese che visse nella seconda metà del Seicento, un tipo tosto dalle idee chiare e taglienti — sua è la memorabile affermazione “Coloro che, senza conoscerci abbastanza, pensano male di noi, non ci fanno torto; non attaccano noi, ma il fantasma creato dalla loro immaginazione.” — era altrettanto categorico anche a riguardo della fine del mondo: Bisogna ridere prima di essere felici, per paura di morire senza aver riso.”.


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ATHOS

E così hanno fatto per noi e con noi cinque grandi disegnatori internazionali come

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Andrzej Krauze,
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Adam Korpak,
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Jens Hage,
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Yuriy Kosobhukin e
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Serghey Tunin,

e più di cinquanta noti disegnatori italiani, da

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Altan a
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Biani, da Maramotti a
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Scalia, da
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Pillinini a
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Zurum, da
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Allegra a
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De Angelis e a tutti gli altri non certo meno importanti, fino a
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Max Greggio che di questa mostra è stato l’ispiratore. Tutti ampiamente rassicurati dal fatto che è ormai decaduta da tempo la legge di Federico II “Contra jogulatores obloquentes”, che com’è noto, permetteva a chiunque, anche senza ragione, di bastonare i giullari!

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Concludiamo con un’avvertenza: chi è ottimista sull’Apocalisse planetaria di fine 2012, sappia, comunque, che potrebbe avere ragione Maramotti: “Ma il mondo non doveva finire nel 2012?” chiede un angioletto al Padreterno. “Ci abbiamo provato — conclude l’Onnipotente — … poi Berlusconi doveva finire la legislatura!”
Cinzia Bibolotti
Franco A.Calotti

Che or'è, scusa ma che or'è
che non lo voglio perdere
l'ultimo spettacolo.
Fine del mondo in Mondovisione.
Diretta da S. Pietro per l'occasione
La borsa sale, i maroni no
Luciano Ligabue

clip_image024FUSI

ORARIO DI APERTURA:
La mostra resta aperta
tutti i giorni dalle 17 alle 20 e dalle 21 alle 24.
Lunedì chiuso.

http://www.museosatira.it/finedelmondo/credits.html
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