Visualizzazione post con etichetta manicomio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta manicomio. Mostra tutti i post

lunedì 24 dicembre 2012

EX OSPEDALE PSICHIATRICO DI COLORNO | ERIKA BOCCAFOGLI (AKYSIAN)

"A Colorno la presenza dell'ospedale psichiatrico risale al 1873. La struttura, situata in un'area del Palazzo ducale, per oltre 100 anni ha accolto i malati della provincia fino al 1978, anno in cui venne approvata la legge 180, che sancì la progressiva chiusura degli ospedali psichiatrici.
Dopo tale legge, la gestione dell'ospedale psichiatrico di Colorno passò dall'Amministrazione provinciale all'Unità sanitaria locale, che lo diresse fino alla chiusura definitiva, avvenuta negli anni Novanta."

391590_2503613646477_792588419_n 255177_1390725344965_3980168_n 254867_1390722384891_333586_n 255732_1390718544795_7895665_n 253142_1390724784951_1223596_n 253021_1390727985031_1531973_n 252629_1390738945305_5402891_n 252347_1390718744800_812481_n 252221_1390732185136_6944652_n 252172_1390723184911_1909718_n 251707_1390723304914_1315613_n 251592_1390725824977_2437252_n 251567_1390725184961_108770_n 250032_1390719064808_318691_n 249892_1390718624797_5146532_n 249772_1390720624847_3223258_n 249549_1390728745050_2587816_n250267_1390724984956_2985944_n
250547_1390721144860_3812143_n 251232_1390721464868_3917374_n 249251_1390731505119_6272366_n 249207_1390725664973_935814_n 248897_1390724664948_8279962_n 247984_1390728465043_5939761_n 247482_1390722864903_4827160_n 247182_1390723024907_1586587_n 247038_1391642007881_6114557_n 246988_1390742185386_6601010_n 246982_1390729505069_8154518_n
All images © ERIKA BOCCAFOGLI


Sito Web · http://www.myspace.com/akyandmusic
· http://www.youtube.com/user/ermusica83
· http://www.fotocommunity.it/pc/account/m...
· http://decadenzaviva.blogspot.com
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Facebook http://facebook.com/akysianerika
>>>

mercoledì 5 dicembre 2012

HIDDEN PSYCHIATRIC HOSPITALS | DIMITRI PILALIS

This photographs show some aspects in the area of public and private mental health in Indonesia. The country has 240 million people, of whom 4.6% suffer from severe mental disorder.
Impressive: only 48 psychiatrists are active in that country, while patients overcrowd the already limited mental health centers.
All appear underfed, many are naked, the old mixed with the young. The newest patient was 12-year-old.This work was conducted during the months of January and February 2012, in the metropolitan area of the capital Jakarta.
Attenzione
Immagini scioccanti

The images are being exposed for the first time to the public and are part of a collection containing 600 photographs relating to Health.

med_004_640x480_1067x800-jpg
med_006_640x480_1067x800-jpgmed_011_640x480_1067x800-jpgmed_012_640x480_1067x800-jpgmed_014_640x480_1067x800-jpgmed_020_640x480_1067x800-jpg
med_021_640x480_1067x800-jpg med_022_640x480_1067x800-jpg med_024_640x480_1067x800-jpg nurul alam rehab med_029_640x480_1067x800-jpg med_031_640x480_1067x800-jpg med_041_640x480_1067x800-jpg
All images © DIMITRI PILALIS

Dimitri Pilalis
I was born 24/04/1987, Caxias do Sul, Brazil. I have visited over 25 countries in four continents and I live in southern Brazil.
My stories have focused on social issues.
LINKS
http://www.flickr.com/photos/pilalis

>>>

venerdì 25 novembre 2011

IL SILENZIO DOPO LA FOLLIA

“Perchè torniamo sul tema della salute mentale? Un po’ per le numerose richieste che arrivano, a seguito del reportage di Nicola Gronchi sull’ex ospedale psichiatrico di Volterra. Ma anche, e soprattutto, perchè è un tema che ci sta a cuore. In Italia, un po’ ovunque, ci sono ancora tanti edifici abbandonati che un tempo ospitavano la follia. Riscoprirli, entrarci, scattare foto, mostrarle, vuol dire dare voce ad un silenzio per troppo tempo confinato tra mura di pietra in luoghi ameni (all’esterno) ma tristi e dolorosi (all’interno).
E significa anche riportare alla memoria personaggi, come quello di cui ci parla oggi – ancora una volta – Nicola Gronchi, che hanno portato scintille di illuminata umanità  nel silenzio della follia umana. Noi di S4C continuiamo a seguire quel silenzio, a rintracciarlo e dargli…un suono.”
Antonio Amendola


clip_image007

MAGGIANO: IL SILENZIO DOPO LA FOLLIA
(testo e foto: Nicola Gronchi/S4C)

L’Ospedale psichiatrico di Lucca ha origine nella seconda metà del XVIII secolo, quando il Monastero dei Canonici Lateranensi di Santa Maria di Fregionaia venne soppresso e adibito a struttura per il ricovero e la custodia dei folli, come dipendenza dello Spedale cittadino di San Luca della Misericordia.
Dal 1772 al 1775 furono realizzati i primi lavori di adattamento dell’ex complesso monastico alla nuova struttura manicomiale. Il 20 aprile 1773, con l’insediamento del personale, fu ufficialmente aperto lo Spedale de’ Pazzi di Fregionaia e il giorno seguente arrivarono i primi undici malati, provenientidal Carcere cittadino della Torre.

clip_image008

Maggiano è come altri manicomi. Tanti edifici su un colle verde e tranquillo nell’entroterra lucchese.
Lavanderie, officine, cucine, una Chiesa ma soprattutto dormitori con tantissimi letti, e grandi, enormi stanze dove decine e decine di esseri si trascinavano senza nessun senso e nessuna occupazione diversa dal fumare in continuazione con la speranza di “guarire presto” e che “il cervello possa tornare quello di una volta”.


image 

Il tempo è senza significato

clip_image012

Nessuno possiede niente, i vestiti e perfino la biancheria sono acquistati dall’Amministrazione, indossati, lavati e rimessi in un grande mucchio, per poi essere ridistribuiti casualmente.

clip_image019

In manicomio è come se il tempo si fosse dimenticato di scorrere, tutte le giornate sono indistinte: Pasqua è uguale al 6 ottobre, la domenica è come il martedì. La maggior parte dei ricoverati non ricorda la data di nascita.

clip_image010

Marietto classe 1935, viene ricoverato nel manicomio di Maggiano quando aveva 19 anni. La motivazione riportata sulla cartella, dopo aver fatto riferimento ad una presunta epilessia, recita testualmente: “rifiuta il cibo e si allontana da casa”, per queste ragioni “urge il ricovero perchè pericoloso a sé e agli altri”.

image

I primi anni di vita dell’ospedale videro la prevalenza di sistemi di mera custodia, mentre a partire dal secondo decennio dell’Ottocento, grazie all’opera di Giovanni Buonaccorsi, fu adottata come terapia riabilitativa l’occupazione manuale dei malati. Così mentre gli uomini erano occupati prevalentemente nei lavori agricoli, le donne erano impiegate in lavori di pulizie e di riassetto.

clip_image011

La struttura nel corso di duecento anni ha ospitato sino a duemila malati ed è stata diretta personalmente da Mario Tobino negli anni dal 1955 al 1957, un periodo in cui sono state attivate numerose iniziative per coinvolgere i malati nella struttura sociale, aprendo il luogo di ricovero al mondo esterno.

clip_image015
Allo scrittore si devono anche altre importanti migliorie strutturali, come la costruzione del giardino della direzione, l’infermeria e la sezione infantile, che dimostrano la grande attenzione di questo medico e intellettuale per il disagio psichico. Nelle sue opere traspare il senso di rispetto e comprensione per i pazienti, così come emergono chiaramente le sue posizioni rispetto alle decisioni politiche che, con le Leggi 180 e 833 del 1978, hanno portato alla progressiva chiusura degli ospedali psichiatrici in Italia.

clip_image005

Personaggio scomodo, Tobino ha condotto una battaglia insieme a pochi altri colleghi contro chi negava l’esistenza di una specificità del disagio mentale.

clip_image013

Nei suoi quarant’anni di attività a Maggiano sono stati rari i momenti in cui Tobino si è allontanato da questo luogo, dalle due stanze di Casa dei Medici in cui ha vissuto a lungo e che per volere della Provincia di Lucca sono rimaste la sua abitazione anche dopo il pensionamento.

clip_image014

Sul muro di Casa dei Medici troviamo una targa con incisi i versi del suo capolavoro:
La mia vita è qui, nel Manicomio di Lucca. Qui si snodano i miei sentimenti. Qui sincero mi manifesto. Qui vedo albe, tramonti e il tempo scorre nella mia attenzione. Dentro una stanza del Manicomio studio gli uomini e li amo. Qui attendo: gloria e morte. Di qui parto per le vacanze. Qui, fino a questo momento sono ritornato. Ed il mio desiderio è di fare di ogni grano di questo territorio un tranquillo, ordinato, universale parlare

clip_image009

Oggi l’imponente struttura e il parco circostante, in precario stato di conservazione, sono in attesa di una nuova destinazione, mentre da poco è stata ristrutturata e resa accessibile la Palazzina dove abitava Mario Tobino con una ricostruzione puntuale del suo alloggio.

clip_image021

>>>

ShareThis

post<li>
Related Posts with Thumbnails