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venerdì 2 aprile 2010

COSÌ PERFETTI DA SEMBRARE VERI

INTERVISTA ALL’ARTISTA KEN DELBEEK

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Ken Delbeek non è una fiorista o una flower designer eppure realizza alcuni dei bouquet più belli che io abbia mai visto, ma oltre a questo riesce nell’incredibile intento di far durare queste creazioni per sempre. Come?
Ken è un’artista, una creativa, che, grazie ad un backgroud importante segnato dall’esperienza della Deco Clay, realizza, nel suo atelier di San Francisco chiamato Studio in Bloom, meravigliose composizioni con la creta, talmente belle e curate da sembrare assolutamente vere.

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Alla base una minuziosa precisione ed una cura per i dettagli assolutamente incredibile: nessuno da queste foto riuscirebbe a capire che si tratta di fiori di creta!

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In Italia in pochi conoscono i suoi lavori e questa tecnica, che ha grandi pregi che certo non sfuggiranno alle future spose: i bouquet di Ken infatti durano per sempre, sono realizzabili con qualsiasi specie di fiore e colore e rappresentano un meraviglioso ricordo del giorno del sì. L’importante quindi è ricordarsi di non lanciarlo alle amiche al termine del ricevimento. Ken ha voluto rilasciarmi un’intervista, la prima mai pubblicata in Italia, in cui ci spiega la sua tecnica ed il suo lavoro per scoprire i segreti di una creazione , che certo susciterà grande interesse tra le sposine.

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Come e da dove è nata la sua idea?

Mi trasferii da Amsterdam alle Hawaii nel 2003 perché era lì che viveva all’epoca mio marito. Durante questo periodo conobbi YukiKo Miyai e presi lezioni da lei, figlia di Kazuko Miyai, la fondatrice della DECO Clay, ottenendo così il livello di istruttrice presso la loro Accademia di Honolulu. Diventammo buone amiche e Yukiko mi chiese di iniziare ad aiutarla per la sua compagnia, DECO Clay USA, alle lezioni di arte, insegnando alle classi e facendo dimostrazioni presso i Waikiki Hotels e i grandi magazzini locali e finendo prodotti come i bouquet per matrimoni. Lavorai per molti anni con Yukiko Miyai fino a quando mi dovetti trasferire nel 2008 a San Francisco, decidendo di iniziare la mia attività autonomamente. Occasionalmente aiuto ancora Yukiko se ha bisogno d’aiuto.

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Chi sono i tuoi clienti e perchè scelgono i tuoi bouquets?

I miei clienti sono davvero diversi tra loro, certamente una gran parte di loro è costituita da spose , ma realizzo anche centrotavolo e composizioni su richiesta per la propria abitazione,come anche regali per occasioni speciali.

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Ci sono molte ragioni diverse per cui le spose scelgono i miei bouquets: durano per sempre e il loro colore non si affievolisce, hanno un peso leggero per essere portati in mano quel giorno, i fiori restano identici dall’inizio alla fine dell’evento, i loro abiti non rischieranno di rovinarsi con l’acqua o il colore che possono lasciare i fiori, sono facili da trasportare e quindi sono l’ideale per matrimoni con destinazioni lontane, ma probabilmente il motivo più grande è perché io poso offrire loro qualsiasi tipo di fiore, di qualsiasi colore, senza alcuna restrizione per la stagionalità delle specie.

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Parlami un po’ della tua storia

Bene sono nata in Sud America ma sono cresciuta in Olanda, ad Amsterdam, e sono sempre stata una creativa, un’artista fin da quando ero una bambina. Intrapresi gli studi artistici in Maniera e Disegno Grafico ad Amsterdam, ottenendo poi il grado di insegnante di arte. Questo mi consentì di condividere il mio amore per l’arte con studenti di scuola media.

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Che tipo di studenti frequentano I tuoi corsi? Penso che non sia così semplice imparare a fare uno dei tuoi bouquet quindi mi viene spontaneo chiederti se è davvero così semplice imparare a realizzarli.

Ho lavorato con ogni tipo di studente, uomini, donne, di ogni età, anche con bambini. Certamente, occorre che si abbiano abilità e una certa manualità per lavorare con le proprie mani, ma chiunque può imparare a fare i fiori più semplici. La cosa principale è fare tanta pratica. La creta, che è il materiale che io utilizzo per le mie creazioni, è un materiale meraviglioso perché permette di esprimersi artisticamente e se si ha talento sono incredibili le cose che possono fare.

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Quanto costa un tuo bouquet?

I prezzi variano da $275.00 fino a $500.00. Il prezzo finale dipende dal tipo di fiori e la sua misura. Comunque, ogni bouquet è unico come ogni petalo proprio perché fatto da mano.

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Quali sono i fiori migliori per un bouquet?

Non c’è realmente un fiore migliore per un bouquet di matrimonio, fondamentalmente io posso realizzare qualsiasi tipo di fiore, di qualsiasi coloro, che la sposa desideri. Lavoro sempre vicino alle mie clienti perché scelgano così il meglio in fatto di fiori, di riempitivi e di accessori. E’ indispensabile che riesca il mazzo di fiori perfetto per quel giorno, in linea con l’abito ed il tema del matrimonio. Solitamente le spose vengono da me con già in mente delle idee ben chiare in merito ai fiori che desiderano.

In Italia noi abbiamo alcuni dei migliori artigiani e scultori. Perché tuttavia secondo te non esiste nulla di questo genere in fatto di bouquet e composizioni?

Penso che forse sarebbe meglio rivolgerla a loro questa domanda.

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Ha mai avuto clienti italiane?

Ho conosciuto la fotografa Daniela Degrassi che si è trasferita qui, pur viaggiando spesso tra l’Italia e San Francisco e abbiamo formato una società. E’ riuscita a portare alcuni dei miei bouquet con sé in Italia per dei servizi fotografici ma al momento sei stata tu la prima persona che mi abbia mai contatta dall’Italia e non potrei essere più entusiasta per questo.

Come mai ha scelto proprio il campo dei matrimoni per i suoi lavori?

Amo lavorare al fianco delle spose per disegnare e realizzare i loro bouquet. Trovo che sia una cosa assolutamente gratificante aiutare a far sì che nel giorno più importante della loro vita si sentano davvero speciali. Mi sento onorata di poterle seguire e sono entusiasta quando, dopo il matrimonio, mi ricontattano per farmi vedere le loro foto in abito da sposa con in mano le mie creazioni. Sono davvero felice di poter dire che tutte le mie clienti restano completamente soddisfatte dei loro bouquet che porteranno con sé per tutta la vita, come ricordo di una giornata davvero speciale.

Chiara Besana

Per info visitate il sito di Ken: http://www.flowersbystudioinbloom.com/index.html
Le foto del servizio sono state realizzate dalla wedding photographer Daniela Degrassi.

Fonte

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domenica 31 maggio 2009

FIUMARA D’ARTE "LA PORTA DELLA BELLEZZA"

Cadono i teli, volano i fuochi d'atificio, sale l'applauso e le manine s'affollano a toccare la loro firma sul muro di un cavalcavia della tangenziale di Catania. Un muro di dieci metri in cemento armato caro, sinora, a chi aveva bisogno del buio per tirare a campare di droga e affini. Un muro, oggi, blu come il cielo cobalto di Sicilia che accoglie e sostiene tonnellate di terracotta nella città delle cento fornaci. Arte intervallata dai versi dei più grandi poeti. Sculture ispirate all'archetipo della Grande Madre. Il tema di quest’anno era La Grande Madre: la riflessione sul ruolo della don­na nella società contemporanea. Nell’anti­chità l’idea di un’entità superiore era basata su caratteristiche propriamente femminili come la riproduzione, la fertilità e la prote­zionenutritiva, e quindi la trasfor­mazione e la crescita. Tutto ciò ha un enor­me carico simbolico e metaforico, poiché si riallaccia alla rinascita e ricrescita stagiona­le del mondo naturale: il tempo ciclico le­gato ai raccolti, alle fioriture, al movimento degli astri nella vol­ta notturna, al ciclo di­morte e di nascita. La società contempora­nea vive ormai solo l’illusione di un tempo lineare, per questo è importante restituire alle nuove generazioni il senso della ciclici­tà e il valore dell’archetipo femminile.Adagiate su 500 metri divisi da un sottopassaggio che da oggi si chiama Porta della Bellezza. Opere di bambini fuse con quelle dei maestri. In alto le creazioni, in basso le mattonelle realizzate nelle nove scuole del quartiere di Librino, divenuto il simbolo del degrado della città, famosa per la bancarotta dei conti pubblici. Un posto dove fino a poche settimane fa non c'era nemmeno l'illuminazione pubblica. La festa di Librino per l'inaugurazione della Porta della Bellezza suggella un'amicizia singolare fra gli artisti e la strada nel nome di un meceante, Antonio Presti. Figlio della Sicilia-bene, era destinato a fare il costruttore come il padre. A costruire costruisce, ma non fa palazzi né ristrutturazioni. Fabbrica utopie svuotando di significato le parole "sogno irrealizzabile". La Porta della Bellezza e il muro di Librino sono una delle tante scommesse che ha vinto lottando contro pigrizia e burocrazia. Immaginate un quartiere di centomila abitanti progettato da Kenzo Tange e lasciato, come ammette il sindaco, al più totale abbandono. Immaginate un agglomerato di palazzi mal tenuti impregnato di disoccupazione e di disagio sociale, dove i bambini non sempre sono considerati una grazia di Dio e dove l'unico punto di riferimento è una suora minuta delle Figlie di Maria di Don Bosco.



La "Porta della Bellezza" è stata costruita con oltre 9.000 forme di terracotta realizzate da 2.000 bambini del quartiere sotto la guida degli artisti coinvolti, ma modellate e firmate dagli stessi alunni, divenuti così "giovani autori", con lo scopo di renderli protagonisti di un percorso artistico-etico che cambierà la storia e l’identità del quartiere. Le formelle compongono le 13 opere monumentali, ideate da 10 artisti e da giovani allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania.
Queste opere, abbinate a testi poetici, saranno applicate lungo una prima porzione di muro di 500 metri in corrispondenza dell’accesso al quartiere sui 3 km totali che tagliano Librino come una ferita. L’insieme delle opere si ispira alla tematica della "Grande Madre". Il progetto si è potuto realizzare grazie alla partecipazione delle 9 scuole elementari e medie, degli oratori e dei centri giovanili del quartiere, che accolgono 10.000 allievi. La poetessa Maria Attanasio ha scelto alcuni dei brani poetici che saranno parte integrante dell’opera.
Il critico d’arte Ornella Fazzina ha selezionato gli artisti Giovanni Cerruto, Michele Ciacciofera, Fiorella Corsi, Rosario Genovese, Lillo Giuliana, Italo Lanfredini, Simone Mannino, Pietro Marchese, Giuseppina Riggi, Nicola Zappalà, e gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Catania, Tiziana Pinnale, Sergio Carpinteri, Maria Riccobene, Graziella Russo, Valeria Castorina, Valeria Sidoti, Miryam Scarpa, Corrado Trincali, Elisa Raciti, Marco Agosta, Alberto Celano.
Oltre il malgoverno e la mafia quello che ha punito di più i siciliani è stato chetarsi nella provvidenza terrena. Il punto è: se un muro di cemento abbandonato, scrostato, buio e pauroso può diventare un'opera d'arte, cos'altro è impossibile?



Perché la Porta della Bellezza? Perché successivamente, il museo d’Arte Contemporanea continuerà coinvolgendo 100 condomini del quartiere. Grazie all’ausilio di artisti di fama internazionale (registi, fotografi e video makers), diversi palazzi di Librino, accoglieranno i lavori artistici installati sulle facciate cieche, segnando così l’apertura del museo all’aperto Terzocchio - Meridiani di Luce. «Una volta acquisita la pratica del fare - conclude Antonio Presti - le gigantografie e le proiezioni video sulle facciate di tutti i condomini, potranno manifestare la bellezza spirituale di tutti gli abitanti del quartiere».
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mercoledì 29 aprile 2009

LA TERRACOTTA DI MAZZONI

La città di Modena ha sempre tenuto in grande considerazione Guido Mazzoni, il suo maggior artista del Rinascimento e senza dubbio la personalità di più grande spicco dopo Wiligelmo e Lanfranco». Così inizia la monografia sul Mazzoni del 1990 di Adalgisa Lugli. Rinnova il rimpianto per la scomparsa di una giovane studiosa che era fra le migliori speranze degli studi italiani l’impatto stupefacente con le opere dell’artista in una mostra, con catalogo Panini a cura di Giorgio Bonsanti e Francesca Piccinini, che nel titolo fa giustamente appello primario all’emozione.


Compianto sul Cristo morto, 1476-1477
Chiesa Santa Maria degli Angeli - Busseto (PR)


Particolare del Compianto sul Cristo morto


Particolare del Compianto sul Cristo morto

Particolare del Compianto sul Cristo morto

Va a merito della Lugli l’aver riscattato Mazzoni dalla limitazione di stampo idealistico di essersi avvalso di un’arte e di una materia prive della «nobiltà» del marmo o del bronzo e delle procedure «artigianali» di modellazione della terracotta dipinta. Solo attraverso l’esaltazione esclusiva (un solo bronzo noto, in mostra) e radicale di quella materia e di quelle procedure, soprattutto l’uso indubbio del calco dal vivo, che aveva già sperimentato Donatello nell’unico capolavoro pervenutoci di quel genere, il busto fiorentino di Niccolò da Uzzano, Mazzoni potè offrire alla cultura settentrionale dei Compianti sul Cristo morto il massimo di espressività illusionistica del suo «realismo rinascimentale», secondo la formula coniata dalla Lugli.


Madonna col Bambino e donatori o “Madonna della Pappa”

In questo senso l’impressionante «verità» quotidiana e di variegati sentimenti dei suoi personaggi recitanti (spesso ritratti di nobili committenti, come nel caso di Ercole I d'Este che in veste di Giuseppe d’Arimatea rappresenta in mostra il Compianto dal Gesù di Ferrara), travalica lo sconvolgente espressionismo «alla ferrarese» del compagno di strada Niccolò dell’Arca nel famoso Compianto di Santa Maria della Vita a Bologna. Giustamente Niccolò è rappresentato in mostra dal più severo naturalismo illusionistico del busto di San Domenico del Museo di San Domenico a Bologna, già sopra la porta della cappella delle reliquie, con la mimési radicale del calco dal vero delle grandi mani e del libro che esse reggono.

Madonna col Bambino e donatori o Madonna della Pappa particolare (Fanciulla che soffia sulla pappa)

E' affascinante il confronto con le singole teste pervenuteci di Mazzoni, il Frate francescano del Museo dell’Osservanza di Bologna, il Vecchio della Galleria Estense di Modena, il busto di Dolente del Museo Schifanoia di Ferrara. Ma è anche un confronto intrigante e impari in ordine al realismo, stante la condizione di frammenti delle teste del Mazzoni rispetto all’integrità del busto di Niccolò. Purtroppo non è stato concesso il vertice di pulsione vitale del Mazzoni, il Busto di bambino che ride di Windsor Castle, probabile ritratto di Enrico VIII.La piena ammirata comprensione della potenza espressivo-mimetica e dei ritmi spaziali, sui due versanti dell’emozione drammatica e degli umani affetti, a cui Mazzoni seppe attingere altrettanto quanto Gaudenzio Ferrari come plasticatore nella successiva generazione nordica, rimane affidata in mostra al primo dei suoi Compianti, da Santa Maria degli Angeli di Busseto, e alla Madonna con il Bambino in trono dalla parrocchiale di Guastalla. Indipendentemente dalle dimensioni, è la mancanza di tale costante potenza espressiva a rendere insostenibile l’attribuzione del modello in piccolo del Compianto oggi al Gesù di Ferrara, inviato dalla Galleria e Museo di Palazzo Mozzi Bardini di Firenze.

Testa di Cristo su cuscino (frammento di Compianto)

Inversamente, è parte integrante e necessario complemento alla mostra l’ulteriore visione modenese degli altri due capolavori del Mazzoni, il Compianto in San Giovanni Battista, purtroppo ormai sostanzialmente spoglio del suo colore originario ,e soprattutto la stupenda Madonna e donatori detta Madonna della Pappa nella cripta del Duomo. Il secondo protagonista della mostra è il modellatore in terracotta cinquecentesco Antonio Begarelli, grande inscenatore di un teatro di ortodossia cattolica nei decenni della Riforma, che dipingeva di bianco le sue figure classicheggianti per fingere il marmo.

EMOZIONI IN TERRACOTTA

MODENA, FORO BOARIO

FINO AL 7 GIUGNO

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