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martedì 8 giugno 2010

VEREGRA STREET FESTIVAL

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La manifestazione si svolgerà dal 21 al 27 giugno a Montegranaro, importante centro calzaturiero della Provincia di Fermo, e coinvolgerà anche altri quindici comuni della provincia nel periodo 9 luglio – 7 agosto.

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Gli spettacoli in programma saranno circa 150 in 25 giorni ,si alterneranno sino a notte inoltrata teatranti, musicisti e giocolieri con le loro artistiche e strabilianti performances, importanti compagnie provenienti da Italia, Irlanda, Spagna, Argentina, Austria, Olanda, Francia, Belgio, Serbia, Kenia, Iran, Germania, Svizzera, Cile e Messico.

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Per informazioni dettagliate sul programma del “Veregra Street Festival” consultare il sito http://www.veregrastreet.it/home.html o inviare una mail a info@veregrastreet.it.
PROGRAMMA PROVVISORIO ANTEPRIMA

20 giugno ore 21, piazza Mazzini
“IL CIRCO ARRIVA IN CITTÀ”
Spettacolo laboratorio presentato dalla
Scuola Media di Montegranaro

21 giugno
TUMBLE CIRCUS (IRL) “Up above”
THE PRIMITIVES (BE) “Cook it”
TRIO SORGENTONI
BANGDIDOS (D) “Uberfluss”
EL KOTE (Chile)
ZASTAVA ORCHESTAR
STEF VETTERS (BE) “Les contes d’Asphaldt”

22 giugno
BANGDIDOS “2CV”
TUMBLE CIRCUS (IRL) “Up above”
THE PRIMITIVES (BE) “Wash it”
IRRWISCH (A) “The Mudjumping”
RUBEN ROJO & PENNABILLI SOCIAL CLUB
FUNNY BONES (JAP)
ACOLYTES (FRA) “Le tennis”
STEF VETTERS (BE) “Les contes d’Asphaldt”

23 giugno
EL GRITO (BE) “scratch and strech”
MATTATOIO SOSPESO “sospensione n.1”
IRRWISCH (A) “Nujork Denzing Kwiin”
CAMILLO CROMO
SHAKE THAT (BE)
DUO ACROBAT
ACOLYTES “Le tennis” (FRA)
STEF VETTERS (B) “Les contes d’Asphaldt”

24 giugno
MUMUSIC CIRCUS (ES) “Merci bien”
ANDREA LORENI
GABY CORBO (ARG) “Senza indirizzo”
TRAIN DE VIE
SHAKE THAT (B)
DUO ACROBAT
GIANCA
SOGGETTO NOMADE (KENIA)
Comp. ORSOLINI & PALMIERI
OBLIVION QUARTET

25 giugno
MUMUSIC (ESP) “Merci bien”
ANDREA LORENI
CIRQUE ILYA (FRA)
SOGGETTO NOMADE (KENIA)
ZBOGOM BRUSLI (SERBIA)
SHAKE THAT (BE)
MARCO BONISIMO (NL)
PRICE & McCOY (AUS)
SKARAMANZIA
GIANCA
AMARINS & LE GATTE NERE (NL)
ORSOLINI & PALMIERI
FRATELLI KRONSKI

26 giugno
MABO BAND
SCUOLA CIRCO TAKIMIRI con i “COLOMBAIONI”
CIRQUE ILYA (FRA) “Les freres Panini”
SOGGETTO NOMADE (KENIA)
ZBOGOM BRUSLI (SERBIA)
POLYVALENTS (B) “Le chant des sirenes”
MARCO BONISIMO (NL)
PRICE & McCOY (AUS)
SKADDIA
AMARINS & LE GATTE NERE (NL)
GTM “Hansel&Gretel”
WANNA GONNA
MARAKATIMBA
I VELI DELLA LUNA

27 giugno
PIANO C (I-B) “Senza…che?”
MARCO BONISIMO (NL)
CIRQUE ILYA (FRA) “Les freres Panini”
SKADDIA
POLYVALENTS (B) “Le chant des sirenes”
PRICE & McCOY (AUS)
ZBOGOM BRUSLI (SERBIA)
GTM “Hansel&Gretel”
AMARINS & LE GATTE NERE (NL)
MARAKATIMBA
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domenica 28 febbraio 2010

SOLEIL, UNA SFIDA ALLA GRAVITÀ

Il gruppo del Nuovo Circo più famoso del mondo riporta in scena il mitico «Saltimbanco» creato diciotto anni fa

Doveva chiudersi alla fine del 2006 in Brasile la lunghissima tournèe di «Saltimbanco», che da quattordici anni girava il mondo sotto lo chapiteau del nuovo circo più famoso del mondo, il Cirque du Soleil. Invece da quest’anno lo spettacolare allestimento riprenderà la corsa, riadattato da Franco Dragone per i palazzetti del pianeta, di cui ostinatamente tenta di sfidare la legge di gravità con i suoi numeri mozzafiato. Eper ricominciare in Italia, dopo il debutto europeo di una settimana fa a Innsbruck, la compagnia canadese ha scelto proprio Torino e il Pala- Olimpico, dove approderà dal 3 al 7 marzo (inizio ore 20, il sabato alle 16 e alle 20, la domenica alle 16; biglietti da 40 a 80 euro. Info 011/9823300, www. setup-italy.com).

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Il Cirque du Soleil, fondato nel 1984 a Montreal da un exmangiatore di fuoco di ventitrè anni, Guy Laliberté, e da Daniel Gauthier che lo ha poi lasciato nel 2001, con la città subalpina ha un forte legame, per le Olimpiadi invernali aveva animato la cerimonia inaugurale e spesso è approdato qui con le sue meraviglie, l’anno passato aveva portato «Delirium », un vero delirio di pubblico.

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Ora ritorna invece con quello che sembra essere un po’ un omaggio all’Italia e alla sua cultura teatrale: saltimbanco è una parola del nostro vocabolario che veniva usata fin dal medioevo per definire gli artisti di strada di grande talento, menestrelli che giravano le piazze delle città e che spesso improvvisavano un palco con delle tavole.

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E con il Cirque du Soleil anche la musica diventa protagonista, celebrando la vita in questo viaggio allegorico e acrobatico dentro il cuore di una città, tra le persone che ci vivono, le famiglie, la fretta, il trambusto della strada e l’altezza smisurata dei grattacieli. L’autore della colonna sonora, René Dupéré, è stato coinvolto sin dall’inizio nell’avventura, ispirandosi alla vita urbana della fine dell’ultimo secolo, ritmica e cosmopolita. «Ho voluto rinunciare ai soliti cliché e ho invece cercato di creare il rumore di una città piena di luce e di speranza», ha detto per spiegare la trama sonora dello spettacolo, che comprende un canto d’opera in italiano popolare del 1200, mentre tutte le canzoni sono prese dalla tradizione araba, svedese e tedesca.

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Ma quel che distingue da sempre il Cirque sono i numeri, la fantasia, il limite, la perizia con cui gli artisti si esibiscono e che culmina nel numero dei pali cinesi, ma passa per l’«acrosport», tre acrobati che si fondono per creare figure impressionanti, la bicicletta artistica, giochi di prestigio, le boleadoras, l’altalena russa, i trapezi volanti, bungees e tante altre magie in compagnia di personaggi buffi, poetici, stravaganti come il Barone che ci guiderà nel mondo incantato di Saltimbanco.





MONICA SICCA

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lunedì 21 settembre 2009

QUANDO L' ARTE CIRCENSE NON È SOLO CLOWN

Non vi è nulla di comico al di fuori di ciò che è propriamente umano.
(Henri Louis Bergson)

clip_image002[1]Il duo belga Oki Dok (photo: clown-net.com)

Dissacratore di regole e di pensiero, sensibilità terrena che si fa e ha fatto del mondo trastullo, figura ambigua, che della natura ha colto la tragedia ridicola, il clown, siano le sue armi l’incanto o la beffa, resta senza dubbio ancora oggi artista eccellente della caduta, anche se i primi a inciampare, poco male, siamo come sempre noi. A ricordarcelo, con abilità, ironia e un pizzico di sana idiozia, hanno cominciato i belgi Xavier Bouvier e Benoit Devos, in arte gli OKidOK, protagonisti lo scorso 8 agosto con “Slip experience” dell’apertura della rassegna Clown net alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.

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Spogliato del naso e dei suoi colorati orpelli, il clown del duo belga si è così letteralmente ridotto in mutande per regalarci, tra acrobazie, gag improvvisate e irresistibili duetti, una parodia grottesca e pungente di quel culto ossessivo di forma e bellezza che ogni giorno in Occidente pervade il nostro bombardamento mediatico.

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L’uno delicato e filiforme, l’altro robusto e rozzo, tolti gli accappatoi ecco i due “figurini” pavoneggiarsi sulla scena, ora improbabili atleti di karate, ora modaioli esibizionisti, ora bambini cresciuti anelanti corpi statuarei molto più simili, talvolta, a strambi scimpanzé.
L’ottima padronanza tecnica, conquistata tra le tante alla celebre scuola di Montréal, insieme a una complicità di coppia degna di Stan Laurel e Oliver Hardy, ha portato da tempo questo giovane duo, recentemente reduce dalla lunga kermesse all'Avignone Off, in giro per il mondo, perennemente in cerca di un’arte, o meglio di un clown, riconoscibile non per la sua maschera ma per la sua personalissima e continua evoluzione, dove al genere, sia esso circo o teatro, è lasciato solo lo spazio dell’ispirazione. Privi di affettazione e di sterile lirismo, gli Oki Dok hanno lasciato al pubblico il piacere della leggerezza, un abbandono alla risata che insegna a non prendersi troppo sul serio, in nome di un sorriso che, oggi come oggi, ci dicono, vuole essere anche e soprattutto attimo di semplice respiro.


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L’attore recita, il clown è. Uno dei principali snodi della pedagogia clownesca di fine Novecento è “trovare il proprio clown”, un’indicazione contenuta nelle principali teorie formative, almeno da Jacques Lecoq in poi.


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I clown Xavier Bouvier e Benoit Devos, già nel mezzo di una brillante carriera, e già in sincronia con i “loro clown” così ben tratteggiati nei loro precedenti spettacoli, hanno deciso di cercarne degli altri. E li hanno trovati! Hanno trovato due loro nuovi clown, con uso minimalista di trucco e costumi, ma con un uso sapiente e virtuoso di tecniche del corpo, espressioni facciali, utilizzo dello spazio, composizione delle relazioni fra i personaggi e con il pubblico, senso del timing. Xavier e Benoit hanno così dimostrato che per ognuno di noi esistono, forse, diversi clown. Così facendo forse confonderanno ulteriormente le idee a critici, teorici e storici. Ma ben venga la confusione e la dialettica, perché uno dei motivi di esistere del clown è proprio quello di confondere e far pensare, oltre che far ridere, proprio quello che fanno gli OKidOK.

Fonte: http://www.clown-net.com/




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