| La manifestazione si svolgerà dal 21 al 27 giugno a Montegranaro, importante centro calzaturiero della Provincia di Fermo, e coinvolgerà anche altri quindici comuni della provincia nel periodo 9 luglio – 7 agosto. Gli spettacoli in programma saranno circa 150 in 25 giorni ,si alterneranno sino a notte inoltrata teatranti, musicisti e giocolieri con le loro artistiche e strabilianti performances, importanti compagnie provenienti da Italia, Irlanda, Spagna, Argentina, Austria, Olanda, Francia, Belgio, Serbia, Kenia, Iran, Germania, Svizzera, Cile e Messico. Per informazioni dettagliate sul programma del “Veregra Street Festival” consultare il sito http://www.veregrastreet.it/home.html o inviare una mail a info@veregrastreet.it. PROGRAMMA PROVVISORIO ANTEPRIMA 20 giugno ore 21, piazza Mazzini “IL CIRCO ARRIVA IN CITTÀ” Spettacolo laboratorio presentato dalla Scuola Media di Montegranaro 21 giugno TUMBLE CIRCUS (IRL) “Up above” THE PRIMITIVES (BE) “Cook it” TRIO SORGENTONI BANGDIDOS (D) “Uberfluss” EL KOTE (Chile) ZASTAVA ORCHESTAR STEF VETTERS (BE) “Les contes d’Asphaldt” 22 giugno BANGDIDOS “2CV” TUMBLE CIRCUS (IRL) “Up above” THE PRIMITIVES (BE) “Wash it” IRRWISCH (A) “The Mudjumping” RUBEN ROJO & PENNABILLI SOCIAL CLUB FUNNY BONES (JAP) ACOLYTES (FRA) “Le tennis” STEF VETTERS (BE) “Les contes d’Asphaldt” 23 giugno EL GRITO (BE) “scratch and strech” MATTATOIO SOSPESO “sospensione n.1” IRRWISCH (A) “Nujork Denzing Kwiin” CAMILLO CROMO SHAKE THAT (BE) DUO ACROBAT ACOLYTES “Le tennis” (FRA) STEF VETTERS (B) “Les contes d’Asphaldt” 24 giugno MUMUSIC CIRCUS (ES) “Merci bien” ANDREA LORENI GABY CORBO (ARG) “Senza indirizzo” TRAIN DE VIE SHAKE THAT (B) DUO ACROBAT GIANCA SOGGETTO NOMADE (KENIA) Comp. ORSOLINI & PALMIERI OBLIVION QUARTET 25 giugno MUMUSIC (ESP) “Merci bien” ANDREA LORENI CIRQUE ILYA (FRA) SOGGETTO NOMADE (KENIA) ZBOGOM BRUSLI (SERBIA) SHAKE THAT (BE) MARCO BONISIMO (NL) PRICE & McCOY (AUS) SKARAMANZIA GIANCA AMARINS & LE GATTE NERE (NL) ORSOLINI & PALMIERI FRATELLI KRONSKI 26 giugno MABO BAND SCUOLA CIRCO TAKIMIRI con i “COLOMBAIONI” CIRQUE ILYA (FRA) “Les freres Panini” SOGGETTO NOMADE (KENIA) ZBOGOM BRUSLI (SERBIA) POLYVALENTS (B) “Le chant des sirenes” MARCO BONISIMO (NL) PRICE & McCOY (AUS) SKADDIA AMARINS & LE GATTE NERE (NL) GTM “Hansel&Gretel” WANNA GONNA MARAKATIMBA I VELI DELLA LUNA 27 giugno PIANO C (I-B) “Senza…che?” MARCO BONISIMO (NL) CIRQUE ILYA (FRA) “Les freres Panini” SKADDIA POLYVALENTS (B) “Le chant des sirenes” PRICE & McCOY (AUS) ZBOGOM BRUSLI (SERBIA) GTM “Hansel&Gretel” AMARINS & LE GATTE NERE (NL) MARAKATIMBA |
martedì 8 giugno 2010
VEREGRA STREET FESTIVAL
domenica 28 febbraio 2010
SOLEIL, UNA SFIDA ALLA GRAVITÀ
Il gruppo del Nuovo Circo più famoso del mondo riporta in scena il mitico «Saltimbanco» creato diciotto anni fa
Doveva chiudersi alla fine del 2006 in Brasile la lunghissima tournèe di «Saltimbanco», che da quattordici anni girava il mondo sotto lo chapiteau del nuovo circo più famoso del mondo, il Cirque du Soleil. Invece da quest’anno lo spettacolare allestimento riprenderà la corsa, riadattato da Franco Dragone per i palazzetti del pianeta, di cui ostinatamente tenta di sfidare la legge di gravità con i suoi numeri mozzafiato. Eper ricominciare in Italia, dopo il debutto europeo di una settimana fa a Innsbruck, la compagnia canadese ha scelto proprio Torino e il Pala- Olimpico, dove approderà dal 3 al 7 marzo (inizio ore 20, il sabato alle 16 e alle 20, la domenica alle 16; biglietti da 40 a 80 euro. Info 011/9823300, www. setup-italy.com).
Il Cirque du Soleil, fondato nel 1984 a Montreal da un exmangiatore di fuoco di ventitrè anni, Guy Laliberté, e da Daniel Gauthier che lo ha poi lasciato nel 2001, con la città subalpina ha un forte legame, per le Olimpiadi invernali aveva animato la cerimonia inaugurale e spesso è approdato qui con le sue meraviglie, l’anno passato aveva portato «Delirium », un vero delirio di pubblico.
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E con il Cirque du Soleil anche la musica diventa protagonista, celebrando la vita in questo viaggio allegorico e acrobatico dentro il cuore di una città, tra le persone che ci vivono, le famiglie, la fretta, il trambusto della strada e l’altezza smisurata dei grattacieli. L’autore della colonna sonora, René Dupéré, è stato coinvolto sin dall’inizio nell’avventura, ispirandosi alla vita urbana della fine dell’ultimo secolo, ritmica e cosmopolita. «Ho voluto rinunciare ai soliti cliché e ho invece cercato di creare il rumore di una città piena di luce e di speranza», ha detto per spiegare la trama sonora dello spettacolo, che comprende un canto d’opera in italiano popolare del 1200, mentre tutte le canzoni sono prese dalla tradizione araba, svedese e tedesca.
Ma quel che distingue da sempre il Cirque sono i numeri, la fantasia, il limite, la perizia con cui gli artisti si esibiscono e che culmina nel numero dei pali cinesi, ma passa per l’«acrosport», tre acrobati che si fondono per creare figure impressionanti, la bicicletta artistica, giochi di prestigio, le boleadoras, l’altalena russa, i trapezi volanti, bungees e tante altre magie in compagnia di personaggi buffi, poetici, stravaganti come il Barone che ci guiderà nel mondo incantato di Saltimbanco.
lunedì 21 settembre 2009
QUANDO L' ARTE CIRCENSE NON È SOLO CLOWN
Il duo belga Oki Dok (photo: clown-net.com)
Spogliato del naso e dei suoi colorati orpelli, il clown del duo belga si è così letteralmente ridotto in mutande per regalarci, tra acrobazie, gag improvvisate e irresistibili duetti, una parodia grottesca e pungente di quel culto ossessivo di forma e bellezza che ogni giorno in Occidente pervade il nostro bombardamento mediatico.
L’ottima padronanza tecnica, conquistata tra le tante alla celebre scuola di Montréal, insieme a una complicità di coppia degna di Stan Laurel e Oliver Hardy, ha portato da tempo questo giovane duo, recentemente reduce dalla lunga kermesse all'Avignone Off, in giro per il mondo, perennemente in cerca di un’arte, o meglio di un clown, riconoscibile non per la sua maschera ma per la sua personalissima e continua evoluzione, dove al genere, sia esso circo o teatro, è lasciato solo lo spazio dell’ispirazione. Privi di affettazione e di sterile lirismo, gli Oki Dok hanno lasciato al pubblico il piacere della leggerezza, un abbandono alla risata che insegna a non prendersi troppo sul serio, in nome di un sorriso che, oggi come oggi, ci dicono, vuole essere anche e soprattutto attimo di semplice respiro.
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I clown Xavier Bouvier e Benoit Devos, già nel mezzo di una brillante carriera, e già in sincronia con i “loro clown” così ben tratteggiati nei loro precedenti spettacoli, hanno deciso di cercarne degli altri. E li hanno trovati! Hanno trovato due loro nuovi clown, con uso minimalista di trucco e costumi, ma con un uso sapiente e virtuoso di tecniche del corpo, espressioni facciali, utilizzo dello spazio, composizione delle relazioni fra i personaggi e con il pubblico, senso del timing. Xavier e Benoit hanno così dimostrato che per ognuno di noi esistono, forse, diversi clown. Così facendo forse confonderanno ulteriormente le idee a critici, teorici e storici. Ma ben venga la confusione e la dialettica, perché uno dei motivi di esistere del clown è proprio quello di confondere e far pensare, oltre che far ridere, proprio quello che fanno gli OKidOK.
Fonte: http://www.clown-net.com/