mercoledì 15 aprile 2009

AI CONFINI DELL’ASTRAZIONE

Gli spazi Thetis, nei pressi dell'Arsenale Novissimo a Venezia, accolgono la V edizione della Biennale Magna Grecia a cura di Boris Brollo.
E dire che oramai consideravamo le avanguardie storiche come espressioni e linguaggi artistici un po’ “dépassé” con l’avvento delle nuove tecnologie e il fenomeno della banalizzazione dell’arte in un sistema “commerciale”. Affermare che l’arte è morta sembra essere un pregiudizio che negli ultimi anni è stato impiegato “a torto e a ragione” in circostanze più disparate per correre in difesa di quelle correnti in po’ dada un po’ ready made, senza però considerare le forma dell’arte come linguaggi che a priori si rinnovano e attualizzano, di pari passo alle scienze filosofiche, e interpretano o piuttosto accompagnano il pensiero post moderno con tecniche anche tradizionali. È quanto si delinea dal percorso intitolato “L’astrazione infinita” ideato da Boris Brollo in cui sono esposte le opere di 16 artisti e attraverso i quali viene proposta una riflessione su un “nuovo concetto di pittura astratta” al quale si tenta di dare voce.
TESI – Per molti decenni, la pittura figurativa era stata bandita a favore della pura astrazione (lirica, gestuale, formale, informale) intesa come possibilità di un linguaggio da una parte sensoriale ed emotivo, dall’altra interprete di una logica visiva formale nel quale individuare l’essenza stessa del fenomeno visivo. Eppure, come ben sottolinea Brollo, nel suo testo critico “l’astrazione si è oggi insinuata dentro la pittura e la fotografia scompaginando i vecchi attributi legati al gesto e alla materia. Questo grazie all’indifferenza per la storia della pittura precedente - spiega Brollo- e ai suoi contenuti, mentre si è preferito dare più attenzione al pattern pittorico, alla ripetizione e ai materiali nuovi come resine e plastiche”. È ovvio che a volte, col fornire questo tipo di definizione si ricade facilmente nella dimensione retorica e teorica. A pensarci bene, l’osservatore di oggi, si rende perfettamente conto di percepire anche se solo in maniera intuitiva che qualcosa è cambiato e che non riesce a definire. Rosalind Krauss, professore di Storia dell’arte alla cattedra di Meyer Schapiro alla Columbia University di New York , nel suo libro “L’inconscio ottico” fornisce alcuni elementi sui quali trarre appunto alcune spiegazioni. La Krauss definisce i processi naturali delle nostre visioni – che fino a oggi erano soffocati a favore del troppo formalismo/funzionalismo da una parte, dall’altra ossessivamente interpretate in chiave psicoanalitica- come impulsi interiori in cui si instaura una logica visiva che viene espressa ed è immediatamente riconoscibile dallo sguardo. Senza entrare nel merito del dibattito, si ribadisce il senso delll’astrazione come linguaggio d’immediata percezione sia sul piano remoto- primitivo, che su quello cognitivo- istintivo.
PERCORSO - Brollo ripercorre alcuni esempi in cui il linguaggio “astratto” si è insinuato in altri stili: ad esempio nel campo della pittura figurativa come nell’opera di Clara Brasca, che impiega alcuni leit motiv di grandi artisti come Mondrian con i quali gioca e interagisce tramite una composizione squisitamente figurativa.


Le donne della Brasca, dalla carnagione quasi settecentesca, da dietro una griglia, manipolano i quadretti rossi, blu e gialli di Mondrian e tentano forse invano di risistemarlie nella loro giusta collocazione.

In questo campo s'inseriscono anche le opere di Silvano Tessarollo che sconfinano nel regno surreale del pensiero astratto. Tra gli altri itinerari individuati nel
percorso espositivo anche quello che illustra il pensiero astratto rappresentato dal fotografo Gian Paolo Lucato: suggestive composizioni fotografiche sul tema del paesaggio naturale, che rielabora digitalmente e contamina con diversi “tagli fotografici” che sovrappone alla base del taglio frontale.

Anche il giovane pittore Giuseppe Gonella (classe 1984) gioca appunto nell'ambito della tecnica pittorica con i piani stratificati dell'immagine spiazzando le coordinate dello spettatore tra l'universo surreale del pensiero e quello dell'azione, metafora del figurativo.

È la famosa teoria del gruppo Klein, esposta da Rosalind Krauss, quella del quadrato fondo – figura/ non figura- non sfondo, sul quale si basa la riflessione e la visione ottica. La "figura" al contempo può diventare "sfondo", e lo "sfondo" "figura", in un chiasma che poi rimanda appunto a un altro parallelismo sfondo - non sfondo/figura-non figura (il dominio dell'astratto). Segue il pensiero della stratificazione quello della ripetitività indifferente di Maria Credidio o di Marya Kazoun che trascinano il pensiero ai confini dello scibile e del riconoscibile con forme significanti. Infine l’astrazione interpretata come elemento sociale, in quanto condicio sine qua non della società moderna fondata sul pensiero scientifico. Ma in questo contesto diventa elemento intuitivo e parte orgnanica della nostra esistenza.

Da qui le mappe urbane ricreate da Giancarlo D'Antona oppure le reti di Fernando Garbellotto che lui applica come istallazioni ambiente negli spazi urbani interni dei palazzi ed esterni.
Carlotta Degl’Innocenti

In pillole:V Edizione della Biennale: “Magna Grecia”10 aprile - 10 maggio 2009
Spazio Thetis, Arsenale NovissimoVenezia
Per informazioni: thetis

Elenco artisti:Lucio Afeltra, Pino Barillà, Clara Brasca, Maria Credidio, Giancarlo Dell'Antonia, Fernando Garbellotto, Giuseppe Gonella, PierLuigi Guglielmo, Marya Kazoun, Gian Paolo Lucato, Vinicio Momoli, Nata, Paolo Rosa Salva, Nelio Sonego, Silvano Tessarollo, Alessandro Zorzi.

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