giovedì 21 aprile 2011

LE FORTI EMOZIONI DI PAOLO TROILO

Paolo Troilo nasce nel 1972 a Taranto. Vive e lavora a Milano, come Direttore Creativo di Arnold Worldwide Italia.
Il suo percorso artistico inizia nel 2006 e da allora ha già al suo attivo numerose mostre personali e collettive.

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La sua espressione artistica si caratterizza per l’originalità del procedimento formale: le proprie mani. Con una sparge i colori ad acrilico, con l’altra sorregge il cellulare che riporta a modello la fotografia del proprio volto.

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La tavolozza pittorica di Troilo è sull’uso di due colori: avorio e grigio di payne. Questo per eliminare i mezzi toni e per dare forza e vigore ad ogni pennellata.

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L’opera complessiva nasce a partire da un particolare fisionomico, come il naso o la bocca, fino ad arrivare alla costruzione dell’intera massa facciale.

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La forza espressiva nelle sue tele è la trasmissione di forti emozioni come gli atteggiamenti di urla e grida che vogliono rappresentare l’irruenza dei sentimenti e delle pulsioni più profonde.

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Paolo Troilo si autoritrae. Disperato. Si contorce dal dolore. Grida. Lo sguardo allucinato, terrorizzato. L’espressione contrita, deformata. Il corpo seminudo schizza via dallo sfondo neutro della tela e prende vita davanti al nostro sguardo.


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Bagnata, densa, sporca, la pittura di Troilo si nutre di tormenti, di dolorosi ricordi e ossessionanti fantasmi, che albergano nella sua mente e viaggiano fino a noi in un transfer che ci mette a dura prova.


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Cicatrici di vecchie ferite emotive, tracce di eventi sconvolgenti, traumatici, come una perdita improvvisa. Eppure, così noi viviamo, per sempre prendendo congedo (Rainer Maria Rilke).


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